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Ddl Pillon, terminato il lavoro del tavolo promosso dal M5S ma salta l'incontro a Roma, Maschio: ''Rammaricati''

Il tavolo è stato istituito a novembre ed ha visto il lavoro di diversi professionisti. L'obiettivo è stato quello di presentare degli emendamenti migliorativi per il ddl Pillon. Il lavoro è stato ora mandato per via telematica a Roma

Pubblicato il - 22 febbraio 2019 - 19:55

TRENTO. E' stato consegnato nei giorni scorsi il lavoro portato avanti a partire dallo scorso novembre dal tavolo che ha avuto per oggetto il disegno di legge n. 735 “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità”. Si tratta del cosiddetto ddl Pillon che ha innescato diverse polemiche e che a Trento, unico caso in Italia, ha visto su proposta del Movimento 5 Stelle, l'istituzione di un tavolo di lavoro, formato per la maggior parte da professionisti, per proporre dei miglioramenti al testo. 

 

Il lavoro, dettagliato e puntuale, è stato già inviato a Roma agli organi competenti che avranno ora il compito di vagliarlo ed, eventualmente, utilizzarne delle parti per migliorare il testo originale del disegno di legge. L'impegno portato avanti in questi mesi è stato presentato dai consiglieri comunali Andrea Maschio e Marco Santini assieme al consigliere provinciale Filippo Degasperi e a Roberto Buffi, presidente dell'associazione Centro Antiviolenza Bigenitoriale Onlus

 

“L'obiettivo di questo tavolo – ha spiegato Degasperi – è stato quello di contribuire a costruire qualcosa di migliore. Qualcuno ha fatto le barricate e le manifestazioni ma noi abbiamo preso atto che il ddl Pillon esiste e quindi abbiamo cercato di migliorarlo per quanto possibile”. 

 

Il tavolo di lavoro era formato da Andrea Maschio, Marco Santini e Paolo Negroni (Gruppo consiliare comunale M5S di Trento); Filippo Degasperi (Gruppo consiliare provinciale M5S della Provincia Autonoma di Trento); Roberto Buffi,  presidente Associazione Centro Antiviolenza Bigenitoriale Onlus; Luca Cordoni, delegato dal Direttivo di Associazione MdM; Sara Gioia, avvocato; Andrea Messaggeri, educatore; Annarosa Molinari, avvocato; Valentina Peterlongo, ufficio gruppo consiliare provinciale M5S della Provincia Autonoma di Trento; Anna Poli, pedagogista e Guendalina Scozzafava, assistente sociale, consulente socio giuridico e criminologa forense.

 

Un impegno non di poco conto che ha visto il tavolo riunirsi per cinque giornate intere a Trento e a Verona. Non tutto però è andato per il verso giusto. I miglioramenti proposti sarebbero dovuti essere consegnati a mano alla vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni che ha però annullato la visita dei componenti del tavolo “ a causa di impegni istituzionali” ritenendo sufficiente un invio telematico.  

 

“Questo comportamento ci rammarica – ha spiegato Degasperi – perché a Trento era stato assunto un impegno e con fatica era stato portato avanti. Chi doveva dare lustro a questa iniziativa, ha pensato invece che fosse sufficiente mandarlo per mail. Questo ci ha amareggiato perché un lavoro importante non ha avuto alcun riconoscimento”.

 

Come già detto, il testo degli emendamenti è stato comunque inviato a Roma ed è già stato preso in esame dagli organi competenti. A criticare il modus operandi romano è anche Andrea Maschio consigliere comunale di Trento. “Avevamo concordato la consegna ufficiale a mano direttamente alla vicepresidente della Camera Spadoni – spiega Maschio – ed avevamo anche ottenuto la conferma. Solo all'ultimo con biglietti del trento acquistati, ci è stato detto che dovevano recarsi a Roma solo i portavoce. Saputo questo abbiamo rifiutato ed infine è arrivata la comunicazione ufficiale che la vicepresidente aveva degli impegni”. 

 

Gli emendamenti elaborati sono molto puntuali e hanno l'obiettivo di migliorare il testo del decreto Pillon. Riportiamo sotto il lavoro svolto dal tavolo e già inviato a Roma:

 

 

 

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