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"Meraviglie", scoppia la polemica. Belluno: ''Le nostre Dolomiti sono state dimenticate, Trento e Bolzano hanno pagato?''. Gilmozzi: ''Angela ha fatto le sue scelte''

Il presidente della provincia di Belluno attacca dopo che la trasmissione di Rai 1 ha "dimenticato" le montagne del suo territorio. Il vicepresidente della Fondazione Dolomiti Unesco: "E' stata una bellissima trasmissione che ha valorizzato questo patrimonio che è di tutti"

Di Luca Pianesi - 21 gennaio 2018 - 16:13

TRENTO. "Molti mi hanno scritto e telefonato lamentandosi per il programma e in molti sostengono che Angela abbia citato solo il Trentino Alto Adige perché le due Province hanno pagato. Io non voglio credere che sia così, perché se la televisione di Stato indirizza l’informazione per convenienza economica è molto più che grave. Se invece si tratta di disinformazione, sarebbe meglio che qualcuno rimediasse". Non usa giri di parole il presidente della provincia di Belluno Roberto Padrin che dalle pagine del Corriere delle Alpi si fa portavoce delle tantissime lamentele e dell'indignazione dei suoi concittadini nei confronti della più attesa (in Trentino Alto Adige, buona parte del Veneto e in provincia di Udine) puntata di "Meraviglie": quella dedicata alle Dolomiti.

 

La trasmissione di Rai 1 di Alberto Angela, infatti, che racconta la storia, la natura e la bellezza dei siti Unesco italiani mercoledì scorso ha mostrato solo le montagne trentine e altoatesine "dimenticandosi" quelle bellunesi. Un fatto che in Veneto, da qualcuno, è stato visto come un affronto, se si pensa che a Belluno si trova il 46,1% delle Dolomiti Patrimonio dell’Umanità Unesco, a Bolzano il 24,6%, a Pordenone il 13,3%, a Trento il 12,2% e a Udine il 3,9%. In un'ottica campanilistica, dunque, si può capire l'amarezza del presidente della provincia di Belluno che ha assistito alla trasmissione senza che venisse nemmeno sfiorato il suo territorio (che, dobbiamo ammetterlo, è straordinario e nasconde alcune delle perle più belle delle Dolomiti: su tutte le montagne attorno alla fantastica Cortina).

 

Angela, invece, si è mosso dal Sass Pordoi alla Crepa Neigra, dal Catinaccio al Latemar e Carezza e ha stabilito il suo quartier generale, per girare la puntata nel mese di novembre, in Val di Fassa e precisamente Soraga. In quei giorni ha usato la funivia del Sass Pordoi, ha raggiunto il museo geologico di Predazzo e girato a Carezza una mini-fiction sulla principessa Sissi, che tanto amava le montagne. Per l'occasione è stato inoltre aperto il Grand Hotel Carezza con il salone delle feste dove sono state ambientate diverse scene.

 

L'accusa mossa, però, da Padrin è pesante e ha assicurato che "andremo a verificare tutto, i modi ci sono" criticando apertamente la Fondazione Dolomiti Unesco che dovrebbe promuovere e diffondere la conoscenza del sito "ma dovrebbe farlo in maniera completa e corretta".

 

"Sono stupito e amareggiato - commenta a il Dolomiti Mauro Gilmozzi vicepresidente della Fondazione e assessore all'ambiente della Provincia di Trento - quando si sentono certe dichiarazioni. Quella di Angela è stata una bellissima trasmissione e una grande occasione per valorizzare questo patrimonio che non è né dei trentini, né dei bolzanini, né dei bellunesi. E' patrimonio dell'umanità e conta davvero poco che abbia preso la funivia del Pordoi o la Tofana. Ha raccontato le Dolomiti dal punto di vista geologico e storico e a guardare quei paesaggi, sono sicuro che tutti si sono emozionati".

 

E per quanto riguarda la questione dell'ipotizzato pagamento da parte delle due Province? "Le piccole gelosie di confine non vanno prese in considerazione - replica ancora Gilmozzi - non esiste la provocazione sul fatto che Trento e Bolzano abbiano pagato. Angela ha fatto delle scelte. Ha deciso di raccontare le Dolomiti nel modo che ha fatto, promuovendole senza mai parlare degli abitanti, dei trentini o delle trentine. E' sempre stato sopra i confini. Si è appassionato della vicenda dei violini della Val di Fiemme ma anche in questo senso è stata una sua decisione. Che dire non possiamo che restare esterrefatti. E' un peccato che anche quando viene fatto un così bel lavoro si finisca per buttare tutto in polemica". 

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