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Al via la XVI legislatura con il giuramento e l'elezione del presidente. Coppola, Bisesti e Guglielmi alla presidenza provvisoria

Primo giorno di scuola per i 35 eletti in Consiglio provinciale. Se l'intesa tra minoranza e maggioranza andasse in porto sui nomi da proporre alle cariche istituzionali si arriva al voto già in giornata. A seguire la presentazione delle linee programmatiche del governatore Fugatti 

Pubblicato il - 19 novembre 2018 - 20:35

TRENTO. Parte oggi la XVI legislatura e i 35 consiglieri provinciali prenderanno posto sui loro scranni che terranno per i prossimi 5 anni. Tanti i volti noti, i 'vecchi di caserma' che già conoscono l'aula del Consiglio provinciale. Tanti anche i novellini al primo giorno di scuola. 

 

La seduta inizierà alle 10, convocata in via eccezionale dal governatore Maurizio Fugatti - spetta solitamente al presidente del Consiglio - avrà come primo punto all'ordine del giorno il giuramento degli eletti. 

 

A guidare la seduta il consigliere anziano, affiancato da due segretari questori scelti tra i più giovani. Sarà quindi Lucia Coppola di Futura a salire in cima ai banchi della presidenza. Vicino a lei saranno Mirko Bisesti della Lega e Luca Guglielmi della Lista Fassa. 

 

Si inizierà con l'appello dei consiglieri e, come dicevamo, con il giuramento. Prima a giurare la presidente provvisoria che dovrà pronunciare le parole: "Giuro di essere fedele alla Costituzione". La presidente inviterà poi tutti i consiglieri a prestare giuramento chiamandoli uno alla volta in ordine alfabetico perché all'appello ciascuno risponda "Giuro"

 

Subito dopo, nella stessa seduta, il Consiglio dovrà sciogliere i primi nodi importanti: l'elezione del presidente dell'assemblea legislativa, del vicepresidente e dei tre segretari questori che con il presidente e il vicepresidente formeranno l'Ufficio di presidenza.

 

Un passaggio non facile. Per l'elezione delle cariche istituzionali è necessaria la presenza dei 2/3 dell'assemblea, che significa 24 consiglieri, quando la maggioranza è di 21. Per questo è in corso la trattativa tra maggioranza e minoranza per decidere il da farsi.

 

Se dopo due votazioni nessun consigliere candidato alla presidenza ottiene la maggioranza assoluta, si procede con una terza votazione in cui la scelta si restringe ai soli consiglieri che abbiano ottenuto almeno un voto nella seconda, e in questo caso non serve più il quorum dei 18 voti, ma viene eletto presidente il consigliere più votato (in caso di parità si sceglie il più anziano).

 

Rimane però necessaria la presenza dei 2/3 e se non si trovasse l'intesa, la seduta potrebbe andare per le lunghe, con votazione nulle perché manca il numero legale. Se l'opposizione di alza e se ne va, la coalizione che ha vinto le elezioni non può decidere in autonomia. Questo perché l'Assemblea legislativa è un organismo di rappresentanza di tutti gli elettori ed è necessaria l'intesa tra le parti per governare l'Aula.

 

Se l'intesa si trovasse e fosse eletto il presidente, il vice e l'intero Ufficio di presidenza con tutti e tre i questori, si passerebbe alla parte più politica della giornata: l'illustrazione del programma di legislatura letto dal nuovo presidente della Provincia Maurizio Fugatti che presenterà anche la sua squadra di assessori al Consiglio provinciale.

 

All'ordine del giorno anche la nomina della Giunta per le elezioni e delle Commissioni consiliari. Argomenti però che verranno trattati in un'altra seduta: questa sarà aggiornata. Per procedere, infatti, il nuovo presidente del Consiglio si dovrà confrontare con i capigruppo. Capigruppo che saranno però saranno decisi all'interno di ogni formazione politica entro i prossimi 10 giorni

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