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Petizione sulla trasparenza, 'Più Democrazia': ''Bravi consiglieri, ma non basta. Portate in aula la legge di iniziativa popolare''

Conclusa la trattazione della petizione “Per un Trentino trasparente”. Ora l'associazione chiede di rispettare gli impegni presi e di discutere il ddl sulla partecipazione

Di db - 11 dicembre 2017 - 13:06

TRENTO. "Bravi consiglieri, ma non basta". Sembra essere questa la sintesi del comunicato diffuso dalla presidente dell'associazione "Più Democrazia in Trentino" in merito alla discussione sula petizione avanzata dai cittadini sul tema della trasparenza

 

Ma non basta, perché sul tavolo c'è anche il disegno di legge 1/XV che ad oggi risulta bloccato, "congelato" dal Consiglio provinciale che non ha voluto proseguire la discussione. "Sulla petizione sono stati bravi - conferma la presidente Daniela Filbier - e di questo ne diamo atto a Mattia Civico che presiede la Prima Commissione".

 

"E' stata trattata con dignità, è stata discussa e in conclusione è stato redatto un documento - continua Filbier - ma con dignità devono essere trattate tutte le iniziative popolari, anche la proposta di legge sottoscritta dalle firme dei cittadini che si occupa proprio di partecipazione".

 

"Il 7 novembre la Prima Commissione permanente ha approvato la relazione che decreta la chiusura della trattazione della petizione che "Più Democrazia in Trentino" aveva lanciato nel luglio 2016 con l’obiettivo di aprire un dibattito sulla necessità di intervenire sulle norme relative alla trasparenza, nella nostra Provincia diverse rispetto al quadro nazionale".

 

"Un lungo cammino", afferma l'associazone, iniziato nei primi mesi del 2016, quando è iniziata l'analisi puntuale del contesto normativo provinciale/regionale con l’obiettivo di valutare gli effetti derivanti dallo scarto esistente tra la normativa delle autonomie locali e quella statale in materia di trasparenza e anti-corruzione".

 

La panoramica scaturita dal lavoro di analisi ha messo in evidenza criticità importanti: "Da qui la scelta di portare all'attenzione del legislatore le problematicità e i rischi derivanti dal mancato adeguamento delle leggi locali agli standard nazionali".

 

Un'attenzione dimostrata dalla Provincia di Trento, ma per quanto riguarda la Regione Trentino-Alto Adige nemmeno la presa in considerazione della proposta. Ma leggiamo il 'bilancio' di questo percorso nel comunicato dell'associazione:

 

"La 'buona pratica democratica', ossia la collaborazione tra cittadini e istituzioni scevra da pregiudizi politici, ha prodotto un risultato che è bene valorizzare e portare come esempio del buon rapporto che ci deve/dovrebbe sempre essere tra rappresentanti e rappresentati, e di ciò va dato merito al presidente Mattia Civico e alla Prima commissione permanente".

 

"Questo è l’approccio che la nostra Associazione si augura per la trattazione di ogni proposta di iniziativa popolare", afferma il comunicato, che però non perde l'occasione per ricordare anche gli impegni presi in passato: 

 

"Abbiamo salutato con piacere il rinnovato impegno assunto dalla Consigliera Borgonovo Re di voler trattare dignitosamente entro la fine della legislatura il disegno di legge di iniziativa popolare n.1/XV".

 

Il ddl che, a distanza di tempo, continua a restare indiscusso. "Borgonovo Re ha preso l'impegno di portare il testo in aula - afferma Filbier - ora il Consiglio porti in fondo l'iter e si assuma la responsabilità di approvarlo o di rigettarlo".

 

Ma tornando alla discussione della petizione, l'associazione afferma che "l'ascolto da parte dei Rappresentanti politici, anche quando non soddisfa compiutamente le proposte dei cittadini, si è tradotto in lavoro fatto seriamente e in collaborazione con i proponenti, in una presa di coscienza di un problema e della necessità di intervenire riavvicinando i cittadini alle istituzioni".

 

Nel merito della relazione della Prima commissione, "Più Democrazia in Trentino" fa presente che le richieste contenute nella petizione erano altre: "Ciò nonostante quanto approvato sarà un utile strumento nelle mani dei Consiglieri. La raccolta delle norme in materia di trasparenza e il suo riordino permetterà ai Consiglieri, questo il nostro auspicio, di migliorare i testi attuali".

 

"Il bilancio che traiamo da questa iniziativa è dunque sostanzialmente positivo", spiega la presidente. "Nell’economia della partecipazione la petizione è di certo lo strumento più elementare e inoffensivo: una semplice richiesta che i cittadini rivolgono agli eletti con l’obiettivo di richiamare l’attenzione su temi o situazioni che ritengono importanti".

 

"Una richiesta che necessita di un certo sforzo ai proponenti, dato che per sottoporre le proprie considerazioni e proposte devono raccogliere un ragguardevole numero firme. Ma una volta raccolte le firme, il testimone passa ai rappresentanti, che valutano la petizione, ne discutono e, infine, si pronunciano al riguardo".

 

"Benché la petizione sia un piccolo strumento di partecipazione che non mette in discussione il potere decisionale degli eletti, essa consente di affrontare, in via preliminare e talvolta in via emergenziale, temi di interesse collettivo".

 

"In questo caso il Consiglio provinciale di Trento, attraverso il lavoro svolto dalla Prima Commissione permanente, ha dato prova di attenzione e sensibilità, assicurando evidenza pubblica e dignità alla nostra petizione popolare. Più Democrazia - conclude Filbier - in Trentino continuerà a sollecitare e le Istituzioni e a vigilare affinché le buone prassi democratiche divengano patrimonio della Comunità tutta".

 

 

 

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