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Il giallo del concerto neofascista a Trento. Il sindaco avverte la Questura

Il timore è quello che anche il Trentino diventi teatro delle provocazioni che l'estrema destra sta inscenando in queste ultime settimane. L'Osservatorio contro i fascismi: "I partiti e le istituzioni democratiche faranno qualcosa per impedire questo scempio?"

Pubblicato il - 08 dicembre 2017 - 19:02

TRENTO. "Dopo Como i naziskin arrivano a Trento - scrive sulla sua pagina l'Osservatorio contro i fascismi - il 9 Dicembre il Veneto Front Skinhead organizzerà un dibattito e un concerto sull'Identità Europea". Una notizia che è arrivata anche alle orecchie dell'amministrazione comunale che ha subito avvisato la Questura.

 

A mettere al corrente Andreatta è stato l'assessore alla cultura Andrea Robol, ma anche la consigliera Antonia Romano si è mossa, inviando al primo cittadino lo screen-shot dell'iniziativa. Il sindaco, informato, ha immediatamente avvisato la Digos.

 

Il timore è quello che anche il Trentino diventi teatro delle provocazioni che l'estrema destra sta inscenando in queste ultime settimane. L'Osservatorio ricorda quella di Como, dove alcuni militanti del Veneto Fronte Skinhead hanno fatto irruzione all'interno della sede di un'associazione che si occupa di immigrazione interrompendone l'assemblea. 

 

Ma è notizia di due giorni fa anche un altro episodio, quello contro il gruppo L'espresso-Repubblica al grido "Infami non vi daremo tregua". Episodi inquietanti che hanno alzato fatto alzare l'allarme, al punto che il sindaco in persona ha contattato la Questura per chiedere alla polizia di intervenire.

 

"Da tempo - scrive l'Osservatorio - era noto che alcune persone prima vicine a Fiamma Tricolore e a Emilio Giuliana (ora rientrato nelle file del centro destra incravattato) erano attive nel nostro territorio. Proprio a ridosso delle intimidazioni avvenute a Como e nel mantovano contro alcune associazioni antirazziste, l'organizzazione neonazista si palesa in Trentino per fare nuovi proseliti".

 

All'inizio sembrava che quello del concerto neofascista fosse uno 'scherzo', e la certezza non c'è ancora: gli stessi esponenti della destra trentina spiegavano che si trattava di una specie di un 'Pesce d'aprile' fuori stagione, una provocazione per far parlare del Fronte Veneto Skinhead.

 

Ma qualche conferma che a Trento ci sarà cena e concerto arriva da fonti interne alla stessa Questura: l'iniziativa si terrà nella periferia di Trento. Il luogo non è stato reso noto e sul manifesto, a fianco della sigla del FVS che ricorda una svastica e disegna la s come quella delle famigerate SS, c'è una mail da contattare: solo così si avranno informazioni.

 

Si apprende che saranno in meno di 50, provenienti soprattutto dal Trentino, che la cena e il concerto si terranno in un luogo privato, non aperto al pubblico. Forse si tratta di un ristorante, di un bar, che per l'occasione non sarà comunque aperto alla clientela abituale ma riservato soltanto agli esponenti dell'estrema destra accreditati.

 

"Ci domandiamo - conclude l'Osservatorio - se i partiti e le istituzioni democratiche, dopo avere espresso sui giornali la loro preoccupazione per i fatti di Como e per le iniziative contro Repubblica e L'Espresso, faranno qualcosa per impedire questo scempio". 

 

Per adesso, a muoversi per impedire, o quantomeno per monitorare la situazione, sono stati l'assessore Andrea Robol, la consigliera Antonia Romano e il sindaco Andreatta che ha avvisato la Questura. 

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