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Manovra di bilancio, Rossi: ''Assumiamo 70 postini''. Sui giovani che se ne vanno all'estero: ''Fenomeno da approfondire''

Chiusa la discussione generale sulla finanziaria, il governatore difende il lavoro fatto sul tema dell'occupazione. "E sulla spesa corrente facciamo meglio di Bolzano"

Pubblicato il - 20 dicembre 2017 - 12:10

TRENTO. Conclusa la discussione generale sulla manovra finanziaria, iniziata con la lunga relazione del governatore Ugo Rossi, lo stesso presidente è intervenuto per la replica. Tra le altre cose, Rossi ha annunciato che tra le 60 e le 70 persone saranno assunte come postini e inoltre, per garantire la consegna nelle zone periferiche, la Provincia mette sul piatto 2 milioni e mezzo di euro.

 

Ma l'inizio del suo intervento è stato dedicato alla situazione occupazionale, con uno sguardo particolare sui giovani. Il presidente ha esordito affermando che “sì, come alcuni hanno detto questa è una manovra elettorale. Nel senso che si riferisce al programma elettorale con cui il centrosinistra si era presentato alle elezioni del 2013”.

 

Sulla disoccupazione giovanile Rossi ha smentito che oggi un giovane trentino su 5 tra i 15 e i 24 anni sia disoccupato. "Analizzando i dati si scopre infatti che la percentuale è del 5,7% oggi mentre era del 6,4% nel 2013".

 

Sui giovani che se ne vanno dal Trentino, Rossi ha riconosciuto che si tratta di un problema reale di cui è giusto occuparsi, “ma va anche detto che non siamo allo sfascio, perché gli iscritti all’Aire (anagrafe italiani residenti all'estero) sono l’1,8% della popolazione di riferimento”.

 

Quanto al perché se ne vanno, il presidente ha ricordato che "un tempo i ragazzi, una volta finiti gli studi o durante gli ultimi anni di studio, iniziavano ad inserirsi nel mondo del lavoro locale, soprattutto nelle strutture turistiche. “Oggi – ha osservato – questo non avviene più".

 

Ma non perché questi posti di lavoro siano scomparsi "ma perché vengono occupati da giovani proveniente dal sud o da extracomunitari. Dobbiamo allora chiederci come mai nelle cucine e nei servizi dei nostri alberghi i giovani trentini non lavorano".

 

"La ragione – secondo Rossi – è che oggi vanno a fare questi stessi lavori all’estero. Vi è comunque un aumento di iscritti all’Aire di giovani trentini e questo è un fenomeno che merita di essere approfondito”.

 

Il presidente ha poi negato che nel 2017 la Giunta abbia trascurato i problemi della povertà e del welfare. “Questo – ha sottolineato – è l’anno in cui sono aumentati i posti letto disponibili per i senza tetto sia a Trento che a Rovereto e in cui abbiamo risposto al il rischio che l’ex classe media precipiti in una condizione di povertà, inserendo il reddito di garanzia nell’assegno unico".

 

"Del problema disoccupazione ci siamo interessati molto – ha proseguito il presidente – anche riformando le regole di ingaggio nel Progettone, in cui sono entrate quest’anno 100 persone in più. E ancora, in questo 2017 le risorse per i bisogni educativi speciali nella scuola trentina sono cresciute da 4,9 milioni di euro a 5,5 milioni di euro".

 

La lista degli obiettivi raggiunti e degli impegni rispettati è illustrata da Rossi nel dettaglio. C'è spazio anche per il confronto con Bolzano: "La percentuale media di spesa corrente della Provincia tra il 2009 e il 2013 riferita alle entrate complessive al netto di quelle straordinarie, è pari al 77%, mentre nel 2018 sarà del 75%".

 

"Questo vuol dire che il nostro sistema tiene sotto controllo la spesa corrente. E la spesa corrente così calcolata per la nostra Provincia risulta anche inferiore del 5% rispetto a quella della Provincia di Bolzano".

 

"Questo – ha precisato Rossi – non per dire che siamo più bravi, ma perché la questione vera è cosa si fa con la spesa corrente. Se alimentiamo un sistema che prevede assunzioni di autisti nel trasporto pubblico per fare un servizio cadenzato nelle valli, questo è un investimento per il futuro che produce Pil e possibilità occupazionali”.

 

Rossi ha concluso illustrando l’emendamento presentato in extremis sul servizio postale. “Abbiamo avuto recentemente un incontro con i vertici di Poste italiane e con i 2,5 milioni di euro da noi messi a disposizione, anche se probabilmente in futuro serviranno altre risorse, potremo garantire a partire dai primi di marzo la consegna giornaliera sei giorni su sette, dal lunedì al sabato, dei prodotti editoriali e della cosiddetta “posta veloce”.

 

Con questo intervento eviteremo che la consegna a giorni alterni interessi anche altri Comuni oltre a quelli dove è già stata adottata”. Il presidente ha detto che la Provincia intende aprire un tavolo con gli editori, auspicando che in seguito a questo intervento della Provincia si rendano disponibili a riversare i benefici che ne deriveranno per loro anche sugli utenti in termini di riduzione dei costi.

 

Rossi ha concluso il suo intervento annunciando che per questo servizio la Provincia prevede di assumere tra le 60 e 70 persone. Inoltre chiederà a Poste italiane di attivare sinergie positive tra il servizio di posta e il servizio che potrebbe essere proposto a livello territoriale.

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