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Piero Fassino a Trento per conto di Renzi. Incontro con Dellai e con i Verdi: "Unire il centrosinistra per vincere le elezioni''

Il deputato trentino: "Finalmente il Pd ragiona in termini di coalizione, cosa che in Trentino è pacifica perché da sempre c'è un centrosinistra plurale".  Fassino: "Da una parte un centrodestra prigioniero di Salvini e dall'altra un movimento 5 Stelle pericoloso per il Paese"

Di Donatello Baldo - 18 novembre 2017 - 06:55

TRENTO. L'ex segretario dei Ds Piero Fassino, l'ex sindaco di Torino, il pontiere incaricato da Renzi che dovrà convincere le anime del centrosinistra a raggrupparsi per vincere le elezioni di inizio primavera è arrivato a Trento. Ufficialmente per presentare il suo libro, "Pd davvero", ma nel suo viaggio trentino mette a segno una doppietta niente male. 

 

A Rovereto ha incontrato Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi, che gli ha assicurato l'appoggio ecologista. Ma nel suo tour trentino ha incontrato anche Lorenzo Dellai a proposito dell'adesione del suo gruppo politico, "Democrazia solidale", di cui è leader.

 

"Ci siamo incontrati nel pomeriggio - afferma il deputato trentino - Fassino era a Trento e mi ha chiesto di fare due chiacchiere. Si è parlato della possibilità di dare vita a una coalizione il movimento nazionale di cui sono presidente è interessato a confrontarsi su questo".

 

"Finalmente il Pd ragiona in termini di coalizione - osserva - cosa che in Trentino è pacifica perché da sempre c'è una colazione di centrosinistra plurale. A livello nazionale è molto più difficile realizzarla - riconosce Dellai -  poi vedremo cosa succede". 

 

Ma nessuna discussione sulle candidature, sui collegi, sulla presenza stessa di Dellai tra le candidature locali: "Ma neanche per idea - scatta l'ex governatore - le candidature trentine si discutono in Trentino, come sempre è avvenuto".

 

Tesi che condivide anche lo stesso Fassino: "Non si è parlato di questo, le candidature si decideranno una volta che abbiamo fatto un accordo per proporci insieme sulla base del programma condiviso".

 

Fassino mostra fiducia: "Da tutte le forze politiche che ho incontrato c'è la manifestazione chiara di una volontà, quella di costruire un centrosinistra che sia competitivo nei confronti del centrodestra e dei 5 stelle - spiega - che unisca le diverse anime e le diverse sensibilità della sinistra che ha cultura di governo".

 

Altri incontri, qui in Trentino, non ce ne saranno, e nemmeno in Sudtirolo. "Con l'Svp ci sono stati contatti da parte della segreteria - ammette -  anche con loro c'è l'intesa  di lavorare e camminare insieme. Questo è un fatto significa spiega Fassino - che arricchisce il centrosinistra di un profilo regionalista importante".

 

Nell'incontro con i giornalisti, davanti alla sede del Partito democratico, accompagnato dal segretario Italo Gilmozzi e da alcuni consiglieri e assessori provinciali (Manica, Ferrari, Zeni, Maestri, Dorigatti lo aspetta alla sala Sosat per la presentazione del libro), Fassino parla anche del futuro di Matteo Renzi.

 

Sarà lui il candidato presidente del Consiglio? La risposta è diplomatica: "La legge elettorale non prevede l'indicazione del candidato premier - spiega - e la forma della coalizione, la formazione del governo e chi lo guiderà saranno temi che si affronteranno dopo le elezioni".

 

"Il primo impegno - afferma l'ex sindaco - è quello di unirsi per concorrere alla elezioni. E poi - osserva - bisogna anche vincerle". I suoi tentativi di interlocuzione ancranno avanti, vedrà altri leader, altri gruppi, anche le formazioni più riottose alla sinistra del Pd.

 

"Anche con Mdp, anche con Sinistra italiana e Possibile - spiega - da parte nostra c'è tutta la volontà di confrontarsi, considerando queste formazioni alla pari di tutte le altre. Stesso spirito di interlocuzione, ma non dipende solo da me", conclude l'incaricato di Renzi per i rapporti con le anime della sinistra.

 

"Ma tutti i gruppi e i movimenti della sinistra - spiega infine - tutti devono essere consapevoli che il Paese è davanti a due pericolose insidie. Da una parte un centrodestra prigioniero dell'estremismo di Salvini e dall'altra un movimento 5 Stelle che cavalca il malessere sociale ma che ha dimostrato  di non essere in grado di assicurare una guida sicura".

 

E sull'incapacità grillina, e sul pericolo della loro ipotetica vittoria, chiede provocatoriamente questo: "Il loro eventuale ministro della Sanità revocherebbe forse il decreto sui vaccini? Perché questo - spiega - sarebbe una cosa non di poco conto".

 

E conclude: "Di fronte a questi pericoli le forze di centrosinistra non espongano l'Italia a queste derive, si uniscano in un programma convincente per vincere le elezioni". 

 

 

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