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A volte ritornano. Ecco gli ex consiglieri provinciali (trasformati in carte da gioco) che a distanza di anni si giocano un seggio

Da destra a sinistra, gli ex politici di cui tutti si chiedevano che fine avessero fatto tornano in lista nella speranza di riprendersi il seggio perduto e un mazzo di carte ci aiuta a capire

Di Donatello Baldo - 16 ottobre 2018 - 18:54

TRENTO. Correva l'anno 2003, 15 anni fa tondi tondi, e in questi stessi giorni c'erano candidati che come oggi erano alla ricerca delle preferenze per piazzarsi ai primi posti della lista ed entrare così in Consiglio provinciale. Gli stessi, che già bazzicavano la politica da un pezzo, tornano anche questo giro: ancora con lo stesso obiettivo, la sala tappezzata di rosso amaranto del Consiglio provinciale. 

 

A volte ritornano, perché in fondo la politica è fatta di corsi e ricorsi e in Italia, Trentino compreso, è possibile vedere redivivo anche il politico di cui si erano perse le tracce e si credeva pensionato, tornato a coltivare l'orto come il buon Cincinnato. Invece no, si ritenta la lotteria del seggio, alla faccia del tanto sbandierato 'largo ai giovani'. 

 

Pescando tra le carte della politica trentina di tanti anni fa si scoprono le figure un po' invecchiate di quelli che allora avevano i capelli, il volto giovane e le giacche con le spalline interne e le cravatte con il nodo troppo largo che andavano di moda un tempo. Le carte della politica trentina che simpaticamente Curcu&Genovese fece stampare per Trentino Mese e che ritraevano i candidati in corsa allora.

 

Dal mazzo esce ora Remo Andreolli. E' stato in consiglio dal 1998 fino al 2003, poi dal 2003 al 2008. Ha pure fatto l'assessore ma dopo due legislature il Pd (allora si chiamavano ancora Ds) lo ha lasciato a casa e allora lui nel si è ripresentato con un partitino tutto suo. Non è entrato, ma ci riprova ora con Futura.

In Futura c'è anche un altro illustre ex consigliere che si candida di nuovo. E' lo psichiatra Renzo De Stefani che in Consiglio provinciale entrò nel 1993 con la Rete. Fece una sola legislatura e ora si ricandida per farne un'altra 25 anni dopo.

 

Anche Caterina Dominici è già stata in Consiglio provinciale nel 2001, subentrata a Sergio Casagranda, con le Stelle Alpine subentra a Giacomo Bezzi che nel 2006 diventa deputato e nel 2003 viene eletta nella XIV legislatura. Poi nel 2013 il Patt decise di non ricandidarla e allora saltò il fosso e andò dall'altra parte, con Diego Mosna. Non fu eletta. E ora ci riprova con Autonomia Dinamica di Mauro Ottobre.

Nella Lega, fedelissimo al Carroccio, c'è Erminio Boso. Ritorna anche lui, più pugnace che mai. Candidato nel 2003, nel 2008 e nel 2013, fu eletto solo nel 2008, quando però divenne anche parlamentare europeo subentrando come primo dei non eletti. Ci riprova, più fresco che mai.

Anche in Forza Italia si punta sull'usato sicuro, mettendolo addirittura come capolista. E' Maurizio Perego che in Consiglio provinciale entrò la prima volta nel 1998. Ci provò anche nel 2003 senza successo, lascio il passo nelle successive sue elezioni. Ora tenta il seggio forte dello sponsor di Michaela Biancofiore che aveva detto che lo avrebbe voluto valorizzare, e l'ha valorizzato.

Ma in Forza Italia, che ha saltato un giro e prova a entrare in Consiglio provinciale questa volta, c'è anche Giorgio Leonardi. Il gioielliere roveretano fu eletto nel 2008 ma nel 2013 risultò il primo dei non eletti e rimase fuori. Tra chi si rivede c'è anche Marco Sembenotti, che entrò in Consiglio provinciale nel 2010 con la Lista civica per Divina presidente subentrando a Mauro Ferretti. 

 

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