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| 23 apr 2017 | 12:51

Per il giudice il 'Patto con gli Schützen' costituisce reato. "Poteva influire sulle elezioni provinciali"

Le motivazioni della sentenza emessa dal giudice Borrelli che ha condannato Giuseppe Corona e Paolo Dalprà. Lorenzo Baratter versava ai Cappelli piumati 500 euro al mese (QUI L'ASSOLUZIONE)

Per il giudice il 'Patto con gli Schützen' costituisce reato
di Redazione

TRENTO. Le motivazioni della sentenza che ha portato alla condanna dell'ex comandante degli Schützen Paolo Dalprà, del suo vice Giuseppe Corona e che ha comunque segnato politicamente anche il consigliere del Patt Lorenzo Baratter (che dal processo, e dunque dalla condanna, si è sottratto attraverso l'istituto della 'messa alla prova'), sono arrivate puntuali a due mesi dalla decisione del giudice Borrelli.

 

"Il fatto è pacifico", c'è scritto sulle motivazioni. Dubbi quindi non ce ne sono: per il giudice sono colpevoli per il reato di corruzione elettorale. Reato che si è consumato nel momento in cui è stato sottoscritto il famoso "patto elettorale" tra la Compagnia degli Schützen e i candidati (in pectore) del Patt Lorenzo Baratter, candidato ed eletto, e Giuseppe Corona, nemmeno poi candidato alla carica di consigliere regionale. Patto che prevedeva il versamento di 500 euro al mese ai Cappelli piumati in caso di elezione.

 

Lorenzo Baratter, l'unico poi candidato, l'unico quindi che ha versato per tre mensilità la quota pattuita, ha optato per la 'messa alla prova', scegliendo di fare opera di volontariato per evitare la condanna penale. "Non significa che mi dichiaro colpevole", spiegava il consigliere all'indomani della scelta. Ma il giudice si riferisce anche a lui quando afferma che "l'accordo contiene tutti gli elementi costitutivi del reato".

 

Per Borrelli, quindi, l'accordo siglato tra candidati e Compagnia "era in grado di influire sulla competizione", ovvero sullo svolgimento delle elezioni provinciali. Scontato l'appello che i due condannati, difesi dagli avvocati Nicola Canestrini e Vanni Ceola, cercheranno di vincere sostenendo la loro innocenza.

 

Paolo Dalprà è stato assolto con la formula dell'insussistenza del fatto, emessa dalla Corte di appello di Trento il 26 ottobre 2018 e passata in giudicato il 12 marzo 2019. Lorenzo Baratter è stato prosciolto dal Tribunale di Trento il 30 maggio 2017 e passata in giudicato il 23 giugno 2017 in quanto - in seguito alla riuscita del periodo di messa in prova - il reato ascrittogli risulta estinto. I coimputati sono stati tutti assolti perché il fatto non sussiste.

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