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Una notte in Consiglio provinciale, ore piccole per la manovra finanziaria

I 15 mila emendamenti sembravano lì lì per cadere grazie alla mediazione di Ugo Rossi ma l'emendamento di Degasperi dei 5 Stelle ha bloccato tutto. Ecco la cronaca della nottata tra risate, flessioni e imitazioni

Di Donatello Baldo e Giuseppe Fin - 22 dicembre 2017 - 11:08

TRENTO. Si è fatto notte nell'aula del Consiglio provinciale, e dire che nel pomeriggio di ieri sembrava che l'accordo fosse ormai raggiunto. Molti consiglieri della minoranza, e alcuni della maggioranza, avevano ottenuto quello che volevano. 

 

Quei 15 mila emendamenti sembravano lì lì per cadere grazie alla mediazione di Ugo Rossi. Ogni consigliere si è recato in pellegrinaggio dall'assessore Mauro Gilmozzi per declinare i propri desiderata. Alcuni emendamenti accolti, altri no, ma è così che succede nell'annuale rito della manovra finanziaria. 

 

Giacomo Bezzi e Maurizio Fugatti hanno chiesto un fondo per far rientrare in Trentino i 'cervelli fuggiti' all'estero: 300 mila euro. Degodenz e Borga sono stati accontentati sullo sport: un milione di euro più altri 400. Poi Degasperi con lo studio di fattibilità sulla linea ferroviaria Rovereto-Riva: 100 mila euro.

 

Kaswalder ha chiesto di fare qualcosa sulle malghe di montagna, altri 300 mila euro. Cia ha strappato 100 mila euro sull'istituzione di un fondo per la difesa legale degli agenti dei Vigili urbani portati in tribunale. 

 

"C'è anche la questione trasversale che riguarda la casa - spiega Ugo Rossi - tema che è stato sollevato da più parti.  Possiamo impegnare 45 milioni per i prossimi anni, soldi che arrivano dal bilancio nazionale che ci erano dovuti".

 

Si tratta di 19 milioni su quest'anno, più 6 l'anno prossimo, più altri 20 l'anno successivo. "In due anni 45 milioni sui centri storici coi quali si potrà intervenire sulle facciate delle case per tutti e anche gli interni nel caso sia la prima casa".

 

Ma su questo si è aperto il primo inghippo: sarà mai che l'assessore che dovrà distribuire la pecunia usi questa norma per farsi la campagna elettorale? E allora si è tenuto fermo tutto per un po', sembrava che si bloccasse tutto. 

 

Poi l'accordo, anche su questo punto, si è trovato. Di nuovo in aula, già verso mezzanotte, un altro punto ha inchiodato tutti ai loro scranni, l'emendamento firmato da Degasperi dei 5 Stelle sulla scuola. "Impossibile da accogliere", ha detto subito la Giunta. 

 

L'emendamento tratta della stabilizzazione dei precari delle scuole professionali: in Trentino ce ne sono due pubbliche e tutte le altre sono paritarie. Degasperi chiede che il concorso per l'immissione in ruolo dei docenti abbia un punteggio privilegiato per gli insegnanti della scuola pubblica.

 

Per un po' la Giunta è venuta incontro alle richieste di Degasperi ma il 100% delle richieste era impossibile da considerare. "Cozzano contro altre norme, diventa discriminatoria la legge così com'è formulata", spiegavano i dirigenti che ieri sono stati presenti fino a notte.

 

Un po' di malumore è serpeggiato anche tra le minoranze. L'accordo era stato raggiunto, perché puntare i piedi ora, e perché farlo su una questione così particolare? In fondo, l'emendamento Degasperi non riguarda una questione generale, riguarda una manciata di insegnanti.

 

"Meno di dieci", dicono alcuni. Insegnanti della scuola alberghiera di Levico e di Rovereto e insegnanti del Pertini di Trento. Ovviamente tutti fanno notare un piccolo particolare: si tratta soprattutto di colleghi dello stesso consigliere 5 Stelle che risulta docente proprio all'alberghiero.

 

"Ma nessuno tiri in ballo mia moglie - affermava il consigliere Degasperi - lei non ha i requisiti per partecipare al concorso". E rispondeva così indirettamente a chi insinuava un sospetto ancor più audace, che a trarre beneficio dall'emendamento fosse lei.

 

Già all'inizio della legislatura, "per pura casualità" - disse il consigliere, la moglie subentrò a Degasperi nella docenza, prendendo il posto che il marito lasciò per una lunga aspettativa da consigliere. Ma come ha detto lo stesso consigliere la moglie non c'entra in questo caso, "non avrebbe titolo per accedere al concorso".

 

E non c'entra nemmeno lui, non direttamente. E' di ruolo, non è precario, non necessita di alcuna stabilizzazione. Rimane il fatto che il Consiglio provinciale è rimasto paralizzato fino a notte fonda perché Degasperi vuole a tutti i costi che gli insegnanti delle scuole dove insegna siano considerati a parte, a discapito degli altri delle  professionali paritarie. 

 

Ecco che allora si è fatto notte veramente. Per un po' le minoranze hanno addirittura sostenuto questo ostruzionismo: per spirito di squadra, tanto per fare un po' di chiasso, per far vedere che sono loro ad avere in pugno tutta l'aula.

 

Ma anche per permettere un'ulteriore mediazione. Bezzi, che aveva congelato i suoi emendamenti, durante le votazioni ne ritirava uno e ne lasciava un altro. "Emendamento numero 13, consigliere Bezzi lo ritira?". "Sì".

 

"Emendamento numero 14, lo ritira?", chiedeva nuovamente il presidente. "No, il 14 mi piace, è il numero della maglia di Rivera". E così si è andati avanti, tra risate, lazzi e frizzi. Poi  Bezzi ha preso il microfono sfidando per finta Dorigatti: "Allora rimaniamo qui fino alla fine - ha detto sprezzante e battagliero - facciamo mezzanotte e poi domani di nuovo in aula".

 

Ma Dorigatti lo ha corretto: "Consigliere, andiamo avanti a oltranza se non si trova un accordo su questo emendamento". Bezzi si è bloccato come per un 'freeze' e poi ha detto: "Ok, allora qua dobbiamo riconsiderare tutto". Aveva voglia anche lui di andare a casa, tutti hanno riso, anche lui si è accorto dell'involontaria gag: il suo sprezzo era tutto finto, un bluff svelato subito.

 

Allora poco dopo è intervenuto contro Degasperi: "Prendo le distanze dai 5 Stelle che tengono bloccato un consiglio intero per una questione personale, per un cavillo, quando sono state accolte il 99% delle richieste".

 

Un intervento condiviso da Manuela Bottamedi, che rincara la dose sostenendo che l’emendamento Degasperi premierebbe una ristretta cerchia di insegnanti, a discapito dei docenti delle professionali paritarie che offrono il medesimo servizio di qualità.

 

Degasperi, successivamente, fa sapere che i precari dei due istituti sono un centinaio e i posti da stabilizzare tra i 40 e i 50. Insomma più di dieci e quindi vale la pena fermare tutto e non cedere di una virgola facendo fare notte a tutti, consiglieri e dipendenti del Consiglio provinciale.

 

Ma poco dopo la mezzanotte era chiaro a tutti, l'unica soluzione è di continuare e sperare che il consigliere ceda. Mauro Gilmozzi, l'assessore che ha fatto il mediatore, si rifiuta di mediare nuovamente. "Quello che potevamo fare l'abbiamo fatto, più di così è impossibile".

 

E allora si è fatto notte veramente, in un consiglio dove poco a poco si sono fatti sentire gli effetti delle ore piccole. Dorigatti sempre al suo posto, emendamento dopo emendamento. Borgonovo Re anche, imperterrita al suo posto. 

 

Fuori e dentro i fumatori incalliti, quelli che hanno bisogno di andare al bar della buvette, quelli che hanno le necessità impellenti sempre più vicine, quelli che si fanno prendere dalla ridarella di quando si è stanchi.

 

Anche tra i dipendenti del palazzo quest'ultimo sintomo da 'deprivazione di sonno' è il più comune. Non ce la fanno più: una trentina di persone sono sparse per le stanze attigue all'aula per supportare Consiglio e Giunta nel districarsi tra gli emendamenti.

 

C'è il direttore generale, altri tre dirigenti generali, quattro funzionari, tre direttori di ufficio più un esercito di impiegate e impiegati che seguono minuto per minuto l'evolversi della situazione e a volte scoppiano in risate impossibili da trattenere.

 

Perché fanno ridere 35 consiglieri chiusi in una stanza che aspettano che Degasperi si stanchi di condurre in solitaria una battaglia per pochi suoi colleghi. Nel senso che le alternative al riso sarebbero ben altre ma non vale la pena rovinarsi ulteriormente la nottata. 

 

Alle 3 di notte si sospende un'altra volta. Si radunano i capigruppo per decidere come andare avanti. Tutti gli altri consiglieri alla buvette: e va in onda lo spettacolo più bello. Chi si diverte a fare l'imitazione dei colleghi, che mangia noccioline a più non posso. 

A fare il verso agli altri consiglieri è Caludio Civettini che mostra doti attoriali non indifferenti. Assume le pose di tutti i suoi colleghi e chiede: "Chi elo questo?", e gli altri a indovinare e a ridere di gusto. 

 

Ma c'è chi si bulla per il fisico che regge anche le ore piccole: "La classe del '56 è abituata a far casino - si vanta Walter Kaswalder - non temiamo di far la notte in bianco". E anche Giovanazzi mostra il volto riposato: "A me bastano poche ore di sonno, non mi spaventa rimanere alzato". 

 

Ma su tutti vince l'assessore Luca Zeni che quando escono i capigruppo, e Dorigatti annuncia che si riprende all'indomani, mostra agli astanti che avrebbe retto ancora a lungo. Con gesto atletico si è messo a terra e ha iniziato una serie di flessioni sulle braccia. 

 

Finisce così la notte in Consiglio provinciale, oggi i lavori sono cominciati nuovamente. Degasperi forse cede, o forse no. Dorigatti forse mette la tagliola e decide di cassare lui d'imperio l'emendamento che tiene tutti al palo. 

 

Racconteremo anche l'epilogo che forse, non si sa di certo, finirà in giornata. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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