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Rosatellum, ''Costruito su misura per Pd e Svp'', Autonomisti popolari, Civica Trentina e Progetto Trentino attaccano la nuova legge elettorale

I tre partiti di centro-destra analizzano le criticità del Rosatellum tra rappresentatività, voto disgiunto, sistema proporzionale e maggioritario. "La legge elettorale dovrebbe facilitare la partecipazione, dare riscontro al cittadino del proprio voto e garantire la governabilità. Nulla di tutto questo viene rispettato"

Di Luca Andreazza - 31 ottobre 2017 - 20:12

TRENTO. "La legge elettorale è incostituzionale, il Rosatellum è stato costruito su misura per il Partito democratico e la Svp. Viene a mancare anche l'esigenza di tutelare le altre minoranze e la pluralità della rappresentanza delle forze politiche", attacca così Rodolfo Borga, consigliere provinciale di Civica Trentina, la nuova legge elettorale.

 

Il Rosatellum, approvato a colpi di fiducia, sostituisce l'Italicum modificato dalla Corte Costituzionale alla Camera e il Consultellum per il Senato. Una legge elettorale approvata con l'appoggio di Pd, Forza Italia, Lega e Alternativa popolare che prevede un sistema misto proporzionale e maggioritario, nel quale un terzo dei deputati e senatori è eletto in collegi uninominali, cioè un solo candidato per coalizione, e i restati due terzi con un sistema proporzionale di lista.

 

Al Trentino Alto Adige sono destinati sei scranni alla Camera e altrettanti al Senato, mentre la soglia di sbarramento nella quota proporzionale è fissata al 3% su base nazionale, con l'eccezione delle liste relative alle minoranze linguistiche per le quali la soglia è al 20% nella regione di riferimento. In aggiunta alla soglia del 3%, è prevista anche una soglia minima del 10% per le coalizioni (all'interno del quale però almeno una lista deve aver superato il 3%). Il candidato di un partito escluso dal riparto dei seggi perché non raggiunge il 3%, ma eletto nel maggioritario ovviamente manterrà il suo seggio.

 

"Se le elezioni del prossimo anno - aggiunge il consigliere provinciale Walter Kaswalder di Autonomisti popolari - dovessero proporre il risultato dell'ultima tornata nel 2013 il conto è presto fatto: la maggior parte delle forze politiche non avrebbe una rappresentatività in parlamento, in particolare la Svp non avrebbe alcuna concorrenza, tagliando fuori altre espressioni di lingua tedesca. Questa legge non tutela le pluralità presenti in Trentino Alto Adige".

 

La perplessità riguarda anche un sistema prevalentemente proporzionale a livello nazionale e maggioritario in Regione. "E' un pasticcio - evidenzia Walter Viola, consigliere provinciale di Progetto trentino, che attacca questa legge anche se da più parti viene dato come possibile transfugo in orbita Patt - non siamo al livello del Porcellum, ma ci si va poco distanti. Il Rosatellum fotografa gli ultimi dati e non guarda al futuro".

 

Il territorio nazionale sarà diviso in collegi plurinominali che dovranno essere definiti con un decreto del governo. Il Rosatellum prevede che i collegi plurinominali siano formati dall'accorpamento di più collegi uninominali. Ogni collegio plurinominale non elegge in nessun caso più di otto deputati, ma potrà eleggerne molti di meno a seconda della Regione.

La nuova legge e nella scheda elettorale sono previste le coalizioni, un gruppo di liste che possono sostenere un singolo candidato nell'uninominale (come era nel vecchio Mattarellum), ma si corre nel proporzionale. La costituzione non prevede il vincolo di mandato e quindi le Camere hanno piena autonomia e i partiti coalizzati possono 'sciogliere' l'alleanza in qualsiasi momento.

 

"La legge elettorale - prosegue Viola - dovrebbe facilitare la partecipazione, dare riscontro al cittadino del proprio voto e garantire la governabilità. Tutto questo viene a mancare e le coalizioni non reggeranno l'urto del governo. Un Rosatellum frutto delle alchimie romane".

 

Nel mirino anche la mancata possibilità del voto disgiunto, cioè la possibilità di votare un candidato nel collegio uninominale e una lista a lui non collegata in quella proporzionale, aspetto previsto nel Mattarellum che, infatti, metteva a disposizione due schede diverse.

"Questo - dice Viola - 'depotenzia' il sistema proporzionale e quello maggioritario: toglie libertà all'elettore di scegliere liberamente un partito e un candidato".

 

"Questa legge elettorale - conclude Borga - non aiuta la rappresentatività del Trentino, che rimane la ruota di scorta nazionale. Non tiene nemmeno conto dell'evoluzione provinciale e gli attacchi all'Autonomia aumentranno. Grave che le forze politiche in grado di raggiungere il 51% ottengano il 90% dei seggi alla Camera e quasi la totalità di quelli al Senato".

 

Ricorso in vista? "Non è escluso - conclude Borga - ma sicuramente faremo delle iniziative. Il prossimo mese c'è il Coordinamento e prenderemo delle decisioni. Le elezioni nazionali per noi sono un passaggio verso quelle provinciali per farsi trovare pronti. Questa legge è contraddittoria e una forzatura, come dimostrano le dimissioni di Grasso, un fatto grave".

 

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