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Cia e Bezzi: ''Costretta a partorire due gemelli a Verona''. Replica Zeni: ''Nemmeno sanno di cosa parlano''

Le opposizioni contro l'assessore: "questo l'effetto dei tagli". Ma lui risponde: "Confondono neonatologia con ostetricia-ginecologia, o non conoscono la differenza oppure unica volontà è strumentalizzare"

Di Donatello Baldo - 30 ottobre 2017 - 19:27

TRENTO. Il primo a gridare allo scandalo è il consigliere provinciale Claudio Cia: "Una donna di Porte di Rendena è stata costretta a partorire due gemelli a Verona. La causa? Il reparto di neonatologia dell’ospedale Santa Chiara era saturo, di conseguenza la partoriente è stata trasferita a Verona con l’elicottero".

 

"Saturo? - si chiede Cia - da anni sentiamo parlare di calo demogafico e il reparto di neonatologia a Trento è saturo? Questo - prosegue - è l'ennesimo episodio disdicevole riguardante la sanità trentina: dopo i tagli imposti dall'assessore Zeni le cittadine della nostra Provincia autonoma continuano a subire grossi disagi".

 

Ma anche Bezzi si attiva e a questo proposito deposita addirittura un'interrogazione (con Cia e Fugatti): "Questa notizia ha destato una grande eco in tutta la Provincia ed ha creato non pochi malumori fra le residenti delle Valli Giudicarie, che si sono viste defraudate del punto nascite presso l’Ospedale di Tione e ora devono arrivare fino a Verona per partorire".

 

"In questo caso - osserva Bezzi - tutto sembra andato a finire bene, ma chi ci garantisce che in altri casi, il viaggio, che ipoteticamente potrebbe iniziare in macchina da Madonna di Campiglio fino a Trento e poi ripartire in elicottero fino a Verona, non possa causare sia nella mamma che nel nascituro ripercussioni oltre che a livello fisico anche a livello psicologico?".

 

Risponde alle critiche l'assessore Luca Zeni: "Collegare neonatologia al tema dei punti nascita significa mostrare che o non si sa di cosa si parla o che la volontà di strumentalizzare qualsiasi evento è superiore ad ogni altra valutazione".

 

L'accusa mossa dall'assessore ai due consiglieri è dunque l'ignoranza o la malafede. "Non si possono confondere il reparto di ostetricia-ginecologia con quello di neonatologia. Sono cose diverse. Un parto necessita del supporto di neonatologia soltanto in situazioni particolari".

 

"E poi - continua Zeni - da anni nella nostra provincia i parti non fisiologici sono accentrati per garantire la capacità di gestione anche delle situazioni più complesse. Come è sempre nei casi di parti gemellari".

"Come ha ben spiegato il primario Soffiati - e qui Zeni si riferisce alle sue dichiarazioni comparse su l'Adige di oggi - le neonatologie delle diverse provincie, proprio per la complessità della neonatologia, sono collegate tra loro e si supportano".

 

"Ricercare collegamenti con i punti nascita periferici, che in alcun caso avrebbero dovuto gestire un parto che necessiti di supporto neonatologico, è eccessivo persino per quegli esponenti delle opposizioni che ormai ci hanno abituato al comunicato quotidiano di commento critico di ogni evento che accade in Trentino".

 

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