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''Basta descrivere la Valsugana come il Belice del Trentino soltanto per raccattare quattro voti''. La campagna elettorale di Lorenzo Dellai: ''Qui non ci sono i rancorosi''

Sul collegio di Pergine sfiderà Fraccaro e Fugatti: "Io però non ho fatto campagna contro nessuno, anche se in alcuni passaggi sono stato oggetto di espressioni molto poco rispettose. Per me non c' qualcuno da sconfiggere, c'è un elettorato da convincere e coinvolgere. Io ho fatto campagna sulla mia visione di futuro, su quello che c'è da fare e che penso di poter fare

Di Donatello Baldo - 02 marzo 2018 - 06:01

TRENTO. Deputato uscente, ex governatore della Provincia Autonoma di Trento: Lorenzo Dellai non ha bisogno di presentazioni ma per tornare a Roma si dovrà misurare ad armi pari contro Riccardo Fraccaro dei 5 Stelle e contro Maurizio Fugatti della Lega.

 

Il terreno dello scontro sarà il collegio della Valsugana, quello dato per 'incerto' dagli ultimi sondaggi pervenuti. Oggi chiediamo a lui di raccontarci la sua campagna elettorale: "I candidati sono gli ultimi ad avere il polso delle cose - spiega al telefono mentre come ogni mattina raggiunge il collegio per la campagna elettorale - è difficile capire come stia andando veramente".

 

Presidente, è una campagna elettorale avvincente quella che si svolge direttamente sui territori?

E' una campagna elettorale molto particolare quella sul collegio rispetto a quella più partitica che si svolge sul piano nazionale. Una bellissima esperienza, un collegio straordinario che comprende la Valsugana, le Dolomiti, il Lagorai, il Primiero, tutte e tre le minoranze linguistiche, cimbri, mocheni e ladini, la zona dei Laghi, uno spaccato straordinario del Trentino.

 

Gli altri suoi competitor hanno descritto un elettorato deluso, che si sente abbandonato.

Io invece ho trovato una realtà straordinariamente positiva. Stiamo attenti però: quando si è in una stanza e ci sono alcuni che gridano, sembra ci siano solo quelli che gridano. Ora sembra che ci siano in giro solo persone rancorose, arrabbiate. Ma non è vero.

 

Ci sono però persone preoccupate.

Ci sono persone preoccupate, è vero. Ma è pur vero che siamo reduci da una crisi che non aveva precedenti negli ultimi decenni. Sarebbe inimmaginabile che questo non avesse prodotto preoccupazione. Ma ho visto anche persone che nutrono speranza.

 

Che vedono la luce in fondo al tunnel?

Che si rendono conto che siamo in una fase di uscita progressiva dalla situazione di crisi. Abbiamo ancora tanti problema ma quello che più conta è tenere duro senza scaricare sugli altri i problemi, che invece vanno affrontati. Questa è la forza del Trentino, i trentini sono fatti così...

 

Come?

Non siamo una comunità di rancorosi, di protestatari. Siamo responsabili, non ci perdiamo d'animo, guardiamo al futuro. Ma siamo anche più esigenti verso la politica di quanto non lo fossimo negli anni scorsi.

 

Una politica che però spesso di divide anche in opposte tifoserie, a volte trascendendo...

In tutta questa campagna ho incontrato tante persone ma non ho mai trovato uno che si sia rivolto a me in maniera poco rispettosa, nessuno ha inveito contro di me e contro la politica con le solite frasi che si sentono in giro.

 

Sembra allora che siano più i politici che disprezzano la politica...

Credo di sì, che nonostante le caricature che a volte una parte della politica fa di se stessa, tra gli elettori che ho incontrato, anche tra quelli che il 4 marzo non voteranno per me, non c'è il disprezzo della politica. Un grande valore che spiace sia rovinano dalle parole violente, polemiche e sopra le righe usate da alcuni candidati.

 

Lei è candidato alla Camera, al Senato per la sua stessa parte c'è' Eleonora Stenico. 

Io ed Eleonora siamo complementari proprio perché diversi. Io vengo da un'esperienza politica e di governo e lei è espressione del mondo delle professioni e del sociale. Mi sono trovato molto bene con lei, ciascuno offre chiavi di lettura che non sono le stesse. Un'ottima candidata. Sono contento di aver fatto questa campagna con lei.

 

Senta presidente, sembra che tutti 'sparino' contro di lei, sia Fraccaro che Fugatti. Non trova?

Si vede che mi considerano il candidato da battere, ne sono onorato. Io però non ho fatto campagna contro nessuno, anche se in alcuni passaggi sono stato oggetto di espressioni molto poco rispettose. Per me non c' qualcuno da sconfiggere, c'è un elettorato da convincere e coinvolgere. Io ho fatto campagna su questo, sulla mia visione di futuro, su quello che c'è da fare e che penso di poter fare.

 

Riccardo Fraccaro dice che siete tutti uguali, che tra lei e Fugatti non c'è differenza.

Che grossa panzana. Sono i grillini che non sanno cosa sono loro. Sono tutto e il contrario di tutto. Sembrano una versione tecnologica del partito della bistecca, il partito che si presentò nel secondo dopoguerra, chiamato così perché nel simbolo aveva una manza e prometteva bistecche per tutti. 

 

Ma dicono di essere l'unica proposta di alternativa.

Ma non sanno nemmeno loro cosa vogliono, quali progetti proporre per il futuro. Affermazioni che dipingono i 5 Stelle come qualcosa di nuovo non sono niente più, niente meno che una panzana che copre il vuoto di idee e competenze.

 

Per Fugatti, invece, il 'disastro' della Valsugana è tutta colpa di Dellai che ha governato.

Io sono abituato a prendermi le mie responsabilità, da sempre. Ho avuto l'onore di governare il Trentino: mi prendo le mie responsabilità per i problemi rimasti sul tappeto ma anche per le tante cose buone che sono state fatte.

 

I problemi?

Non ho avuto la bacchetta magica. Per il tratto di strada della ss 47 siamo arrivati in ritardo, è vero, ma ora la Provincia sta procedendo con la messa in sicurezza. Ma siamo in ritardo e mi assumo la mia parte di responsabilità. 

 

Le cose buone fatte?

Da parte di alcune forze politiche si sente raccontare di una Valsugana sconfortata e depressa, una sorta di Belice del Trentino. Questo è un grave errore e anche una mancanza di rispetto verso una comunità che sta portando avanti tante esperienze positive sul piano sociale dei sevizi, della scuola, della rete delle imprese che è molto vitale, anche nella sua componente agricola.

 

La Valsugana non è una valle più problematica di altre?

La Valsugana si confronta con problemi come tutti gli altri territori. Ma è una realtà estremamente viva e non possiamo descriverla come depressa e triste soltanto per raccattare quattro voti in più. Non è giusto nei confronti di chi ci abita, è una mancanza di rispetto.

 

Ci dia ora la sua impressione sulla campagna elettorale nazionale. Che cosa ne pensa di come sta andando?

Ho visto una campagna elettorale che non parla dei problemi reali, che parla di tutto fuorché delle cose importanti per l'Italia. Le cose che ci dovrebbero far proseguire sul risanamento economico. Ho visto un ceto politico che parla di se stesso e dei suoi conflitti reciproci, che si inventa le proposte più astruse e improbabili che Cetto La Qualunque sembra uno statista.

 

E' preoccupato?

Sì, mentre la Francia e la Germania stanno progettando il futuro dell'Europa in un grande Paese europeo come l'Italia c'è ancora chi sta discutendo sull'opportunità o meno di uscire dall'Euro, chi propone sovranismi nazionalisti e panzane del genere. 

 

Di cosa si dovrebbe parlare presidente?

Di come fare per riuscire a mantenere sui binari giusti un Paese che con la destra al governo è finito a un passo dal baratro.  

 

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