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Spiegel attacca Kessler: "Va a Roma, ma mantiene i privilegi europei?", per l'Observer gli sarebbe stato proposto il ruolo di 'consulente speciale'

Secondo il quotidiano tedesco questa è una mossa per comprare il silenzio dell'ex numero uno della commissione anti-frode europea. Secondo il giornale belga gli sarebbe stato proposto il ruolo di consulente speciale se non fosse andato a Roma. Kessler è ancora al centro della vicenda Dalligate, quando dispose illegalmente le intercettazioni telefoniche all'allora commissario della sanità 

Di Luca Andreazza - 13 ottobre 2017 - 06:47

TRENTO. "Una vicenda della quale a Bruxelles nessuno parla, nemmeno durante le sedute interne. I funzionari si sono riuniti nel pomeriggio di lunedì scorso per preparare l'incontro settimanale dei Commissari europei, ma nessuno ha proferito parola sul caso, ma i 28 commissari dovranno decidere qualcosa in merito mercoledì mattina", inizia così l'articolo di Peter Müller sul quotidiano tedesco Der Spiegel.

 

Al centro del mirino? Giovanni Kessler, 61 anni, e capo dell'Ufficio europeo nella lotta anti-frode (Olaf) per sette anni. Il 15 settembre scorso il trentino avrebbe manifestato l'intenzione di fare un passo indietro per diventare il nuovo numero uno alla dogana in Italia. 

 

"Un tema piccante", scrive il quotidiano tedesco, in quanto la commissione non vorrebbe congedare Giovanni Kessler, anzi l'idea sarebbe quella di proporre il 'distacco per motivi ufficiali'. "Un tecnicismo, che offre però numerosi vantaggi". 

 

Un esempio? "Se nel nuovo ruolo - spiega Der Spiegel - Kessler dovesse guadagnare meno rispetto alla posizione di direttore generale dell'Ue (circa 19 mila euro al mese più le indennità), ecco che lo stipendio verrebbe compensato per raggiungere la parità salariale". Un aspetto del quale il trentino non dovrebbe preoccuparsi troppo: secondo le informazioni del quotidiano il salario annuo in dogana dovrebbe aggirarsi intorno ai 240 mila euro.

 

Se il salario non sembra un problema, Der Spiegel accende però i riflettori su un altra questione: Kessler è stato nominato funzionario dell'Unione europea a vita solo pochi anni fa e "questo cambio di ruolo - sottolinea il quotidiano - non dovrebbe inoltre fargli perdere alcun diritto nel ricevere un'abbondante pensione europea, fino al 70% dell'ultimo stipendio base".

 

"Un caso questo - continua il giornale - che getta ombre sulle pratiche di inquadramento retributivo ai più alti livelli europei e che comporta anche diversi sospetti. La dirigente del pannello di controllo, la deputata tedesca Ingeborg Grässle (Cdu), sospetta che la Commissione vorrebbe comprare il silenzio di Kessler".

 

Infatti secondo il quotidiano belga Observer, "a Giovanni Kessler - scrive Nickolaj Nielsen - sarebbe stato proposto di diventare consulente speciale, se si fosse rifiutato di andare a Roma. Guenther Oettinger (commissione bilancio e finanze) avrebbe garantito che a marzo del prossimo anno Kessler sarebbe diventato consulente speciale con un salario da alto funzionario". 

 

Una sfida di nervi (e carte bollate). "La posizione di Kessler - spiega Der Spiegel - avrebbe attirato infatti diverse critiche nel suo ruolo di capo dell'anti-frode, come nel caso della vicenda, risalente al 2012, che riguarda l'allora commissario alla sanità John Dalli, il cosiddetto Dalligate, e in particolare le intercettazioni telefoniche illegali disposte dall'italiano". Un'indagine che nel 2016 gli era costata il taglio dell'immunità europea.

 

"Quando si è visto togliere l'immunità - aggiunge l'Observer - Kessler ha presentato ricorso contro la Commissione europea alla Corte di giustizia europea in Lussemburgo. Il tribunale deve ancora decidere, ma intanto l'italiano prende la strada per Roma". 

 

Non sarebbe però tutto. Anche in Italia l'arrivo di Kessler non raccoglierebbe pieni consensi. "Diversi i mal di pancia in parlamento - prosegue Der Spiegel - anche a causa di possibili conflitti di interesse. Proprio in qualità di direttore in Olaf, Kessler aveva ripetutamente effettuato indagini sulle attività delle autorità doganali nazionali".

 

"Non ha il profilo giusto per un ufficio così importante, né imparzialità, né indipendenza", aveva affermato Giorgio Sorial del Movimento 5 stelle. "Kessler - scrive il quotidiano tedesco - è un uomo dell'ex primo ministro Matteo Renzi, oltre che tra i fondatori del Partito democratico a Trento".

 

E nel frattempo non arrivano dichiarazioni ufficiali dalla Commissione europea, "ma i funzionari - conclude Der Spiegel - hanno sottolineato che ogni decisione presa del Collegio rispetta rigorosamente i requisiti legali". Mentre Oettinger all'Observer commenta che "la nostra posizione è rimasta neutrale".

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