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| 11 nov 2021 | 19:09

Circonvallazione, accolte (in parte) le richieste delle minoranze: “Soddisfazione per l'importante risultato”. Ma Marini (M5S) non ci sta: “Proposta irricevibile”

Pd e Futura si dicono soddisfatti dell'importante risultato, contenti i consiglieri del Patt anche se delusi perché non sono state prese in considerazioni le loro proposte in merito alla Valdastico e all'Interporto. Per Alex Marini (M5s) invece, unico contrario tra i consiglieri di minoranza, si tratta di una “proposta irricevibile”

Circonvallazione, accolte (in parte) le richieste delle minoranze: “Soddisfazione per l'importante risultato”

TRENTO. E pensare che proprio questa mattina (11 novembre) i consiglieri d'opposizione s'erano riuniti nel Palazzo della Regione per denunciare la mancanza di confronto da parte della Giunta sui temi della della circonvallazione ferroviaria e della progettazione della tratta trentina del Corridoio del Brennero (Qui Articolo). Ma i tempi della politica possono essere molto rapidi e già questo pomeriggio, le minoranze hanno portato a casa un importante risultato (anche se con alcuni malumori), strappando l'ok della maggioranza e vedendo accolte (in parte) le loro richieste. Si è trattato in sostanza di una sintesi tra maggioranza e minoranza, in una risoluzione a prima firma di Paolo Zanella (Futura) e dell'assessore Tonina che raccoglie alcune delle 15 richieste presentate dalle minoranze.

 

“Se avessimo presentate queste proposte insieme in un documento unico – spiega Zanella – sarebbe sicuramente stato bocciato. Aver presentato invece 15 risoluzioni di merito ha portato a questo importante risultato, che è una vittoria per i gruppi di minoranza”. Anche il Partito Democratico si dice “soddisfatto per la condivisione della maggioranza alle nostre risoluzioni”. Il Pd, si legge in una nota dei dem: “Ha proseguito la battaglia in aula per chiedere al governo centrale una progettazione della tratta trentina del Corridoio del Brennero e del By pass ferroviario di Trento scrupolosa, condivisa e attenta alla sostenibilità ambientale”.

 

Si sono detti invece “contenti” i consiglieri del Patt che la Giunta “abbia accettato di assumersi la responsabilità davanti ai cittadini” ma allo stesso tempo delusi “del fatto che le nostre proposte in merito ai temi della Valdastico (con uscita a Trento Sud ndr.) e all'Interporto non siano state prese in considerazione. Del resto – ha dichiarato Paola Demagri – questo è l'atteggiamento diffuso di questo esecutivo, quello di nascondere la testa sotto la sabbia: così è successo per il concerto di Vasco Rossi, per il quale hanno voluto assumersi tutti i meriti, scavalcando il sindaco e lasciandolo invece solo di fronte a tutti i problemi che possono emergere nello spiegare ai cittadini le difficoltà di vedere realizzata un'opera così importante sotto la nostra città”.

 

Completamente contrario invece Alex Marini (M5s) alla “mediazione” dell'assessore Tonina, dalla quale è poi nata la “proposta pacificatrice” che il pentastellato definisce “irricevibile”. “L'intento è apprezzabile – specifica Marini in una nota – peccato solo si tratti di un testo totalmente annacquato rispetto alle reali necessità di tutela dell'interesse pubblico e costellato da espressioni generiche e privo di qualsivoglia impegno concreto, verificabile e tangibile”. Nel documento proposto, scrive il consigliere provinciale: “Ci sono solo indirizzi vaghi rispetto alle modalità con cui dovrebbe svolgersi l'informazione alla cittadinanza, un invito generico ad accompagnare il Comune di Trento nell'esecuzione del progetto ed altri interventi che, in un contesto politico civile, democratico e sviluppato, sarebbero assolutamente scontati e che qui invece ci vengono venduti come chissà quale conquista”. Secondo Marini, in sostanza, ci vorrebbe un confronto nelle fasi iniziali del progetto, un'analisi costi-benefici accessibili a tutti “tutte cose che non sono avvenute e non avverranno, perché è palese a tutti come le decisioni siano già state prese ad un livello sovraordinato e non ci sia alcuna volontà di mettere in discussione alcunché”.

 

Ecco i nove punti presenti nel documento:

 

dare corso ad una pianificazione coordinata dei progetti di mobilità che interessano l’intero territorio provinciale coinvolgendo le Comunità locali, a partire dall’area del basso Trentino, RFI e l’Osservatorio per lo sviluppo del Corridoio del Brennero con il preciso compito di individuare preventivamente le opere coerenti e compatibili con le scelte anche di natura urbanistica e di rigenerazione urbana rispetto all’impatto che avrà la realizzazione del corridoio ferroviario dell’alta velocità;

 

confermare, come peraltro già stabilito nell’ultima seduta del 2021 del Comitato tecnico scientifico dell’Osservatorio per lo sviluppo del Corridoio del Brennero, di intensificare gli incontri dell’organo con l’obiettivo di discutere anche il completamento delle linee di accesso al Corridoio del Brennero nelle tratte non ancora oggetto di valutazione approfondita;

 

collaborare con il Comune di Trento che sarà interessato dal primo importante intervento favorendo le azioni informative sia di respiro comunale che provinciale, confermando il supporto attivo e costante dell’Ufficio per lo sviluppo del Corridoio del Brennero con i referenti tecnici comunali che si occupano dell’intervento;

 

sostenere il Comune di Trento nella richiesta a RFI di prolungare l’interramento del binario merci fino all’Interporto;

 

dare seguito alla interlocuzione già avviata con il Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili nella persona dell’ingegner Paola Firmi, Commissario straordinario per il potenziamento della linea Fortezza – Verona, e coinvolgere il Ministero della transizione ecologica, il Comune di Trento e i proprietari delle aree che insistono sul SIN di Trento Nord per recuperare i finanziamenti necessari per garantire la bonifica definitiva dell’area;

 

monitorare e mitigare le possibili conseguenze sui centri urbani della Provincia, in termini di rumore, di transito e di stazionamento, vibrazioni e pericolosità dell’entrata in esercizio del Tunnel di Base e del quadruplicamento della linea sul nostro territorio, informando la cittadinanza, all’interno dei percorsi di partecipazione già previsti, rispetto a questi aspetti;

 

iniziare un confronto con RFI, titolare del progetto complessivo della circonvallazione ferroviaria di Trento, per prevedere anche la copertura dei costi conseguenti all’interferenza con i binari della Trento Malè ed i costi riferibili al necessario servizio sostitutivo su gomma e ad accelerare la realizzazione del raccordo stazione di Gardolo – Nuova Officina di Spini e dell’officina stessa, per la manutenzione dalla flotta FTM;

 

concordare con RFI e il Comune di Trento che, in mancanza di soluzioni alternative, la realizzazione dell’area di stoccaggio prevista sui terreni ex Sloi ed ex Carbochimica dei materiali provenienti dallo scavo del tunnel, avvenga in modo da garantire che tali materiali siano fisicamente separati dal terreno esistente per evitare il rischio di un ulteriore aumento dell’inquinamento della zona, limitando al tempo strettamente necessario per la permanenza del materiale sul sito di stoccaggio temporaneo e prevedendo la sua completa rimozione al termine dei lavori;

 

concordare, infine, la progettazione e realizzazione della stazione ipogea presso l’ex scalo Filzi con RFI affinché la stessa si faccia carico anche del finanziamento di tale opera come previsto nel protocollo d’intesa tra RFI, il Comune di Trento e la Provincia di Trento firmato nel 2018.

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