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5 Stelle, alla presentazione dei candidati si parla di autonomia: ''Riconoscerla a tutte le Regioni''

Riccardo Fraccaro sui dissidenti che si sono autosospesi: "Stiamo attraversando grandi cambiamenti, rispetto disagio ma siamo convinti che la strada sia quella giusta e che ogni cambiamento sarà metabolizzato, compreso e alla fine apprezzato"

Di Donatello Baldo - 02 febbraio 2018 - 18:43

TRENTO. La presentazione degli esponenti del Movimento 5 Stelle che correranno per i seggi di Camera e Senato è avvenuta in un clima offuscato dalle polemiche suscitate dall'auto-sospensione dei tre consiglieri comunali di Rovereto, Riva e Arco che non condividono il metodo di selezione dei candidati.

 

Polemiche che però sono tenute in fondo alla conferenza stampa: prima le presentazioni. Al tavolo, a fianco del deputato uscente Riccardo Fraccaro - candidato sul proporzionale e nel collegio per la Camera della Valsugana -  c'erano tutti i pretendenti alla carica di deputato o senatore.

 

C'erano Carmen Martini che correrà su Trento alla Camera e Cristiano Zanella che invece si misurerà sul Senato; Gianny Marzi che si presenterà al Senato a Pergine, Mario D'Alterio che sarà candidato sul listino proporzionale e Cinzia Boniatti, la sociologa candidata al Senato a Rovereto. Unico assente Matteo Perini, all'estero per lavoro, candidato alla Camera a Rovereto. 

 

L'introduzione è di Riccardo Fraccaro e il tema è quello dell'autonomia. "E' percepita come un privilegio - ammette - questo perché i parlamentari trentini sono andati a Roma non per fare politica ma lobby. Hanno votato di tutto, dal Jobs Act alla Buona scuola, fregandosene del futuro dell'Italia e pensando solo al tornaconto loro". 

 

Per il deputato grillino "è giusto invece lavorare affinché tutti possano avere autonomia. In questo caso la miglior difesa è l'attacco, rispondere a chi vede nell'autonomia un privilegio con l'allargamento di questa specialità a tutte le Regioni".

 

"Noi - spiega Fraccaro - l'autonomia la difendiamo nel concreto. Con l'approvazione del Reddito di cittadinanza, che coinvolgerebbe anche il territorio trentino, la Provincia risparmierebbe fino a 60 milioni di euro. Soldi che verranno lasciati nel bilancio provinciale, soldi spesi per il territorio". 

 

E' il turno delle auto-presentazioniGianny Marzi ha 48 anni, lavora nel settore privato. La sua passione è la mobilità sostenibile e sembra voglia tradurre in politica le sue idee ecologiche in questo campo. 

Carmen Martini si presenta come mamma e nonna, ha 56 anni, dipendente pubblico. "Io sono delusa dai partiti tradizionali. Gli incompetenti nei 5 Stelle? No, sicuramente non come i grandi tecnici e professori che in questi anni hanno sfasciato l'Italia". 

Cristiano Zanella è un volto noto, ha già corso per le elezioni, ha 47 anni. Lui punta il dito contro la burocrazia, le tante leggi, le tante regole che strozzano l'impresa privata, anche e soprattutto quella medio-piccola. 

Anche Mario D'Alterio, 39 anni, non è nuovo alla politica, anche lui ha già corso alle elezioni "ma sempre come portatore d'acqua". Tocca, come Fraccaro, il tema dell'autonomia: "Ho deciso di far crescere qui la mia famiglia anche se sono della provincia di Roma. E mi sento autonomista - afferma - un valore che non è proprietà di un partito ma patrimonio di tutti". 

Cinzia Boniatti, classe 1959, racconta la sua biografia, la sua storia professionale e umana. Donna che a 30 anni ha dovuto conciliare lavoro e famiglia, abbandonando la carriera professionale all'estero per un posto pubblico in Provincia di Trento. 

La sociologa che Di Maio ha voluto accanto a sé alla presentazione delle liste a Roma, la candidata 'esterna' proveniente dalla società civile loda il Movimento 5 Stelle: "Guardavo ai 5 Stelle come simpatizzante poter dare il mio contributo dall'interno mi lusinga". 

 

Veniamo però alla questione della fronda interna che si è lamentata, fino all'autosospensione, per come sono state fatte le scelte delle candidature. "Il metodo che abbiamo utilizzato è stato quello del metodo tradizionale, dell'indicazione dei candidati attraverso il voto degli iscritti", spiega Fraccaro.

 

Questo per la parte proporzionale, sulla parte uninominale le scelte sono state decise dal capo politico, da Luigi Di Maio in persona, senza che la base si esprimesse. "Abbiamo dovuto difenderci da una legge elettorale fatta per farci del male - spiega - che avvantaggia il clientelismo sui collegi uninominali".

 

"Pensavano che mettessimo all'uninominale persone sconosciute, che questo fosse il nostro punto debole. Per questo ci siamo rivolti alle espressioni della società civile, persone che non si sono mai viste ai banchetti perché non appartengono al Movimento, che sono simpatizzanti ma non provengono dall'interno".

 

Contro i dissidenti Fraccaro si mostra quasi comprensivo. Nessuna condanna, lascia al meet-up le decisioni. "Questo è un momento di grandi cambiamenti - afferma - alcuni non capiscono queste cose ed è comprensibile. Rispettiamo il disagio - dice - ma siamo convinti che la strada sia quella giusta e che ogni cambiamento sarà metabolizzato, compreso e alla fine apprezzato". 

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