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A22, per Fraccaro e Toninelli nuova società in house è modello verso la nazionalizzazione. Rossi: ''Non sanno di che parlano''

Il ministro dei trasporti scrive ai consiglieri del Movimento (lettera all'interno) e quello alla democrazia diretta in Tv spiega che i soldi che dell'autostrada serviranno a rilanciare il trasporto pubblico locale. In realtà dovrebbero servire a finanziare anche il tunnel del Brennero. L'ex presidente della Pat: ''Alla fine dovrebbe aumentare il grado di autonomia''

Di Luca Pianesi - 16 novembre 2018 - 05:01

TRENTO. Il modello di A22 e di A4 come primo passo per la nazionalizzazione di Autostrade? Il ministro per i rapporti con il parlamento e la democrazia diretta Fraccaro ha presentato così la nuova società in house creata sulle ''ceneri'' di Autobrennero, la cosiddetta "Brenner Corridor", ad Agorà sui Rai3, ieri mattina, e intanto il ministro Toninelli scrive (qui sotto la lettera) ai consiglieri 5 Stelle regionali spiegando loro che ''la forte presenza dello Stato nel comitato paritetico servirà proprio a garantire che la gestione dell’infrastruttura non diventi mero strumento di esercizio del potere politico o, peggio, partitico''.

 

 

 

 

 

Insomma una delle paure degli autonomisti trentini parrebbe proprio concretizzarsi sempre di più visto che per il Movimento 5 Stelle, parlando di Autostrada del Brennero, la si presenta con sempre maggiore insistenza come un modello di nazionalizzazione da seguire per le altre autostrade. Inoltre lo presentano come il ''loro modello'' (Toninelli nella sua lettera specifica che è stato ''individuato, perseguito e raggiunto in tempi rapidi dal nostro governo'') quando in realtà è dal gennaio 2016 che la Regione, le Province di Bolzano e Trento e le altre amministrazioni locali che detengono pacchetti azionari di Autobrennero, hanno sottoscritto un'intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con l'obiettivo di individuare e adottare le misure per la creazione di una società interamente a capitale pubblico. ''Tranquilli, non sanno bene di che parlano - spiega l'ex presidente della Provincia Rossi che proprio negli scorsi mesi aveva seguito la partita della nuova società in house - in realtà si arriverà a rafforzare l'autonomia''. 

 

Ma andiamo con ordine. A precisa domanda della presentatrice Serena Bortone, ieri su Rai3, Fraccaro ha spiegato che ''la nazionalizzazione di autostrade sarà un’operazione che avverrà gradualmente. Attualmente abbiamo già individuato una nuova formula per quanto riguarda l’A22 e l'A4, che penso si possa riproporre. Si tratta - ha spiegato il ministro eletto in Trentino Alto Adige - di una in house con dentro tutte le parti interessate pubbliche e quindi enti territoriali e locali e anche il Ministero dei Trasporti, in modo da utilizzare i soldi che derivano dall'autostrada per rilanciare il trasporto pubblico locale. È un modello che funzionerà e che si potrà adottare man mano che le concessioni scadranno. In precedenza, invece, quando le concessioni scadevano venivano rinnovate senza gara e continuavano a guadagnare sempre i soliti. I Benetton e alcuni amici degli amici''.

 

In realtà, al momento, da quel che si sa in merito alla nuova società BrennerCorridor è quanto è emerso il 13 novembre (QUI LINK) quindi che: ''Compito della società, che avrà un capitale iniziale di 1.050.000 di euro equamente suddiviso fra Regione Trentino-Alto Adige, Provincia di Bolzano e Provincia di Trento, sarà quello di gestire e sviluppare l’infrastruttura autostradale. La società avrà sede a Bolzano, sarà affidata ad un amministratore unico e avrà durata sino al 31 dicembre 2100. Nella delibera di oggi sono già stati impegnati i fondi per la costituzione delle quote in capo alla Provincia di Bolzano''. 

 

''Per quanto riguarda lo statuto - si legge - viene messo nero su bianco l’oggetto sociale che è quello di esercitare “attività di progettazione, costruzione, esercizio e adeguamento di autostrade, infrastrutture di trasporto limitrofe alla rete autostradale, infrastrutture di sosta ed intermodali”. Ciò significa, dunque, che la BrennerCorridor si occuperà anche di incentivare e sostenere il passaggio del traffico pesante da gomma a rotaia lungo tutto l’asse nord-sud, nonché del finanziamento trasversale di una serie di opere di fondamentale importanza per la viabilità''. Quindi di trasporto pubblico locale, al momento non si sta parlando. Mentre già a ottobre Kompatcher spiegava (QUI LINK) che ''il testo della concessione è concordato con il ministero delle infrastrutture e prevede, fra le altre cose, il finanziamento trasversale per il tunnel del Brennero''

 

Insomma la nuova società servirà anche a finanziare il tunnel che proprio i 5 Stelle a giorni alterni dicono di volere e poi di non volere. Grande è la confusione sotto il cielo diceva Mao Tse-tung e ''grande è la confusione tra i 5 Stelle'', commenta al riguardo l'ex presidente della Provincia Ugo Rossi. ''Parlano di nazionalizzazione delle autostrade - spiega il leader del Patt - ma è la loro solita politica degli annunci. Non nazionalizzeranno un bel tubo perché costerebbe un sacco di soldi. E anche con l'A22 fanno una gran confusione e l'impressione è che non abbiano granché idea di cosa stanno parlando. Paradossalmente con la nascita della nuova società in house, infatti, si avranno mani più libere''.

 

''Il progetto - prosegue Rossi -, che non è di questi giorni ma ha qualche bel mese, prevede infatti che nella società in house i soci siano gli enti locali ed escano i privati. Ad operare sulla gestione della BrennerCorridor, come accadeva prima, saranno essenzialmente gli enti locali ma avendo una concessione nazionale è l'Europa a chiedere che all'interno della struttura partecipi anche lo Stato. Questo è presente all'interno del comitato d'indirizzo con tre membri e il presidente mentre tre sono rappresentanti dei soci enti locali. Il comitato decide a maggioranza e il presidente non ha voto doppio come accade in altre società, quindi le decisioni dovranno essere pienamente condivise. Questo, però, cosa vuol dire? Che già prima per fare investimenti bisognava chiedere autorizzazione al Mit e al Cipe. Ora se c'è l'accordo nel comitato d'indirizzo è fatta perché il Mit ha già espresso il suo parere con i tre rappresentanti all'interno. Loro pensano di nazionalizzare così le autostrade? Temo non abbiano bene idea di quel che stanno facendo''.

 

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