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''Puntare sui prodotti e ragionare anche sul cambiamento climatico'', mentre Failoni pensa alla riforma, Dallapiccola lo anticipa

In attesa di conoscere i contenuti e le idee sul tavolo, l'ex assessore anticipa tutti e deposita un disegno di legge per ridefinire il comparto, una rivoluzione morbida per non gettare al vento dieci anni di riforma e non compiere totalmente un salto nel buio di un sistema certamente migliorabile, ma che a conti fatti funziona e porta risultati

Di Luca Andreazza - 28 marzo 2019 - 13:17

TRENTO. Nella giornata di mercoledì 27 marzo si è tenuto un vertice tra i presidenti dell'Aziende per il turismo e l'assessore Roberto Failoni. Il tema all'ordine del giorno è quello del nuovo assetto del settore in Trentino. Annunciato a fine anno scorso e che ora dovrebbe iniziare a prendere forma, la deadline dovrebbe essere già stata spostata a questa estate.

 

E' un tema ormai circolare quello di fusioni e accorpamento delle Apt d'ambito, che recentemente sono diventate 15 dopo il via libera al passaggio del Consorzio Val di Ledro per diventare un'Azienda per il turismo in forma "ufficiale" e 5 Consorzi Pro loco.

 

In attesa di conoscere i contenuti e le idee sul tavolo, l'ex assessore anticipa tutti e deposita un disegno di legge per ridefinire il comparto, una rivoluzione morbida per non gettare al vento dieci anni di riforma e non compiere totalmente un salto nel buio di un sistema certamente migliorabile, ma che a conti fatti funziona e porta risultati, come dimostrano i trend turistici sempre a segno "più".

 

"Il compito - dice Dallapiccola - di questo disegno di legge è riformare il sistema della promozione turistica locale e avvicinare i territorio alla possibilità di valorizzare ancora di più il prodotto. Il percorso proposto è quello che prevede l’individuazione di un numero di enti locali in funzione di un attento rispetto dell’autonomia delle aree interessate e dell’omogeneità di prodotto turistico correlato".

 

Nel recente passato alcuni territori hanno manifestato insofferenza per i confini delle Apt, un limite per alcune realtà che si sento compresse e lontane dalle decisioni. E allora via libera alla possibilità di creare nuova Aziende per il turismo ad hoc. "Il Comune - spiega Dallapiccola - deve fare richiesta alla Provincia e seguire l'iter burocratico necessario per istituire un ente locale".

 

A quel punto però si potrebbe avere un effetto domino e tutti i territori sarebbero pronti a lanciare la propria Apt. In Alto Adige questo processo ha portato alla creazione di 76 enti locali di promozione turistica. "Ma - evidenzia l'ex assessore - in questa ottica si deve tenere presente che esiste la ridistribuzione degli introiti della tassa di soggiorno. Ogni territorio raccoglie quanto produce e l'assegnazione dei finanziamenti dovrebbe evitare l'eccessiva parcellizzazione".

 

Un ulteriore passaggio è l'omologazione. Oggi il mondo è variegato e si va dalle Spa (Alpe Cimbra Folgaria-Lavarone-Luserna, Garda Trentino, Madonna di Campiglio, Pinzolo e Val Rendena) alle società cooperative per azioni (Dolomiti Paganella e Val di Sole). E ancora le società cooperative (San Martino, Comano, Fassa, Val di Non, Valsugana e Rovereto/Vallagarina) e le società consortili a responsabilità limitata (Cembra e Pinè, Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi e Fiemme). A questo si aggiungono consigli d'amministrazione di numeri e sedie spesso diversi tra loro.

 

"Si deve semplificare burocraticamente la struttura. La base di partenza è comunque la ragione delle Apt: informazione e accoglienza turistica. Questo - spiega il consigliere provinciale del Patt - è un aspetto fondamentale per sbloccare i diversi finanziamenti. E' un concetto chiave che non si può in alcun modo dimenticare, altrimenti i rubinetti si chiudono. E' la legge".

 

In caso di fusioni non è detto che la sommatoria dei punti di forza dei diversi territori sia positiva. E allora la proposta è quella di cambiare prospettiva e legarsi di più ai prodotti. "Si prevede di diventare ancora più incisivi nell'elaborazione dei prodotti e di attività specifiche. Per implementare l'economia di esercizio - aggiunge Dallapiccola - relativa alla comunicazione e alle proposte organiche di esercizio, quali ad esempio una funzione centralizzata acquisti o attività di indirizzo e formazione, l'idea è quella di individuare organismi intermedi che tra il sistema Apt e la Trentino Marketing abbiano la possibilità di effettuare azione di coordinamento e proposta".

 

Istituzionalizzare nei fatti i board già attivi dalla scorsa legislatura. "La caratteristica - continua l'ex assessore - pensata per connotare questi tavoli contemplerebbe l’analogia di prodotto. Il risultato è di almeno quattro segmenti: 'Economia e business', commercializzazione e attività di assistenza e indirizzo anche delle piccole e medie imprese, e 'Neve e inverno per lo sci ma non solo', per ragionare anche di cambiamento climatico. E ancora 'Terra e belle stagioni' per un territorio vissuto a piedi e in bici e 'Cultura e agroalimentare' per un cibo che non nutre solo la mente".

 

Un ultimo passaggio è quello poi di tagliare il cordone ombelicale tra Trentino Marketing e Trentino sviluppo per una piena autonomia del comparto. "Il disegno di legge - conclude Dallapiccola - prevede di coprire l'intero territorio provinciale, le attuali Apt e Consorzi Pro loco per omologare la propria ragione sociale con enormi vantaggi in termini di correttezza di rapporti finanziari, semplificazione burocratica e rendicontazione amministrativa. E' ora compito della giunta stabilire un percorso partecipato il più ampio e il più possibilmente rispettoso dei tempi per perimetrare i confini, le modalità di individuare il riparto finanziario e l'organizzazione amministrativa dei nuovi soggetti". 

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