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La candidatura del sindaco Dalledonne alle elezioni provinciali, più che una discesa in campo è un ruzzolone

Un documento lo 'obbliga' a sostenere l'attuale vicesindaco Galvan come candidato sindaco del 2020 e a far dimettere, con lui, anche l'assessore Stroppa

Da sx, l'attuale vicesindaco Galvan, il sindaco Dalledonne e l'assessore Stroppa
Di Donatello Baldo - 23 ottobre 2017 - 06:36

BORGO VALSUGANA. La discesa in campo ufficiale del sindaco Fabio Dalledonne come candidato alle elezioni provinciali è un capitombolo. E a rotolare sembra non essere soltanto lui ma tutta la sua giunta.

 

La notizia della sua candidatura era nell'aria da un pezzo ma la forzatura che ha portato all'uscita pubblica è conseguenza di un documento che qualcuno ha fatto trapelare alla stampa. Un documento che mette nero su bianco la road-map del prossimo futuro politico-amministrativo del comune della Valsugana.

 

Sembra quasi una cambiale in bianco, una specie di "ricatto" addirittura. Per certi versi una dimissione in bianco, quella brutta pratica che a volte usano i datori di lavoro verso la dipendente che resterà incinta, che in questo caso è usata per mettere fuori gioco, anticipatamente, uno degli assessori della giunta Dalledonne.

 

Ma vediamo di ricostruire la vicenda e leggere le righe, e tra le righe, di quel documento di cui siamo venuti in possesso. Si tratta di un foglio titolato “Documento politico-programmatico” promosso dalla componente della maggioranza che esprime il vicesindaco Enrico Galvan e che nelle intenzioni degli estensori dovrebbe essere sottoscritto da tutti i consiglieri della maggioranza,

 

Un impegno a rispettare alcuni punti importanti, punti che però contengono quei piccoli ricatti che hanno fatto andare su tutte le furie l'assessore Rinaldo Stroppa, quello che dovrebbe firmare le dimissioni in bianco. Ma vediamo più avanti di cosa si tratta, ora leggiamo passo passo il documento che qui riproduciamo:

Il documento esplicita le “forti perplessità nel proseguire con l'attività politica e amministrativa”, tuttavia ritiene che basterebbe una stretta di mano per rimettere le cose a posto, questo per “senso di responsabilità” e per rendere il futuro “più chiaro, sereno e costruttivo per tutti”.

 

Un linguaggio apparentemente conciliante, ma in fondo un tranello che obbliga Dalledonne e la sua parte a subire un'imposizione, evidenziando tutta la debolezza politica di un sindaco con l'ambizione, “proprio l'ambizione”, di diventare consigliere provinciale. Un sentimento che, a quanto pare, è così struggente da esporlo al rischio di ipotecare l'amministrazione di Borgo Valsugana alle rivendicazioni interessate di qualcuno.

 

Quel qualcuno è l'attuale vicesindaco Galvan: nel documento i firmatari si impegnano a condividere la volontà del sindaco Dalledonne di dimettersi per candidarsi alle elezioni provinciali del prossimo anno. Poi, con conseguenza logica e politica, "si condivide anche la volontà dell'assessore Stroppa di dimettersi contestualmente al sindaco".

 

Ma l'assessore Stroppa di dimettersi non ne ha intenzione e anche ieri sulla stampa l'ha detto e ripetuto. Condividere che cosa se la questione delle dimissioni non si è mai posta? Eccolo il "ricatto" messo per iscritto: noi stiamo bravi, sosteniamo anche il sindaco, ma quando se ne va si porta via anche Stroppa, con cui Galvan non va d'accordo.

 

Nei punti successivi questa strategia è fin troppo esplicita: i sottoscrittori condividono di "proporre il vicesindaco Galvan come candidato per le future elezioni comunali”. Ecco che su un foglietto si definiscono le candidature della tornata elettorale del 2020, inter nos, in camera caritatis, come una sorta di compravendita qualsiasi.

 

Ecco dunque la forza di questo documento. Un sostegno reciproco ma alle condizioni di cui sopra. Un sindaco con velleità di fare il consigliere provinciale tenuto in pungo da chi gli dice: 'Se te ne vai ti porti via anche il tuo assessore, giuri di sostenere il nostro futuro candidato sindaco e forse, poi vedremo, ti daremo una mano per le elezioni provinciali'.

 

Il testo non sarà così esplicito ma se si legge tra le righe si legge proprio questo. E si legge anche che la politica, pure a Borgo Valsugana, si fa nelle cantine, con accordi scritti sulla 'carta del formai' e con le stesse logiche di sempre, quelle del potere e della spartizione.  

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