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Belluno protesta contro Angela con le cartoline. Civettini: "C'è la Marmolada, Pat intervenga". De Bona: "E' anche nostra, facciamo la macro-regione"

Polemica dopo l'azione della provincia di Belluno che ha attaccato la Rai per la puntata dolomitica di 'Meraviglie'. Il presidente della Provincia di Belluno: "Appartiene anche a Rocca Pietore e non vorrei ricordare i referendum del 2007". L'Associazione bellunesi nel mondo: "Non ci sono confini, ma se fosse successo al contrario, quali le reazioni in Trentino?"

Di Luca Andreazza - 28 marzo 2018 - 15:40

BELLUNO. Dopo la puntata 'Meraviglie', prosegue la controffensiva della Provincia di Belluno, cioè la stampa delle 30 mila cartoline raffiguranti il tris d'assi Pelmo, Civetta e Antelao, il tutto condito dall'hashtag #46,1 Dolomiti Unesco Belluno e il testo diretto alla presidente della Rai, Monica Maggioni, per ribadire che il 46,1% delle Dolomiti Unesco cade all’interno del territorio bellunese.

 

"Vogliamo rivendicare quanto ci spetta di diritto", queste le parole di Roberto Padrinpresidente della Provincia di Belluno, che rilancia un'iniziativa dell'Associazione bellunesi del mondo e aggiunge: "Chiediamo un'opportuna informazione: le Dolomiti non hanno confini, ma sarebbe giusto che un conduttore di grande qualità per capacità e professionalità come la star televisiva Alberto Angela riesca a valorizzare anche la nostra realtà".

 

Tra le 'proposte grafiche' c'è anche l'immagine della Marmolada. E nella vicenda si aggiunge alla cordata anche Claudio Civettini, che interroga la Giunta per sapere come intende procedere. "Un’iniziativa legittima, ma sulle cartoline è scritto che 'a Cortina d’Ampezzo, è presente la sede della Fondazione Dolomiti Unesco'. Questo a lasciare quasi intendere che si tratti di una fondazione bellunese, mentre invece riceve lauti finanziamenti da Bolzano e da Trento. L'amministrazione deve ribadire il proprio ruolo all'interno della fondazione Dolomiti".

 

Il riferimento è ai 125 mila euro che ogni anno la Provincia di Trento immette nel bilancio della Fondazione, al pari di Bolzano e Veneto (con l'amministrazione di Belluno), ai quali aggiungere i 137.500 mila euro tra Regione Friuli, Pordenone e Udine.

 

Un'altra critica mossa dal consigliere provinciale targato Civica Trentina è quella relativa alla presenza della Marmolada. "Un patrimonio - dice Civettini - che però secondo il decreto del presidente della Repubblica, ma anche la cartografia ufficiale è trentino. Da qui la necessità, per la Provincia di Trento, pur nel rispetto delle istanze di quella di Belluno, di attivarsi per bloccare quella che sembra a tutti gli effetti una mistificazione".

 

E ritorna alla ribalta l'eterno dilemma della montagna contesa, una questione quasi secolare relativa ai confini lungo la cresta del ghiacciaio e una sfida tra Canazei e Rocca Pietore (Qui articolo).

 

"La Marmolada - risponde Padrin - appartiene a Rocca Pietore. Ma i rapporti con la Provincia di Trento sono buoni e non voglio fare polemica, altrimenti dovrei ricordare agli amministratori la mancanza di rispetto verso Belluno e il Veneto in occasione dei referendum del 2007".

 

La memoria va a quando i comuni veneti di Lamon, Sovramonte, Pedemonte e le otto amministrazioni dell'altopiano di Asiago tramite referendum avevano chiesto l'aggregazione al Trentino, mentre i comuni di Cortina, Colle Santa Lucia e Livinallongo del Col di Lana avevano ammiccato all'Alto Adige.

 

"Una totale mancanza di confronto con il Veneto - conclude Padrin - oltre che di rispetto in quella vicenda: politicamente avevano cercato di annettere quei territori". 

La controffensiva bellunese alla puntata 'Meraviglie'

 

Un concetto ribadito anche da Oscar De Bona, presidente dell'Associazione bellunesi nel mondo e tre mandati tra gli anni 90' e 2000 da numero uno della provincia alle spalle. Una vicenda che l'ha visto protagonista della firma dell'accordo nel 2002 in compagnia dell'allora governatore Lorenzo Dellai e Giancarlo Galan (all'epoca presidente del Veneto). 

 

"Fermo restando che la Marmolada è bellunese e trentina, sono proprio queste dispute a frenare il pieno sviluppo e valorizzazione del territorio. In generale non vogliamo rivendicare nulla - dice De Bona - ma avere una restituzione d'immagine. Poi fosse per me si potrebbe costituire una regione unica, invece di provare a risolvere le questioni pezzo a pezzo tramite dei referendum divisivi. Il problema non è la rivendicazione territoriale, ma promuovere le Dolomiti senza confini".

 

E questo è tra gli obiettivi della Fondazione: "La strada è ancora lunga - evidenzia De Bona -  ma abbiamo raggiunto un bell'equilibrio e tutte le forze sono pienamente rappresentate: la presidente Mariagrazia Santoro è friulana, la direttrice è trentina residente a Bolzano, la sede cade in territorio bellunese e nel Cda si trovano tutte le realtà. Abbiamo 800 associazioni nel mondo sudamericano che stanno riscoprendo le loro origini e dopo Pasqua invece firmeremo un accordo simile per l'area balcanica: tanti trentini e veneti hanno trovato rifugio lì durante l'Impero austroungarico".

 

Getta acqua sul fuoco Marco Crepaz, direttore dell'Associazione bellunesi nel mondo: "La questione della Marmolada - commenta - è una guerra tra poveri, dove la provincia di Belluno lo è di più. Le cartoline stampate riguardano tre immagini, semplicemente per ricordare che le Dolomiti abbracciano un territorio molto più ampio: se la puntata si fosse svolta in modo inverso e avrebbe promosso solo la parte veneta, chissà quali reazioni si sarebbero avute in Trentino".

 

 

 

 

 

 

 

 

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