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Donne in lista per le provinciali, la doppia preferenza sposta gli equilibri

Quali donne emergono tra le fila delle formazioni politiche che nell'autunno del 2018 chiederanno agli elettori e alle elettrici voti e preferenze? I nomi cominciano a circolare, eccoli

Di Donatello Baldo - 03 dicembre 2017 - 07:03

TRENTO. La legge elettorale provinciale, dopo l'approvazione in Consiglio della doppia preferenza e della composizione di lista a metà tra candidati e candidate, obbliga i partiti a cercare donne su cui puntare alle elezioni del prossimo anno. 

 

Non solo, o non più, donne 'tappabuchi', quote rosa da inserire in lista per far numero ma che poi nessuno considera al momento della votazione. Ora, se qualcuno pensasse ai ticket per le preferenze, deve trovarsi una candidata con cui stampare i santini elettorali che possa portare voti, tanti voti per riuscire a fare bingo ed essere eletti tra i banchi del Consiglio provinciale. Un consiglio che ora conta, su 35 eletti, solo 6 donne.

 

Allora, su chi puntano i partiti? Quali donne emergono tra le fila delle formazioni politiche che nell'autunno del 2018 chiederanno agli elettori e alle elettrici voti e preferenze? I nomi cominciano a circolare, e ora li vediamo assieme.

 

Partiamo dal Pd, partito che più di tutti ha eletto in Consiglio figure femminili: quattro consigliere su nove consiglieri. Si ricandideranno di sicuro Lucia Maestri (se non sarà candidata, ed eletta, in quel di Roma) e l'assessora Sara Ferrari. Non è scontata, invece, una nuova disponibilità per Violetta Plotegher e Donata Borgonovo Re.

 

Si è parlato di inserire in lista Marilena Guerra, direttora di Trentino Tv, ma questo nome è spendibile solo se il suo compagno Bruno Dorigatti non sarà tra i candidati. Tempo fa sembrava fosse all'ultima legislatura ma ultimamente sembra forse interessato a un altro giro.

 

Tra le new entry ci potrebbero essere le donne che hanno spinto per la legge sulla doppia preferenza, quindi Gulia Robol - già segretaria provinciale - ma anche Carmen Noldin e Minella Chillà. Anche se quest'ultima vorrebbe forse prima misurarsi in Consiglio comunale a Trento e prima della fine della consiliatura potrebbe entrare visto che è la prima dei non eletti del Pd.

 

Ma un'esperienza nelle istituzioni non dispiacerebbe nemmeno a Eleonora Stenico, l'attuale Consigliera di Parità che finita la legislatura decadrebbe dal suo incarico e le battaglie per le donne potrebbe trasferirle dentro l'aula del Consiglio provinciale.

 

Un'altra donna che sembra puntare all'elezione in Consiglio provinciale è Elisabetta Bozzarelli. Ha sfidato Gilmozzi alla segreteria, si è fatta una specie di corrente, "Domani", che potrebbe essere un buon comitato elettorale. Rappresenta una fetta importante dell'elettorato cittadino e su Trento il Pd ha tanti voti.

 

Nell'Upt c'è Donatella Conzatti, ex segretaria, invisa a molti dirigenti e a Dellai in particolare ma molto apprezzata dalle donne del partito. E' stata una delle anime del comitato Non Ultimi e se non trova spazio alle politiche, alle provinciali correrà senz'altro. 

 

Ma nell'Upt, seppur fino ad ora in secondo piano, ci sono molte donne con incarichi anche di rilievo: la sindaca di Torcegno Ornella Campestrin, Isabella Iandarino consigliera a Riva del Garda, Manuela Ferrari di Tione, Lucia Silli a Mori, Katia Nardelli in Val di Sole, Elena Gianmoena, Antonietta Nardin.

 

Tante donne che però non sono mai state considerate dalla potenza maschile che si divide il Trentino in preferenze. Ora, i consiglieri uscenti, dovranno fare squadra con loro per avere garantita l'elezione un'altra volta. E così il triste primato dell'Upt, e la Margherita prima, di aver eletto in 15 anni una sola donna (Marta Dalmaso nel 2003) potrebbe migliorarsi.

 

Ma veniamo ai 5 Stelle. Qui circola un nome conosciuto tra le donne che potrebbero andare in Consiglio provinciale (o alla Camera addirittura, visto che lepolitiche arrivano un bel po' di mesi prima). Si parla da tempo di Giovanna Giugni, ex consigliera comunale dell'Italia dei Valori, candidata con Sel alle elezioni del 2013.

 

Per lei forse c'è il problema delle regole grilline che prevedono, se confermate, che un candidato non possa aver avuto incarichi in nessun partito dopo la nascita del MoVimento. Ma tra le novità al femminile c'è anche Sara Magotti, originaria della zona di Lavis ma residente in Val dei Laghi, c'è la nuova organizer del Meet-up Caremen Martini, e poi Giuseppina Guarna.

 

E nel Patt? Quasi sicuramente sarà della partita Eleonora Angelini e Patrizia Pace (che è nel direttivo), ma se non se ne va - come aveva promesso nei mesi scorsi -  ci sarà anche la presidente del partito Linda Tamanini. Poi la consigliera uscente, sempre che non venga eletta a Roma, Chiara Avanzo.

 

Ma si parla anche della coordinatrice del Movimento femminile delle Stelle alpine Daiana Boller, della presidente del Consiglio comunale a Dro Ginetta Santoni e del recupero di Flavia Angeli, già candidata nella scorsa tornata del 2013.

 

Con il movimento Agire per il Trentino di Claudio Cia sarà in lizza di sicuro la vice coordinatrice provinciale Elena Sester, Grazia Castellini referente per le Giudicarie e forse Nancy Terrazona che capeggia un gruppo di immigrati sudamericani molto attivo all'interno del gruppo del consigliere dell'opposizione. 

 

Nella Lega Nord donne non ne mancano, molto attive tra la base del Carroccio e nei consigli comunali e di circoscrizione. Bruna Giuliani, consigliera a Trento con Claudia Postal, e poi la presidente del Consiglio a Rovereto Mara Dalzocchio. Ma c'è chi pensa anche a inserire in lista Alessia Ambrosi, la pasionaria e segretaria di sezione della Val dei Laghi che scrive su Facebook quotidianamente il suo amore per Salvini.

 

Rimane Forza Italia, il partito di Giacomo Bezzi, del firmatario della legge sulla doppia preferenza che poi non l'ha votata, che caldeggia il referendum ma che non avrà mai il coraggio di chiedere formalmente. Bezzi che, questo va detto, già la scorsa volta ha messo in lista metà donne e metà uomini. Problemi a trovare candidate non ne avrà, qualcuno in più nel farle eleggere.

 

Tra i gruppi più piccoli c'è Fratelli d'Italia, che punterà sicuramente sulla sua presidente Marika Poletti, e le liste di sinistra di cui però non si sa nemmeno come si presenteranno. Tra le nuove formazioni Autonomia Popolare di Walter Kaswalder che potrebbe avere un asso nella manica: l'ex consigliera della Lega e componente della Commissione dei 12 Franca Penasa.

 

Progetto Trentino non si sa nemmeno se si ripresenterà, e con chi. Si sa invece che ritenteranno la rielezione i consiglieri di Civica Trentina Rodolfo Borga e Claudio Civettini, due tra i più acerrimi oppositori alla legge sulla doppia preferenza. 

 

Nella loro civica di donne non sembra ce ne siano molte, di sicuro non ce ne sono nella foto dello stato maggiore del partito. Ma anche loro, se vorranno tornare in Consiglio provinciale, dovranno aprire le loro porte alle donne candidate: la legge prevede che in lista siano la metà.

 

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