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Biotestamento, la legge arriva a palazzo Madama. Quasi tutti i senatori trentini voteranno sì

Per Fravezzi "legge equilibrata". Panizza dovrà ancora approfondire: "Ma le parole del papa sono di aiuto". Tonini: "Mi auguro che possa diventare legge dello Stato prima dell'ormai imminente conclusione della legislatura". Quasi scontato il no di Divina, la Lega si è già espressa contro

Di Donatello Baldo - 09 dicembre 2017 - 19:01

TRENTO. Il disegno di legge sul biotestamento è approdato nell'aula del Senato. Il 5 dicembre scorso si è aperta la discussione generale e sono stati presentati 3mila emendamenti (per l’esattezza 3.005). Il voto sul testo è stato stato fissato per giovedì prossimo, 14 dicembre. Ad esprimersi sono chiamati anche i senatori trentini: Vittorio Fravezzi, Franco Panizza, Giorgio Tonini e Sergio Divina.

 

Approvato dalla Camera il 20 aprile scorso, il disegno di legge si riferisce al consenso informato e alle disposizioni anticipate di trattamento (Dat). L’articolo 1 prevede invece che, nel rispetto della Costituzione, nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata.

 

L’articolo 3 prevede infatti che «ogni persona maggiorenne, capace di intendere e volere, in previsione di una eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, può, attraverso Disposizioni anticipate di trattamento, esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali».

 

"Si è trovato un equilibrio - afferma Vittorio Fravezzi - e io voto a favore. Sappiamo cosa significa ritornare alla Camera", e il senatore si riferisce alla 'navetta' che riporterebbe i testo ad una nuova approvazione di Montecitorio e un nuovo passaggio a Palazzo Madama, rendendo impossibile l'approvazione del testo entro la legislatura.

 

"Si è tenuto conto della libertà della persona - continua Fravezzi - ma anche dei principi che muovono le aree cattoliche. E' un tema etico - osserva - ed è giusto rispettare la coscienza di ciascuno. Però ricordo che la Dat non è obbligatoria ma una decisione personale".

 

"Penso anch'io di votarlo - afferma invece Panizza - ma ammetto che devo ancora approfondire la materia. Ascolterò il dibattito, alcuni emendamenti sono stati proposti anche dal mio gruppo. Ma in linea di massima credo che voterò favorevolmente, anche perché sembra di capire che il Pd voglia votare il testo così come è arrivato dalla Camera". 

 

"Il testo dà garanzia affinché la legge non venga applicata in modo indiscriminato - sostiene Panizza - non  si tratta di eutanasia ma di una libera scelta contro quello che viene definito accanimento terapeutico. Il papa ha tranquillizzato in questo senso", e si riferisce alle parole del pontefice che nei giorni scorsi ha dichiarato che "evitare l'accanimento terapeutico non è eutanasia", dando così manforte ai sostenitori del testo sul testamento biologico.

 

Giorgio Tonini, invece, il testo del ddl l'ha letto e studiato: "Ne ho tratto la conclusione che si tratta di un testo ragionevole ed equilibrato - afferma il senatore - che per lo più si limita a dare forma giuridica ad una prassi già diffusa, quella del consenso informato da parte del paziente rispetto ai trattamenti sanitari ai quali è sottoposto, ivi compresa la possibilità di decidere di evitarli o interromperli".

 

"Voterò a favore - afferma - e mi auguro che possa diventare legge dello Stato prima dell'ormai imminente conclusione della legislatura". 

 

Immaginiamo che voterà no il senatore Sergio Divina (non siamo riusciti a contattarlo), non si sa se per convinzione personale se per disciplina di partito. La lega ha presentato un bel po' di emendamenti e il suo leader Matteo Salvini su questo argomento è stato chiaro: "Più che di una buona morte mi interessa occuparmi di una buona vita", ignorando forse che il fine vita è parte della vita stessa.

 

 

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