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Finanziaria, Rossi: ''Nessuna mediazione su questioni fiscali''. E il riferimento è alle proposte di Borga

Rimangono sul tavolo i 15 mila emendamenti presentati dalla minoranza. Giovedì Consiglio provinciale convocato a oltranza. Le trattative sono in mano al governatore Ugo Rossi: "Le materie finanziarie non sono in discussione"

Di Donatello Baldo - 20 dicembre 2017 - 19:51

TRENTO. Nella giornata di mercoledì le votazioni in Consiglio provinciale sulla manovra di bilancio sono entrate nel vivo. Gli ordini del giorno erano 72 e nel corso della giornata poco a poco sono diminuiti. Alcuni approvati alcuni respinti, ma nulla di particolarmente significativo da segnalare.

 

Evaso il plico di ordini del giorno si passerà nella seconda parte di giovedì all'esame delle tre leggi che compongono la finanziaria. Sugli articoli gravano ancora più di 15 mila emendamenti presentati dalle opposizioni, un ostruzionismo che teoricamente impedisce la conclusione di lavori entro venerdì come da programma.

 

La seduta di giovedì è a oltranza ed è possibile che si faccia notte. Venerdì il Consiglio è nuovamente convocato e se non sarà trovata una mediazione si faranno le ore piccole anche quella notte. Tutto dipende dalla mediazione che prima o poi dovrà essere avviata.

 

La Giunta dovrà sedersi a un tavolo e dialogare con la minoranza, decidendo se accogliere qualche proposta dell'opposizione e disinnescare l'ostruzionismo. Funziona così da sempre: le minoranze presentano il muro di emendamenti, la maggioranza ne accetta alcuni di merito e cadono tutti gli altri.

 

Il cenone l'hanno prenotato tutti, anche i consiglieri di minoranza, e come ogni anno anche quest'anno la soluzione sarà trovata prima dell'antivigilia. La pensano così tra i banchi della maggioranza, che ha affidato a Mauro Gilmozzi il ruolo di pontiere per cercare una soluzione.

 

Poi sarà Rossi a scendere in campo e prendere le ultime decisioni, cosa che si presume avverrà giovedì, quando si prevedono sospensioni su sospensioni, tira e molla per vedersi accettata questa o quella proposta. 

 

Un punto è però chiaro, a detta dello stesso Governatore: "Tutto quello che è fiscale non si tocca". Una dichiarazione che si riferisce nello specifico agli emendamenti presentati da Rodolfo Borga che lega tutte le sue proposte ad una premessa, l'eliminazione della deduzione sull'addizionale IRPEF

 

Vediamo di capire meglio. Il consigliere di Civica Trentina non ha presentato richieste di correttivi qua e là, aumenti di denari su questo o su quell'articolo. La sua proposta è una mini-finanziaria, un vero e proprio intervento sulle politiche di welfare. 

 

"La proposta di eliminare la deduzione sull’addizionale IRPEF per i contribuenti con reddito annuo lordo inferiore a 20 mila euro - spiega Borga - libera risorse per 48 milioni sul biennio 2018/19.

 

"Considerato il numero dei beneficiari - osserva - il tutto si risolve all'equivalente di un paio di caffè in settimana: più che aiuto, un’elemosina. Noi proponiamo d’investire tali ingenti risorse nel sociale - incalza - con esiti che sicuramente sono assai più produttivi per le famiglie in difficoltà.

 

E con queste minori spese Borga propone di finanziare con 2 milioni di euro all’Azione 19, di mettere 4 milioni di euro nell’Assegno unico, altri 3 milioni sul welfare anziani. Per quanto concerne la sanità, 6 milioni di euro destinati a finanziare il rinnovo contrattuale dei medici ospedalieri.

 

Ma nella mini-manovra di Rodolfo Borga sono previsti anche un fondo di 7 milioni di euro destinato al comparto agricolo e 400 mila euro per le società ed associazioni sportive dotate del settore giovanile.

 

Una finanziaria in miniatura che tocca questioni fiscali, quelle che Rossi dice di escludere da ogni trattativa. Quindi chissà su cosa si andrà a mediare, chissà fino a dove si spingerà il braccio di ferro del consigliere che di ostruzionismo ne sa più di tutti quanti gli altri.

 

 

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