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Le Dolomiti da 10 anni Patrimonio Mondiale Unesco, luci e ombre. Team Köllensperger: ''Si è lavorato poco per l'ambiente''

Il secondo partito dell'Alto Adige critico perché il riconoscimento del 26 giugno 2009 non avrebbe portato i cambiamenti sperati: ''Poche decisioni coraggiose sia in materia di mobilità che di sviluppo di un turismo di qualità e non di massa''

Pubblicato il - 25 giugno 2019 - 16:45

BOLZANO. Il marchio Unesco Patrimonio naturale dell'Umanità compie 10 anni per le Dolomiti. Era il 26 giugno 2009 quando a Siviglia avvenne la proclamazione per quelli che venivano definiti ''paesaggi montani unici al mondo e di eccezionale bellezza naturale''. Da quel momento in poi tanto orgoglio, un traino straordinario dal punto di vista mediatico e promozionale e un aumento dei turisti in media del 10 per cento, tra i sentieri e i rifugi d'estate e sulle piste da sci in inverno.

 

Dati confortanti che però non bastano a convincere tutti. Per il Team Köllensperger, seconda forza in provincia di Bolzano dopo l'Svp, ''i 10 anni di Patrimonio naturale dell'Umanità Dolomiti non danno gran motivo per dei festeggiamenti''. Secondo i consiglieri provinciali Alex Ploner e Josef Unterholzner mancano delle strategie lungimiranti e occorrerebbe un confronto critico con il patrimonio perché al momento non si vedrebbero decisioni coraggiose e necessarie da parte dei responsabili del turismo, della politica ed in seno allo stesso organo della fondazione Patrimonio Dolomiti.

 

Per il Team Köllensperger apparirebbe relegata in secondo piano quella responsabilità di fornire un'adeguata tutela al Patrimonio e al suo eco-sistema così sensibile e fragile. Anzi, sarebbero diventati luoghi sempre meno gestibili per l'esagerato flusso turistico in certe zone. Per il movimento altoatesino non si sarebbero viste né delle decisioni coraggiose in materia di mobilità, attraverso per esempio un lungimirante sviluppo delle infrastrutture elettromobili anche a beneficio dei passi dolomitici e neppure si sono viste delle campagne mirate di sensibilizzazione di ritorno da un turismo di massa a un turismo di qualità.

 

''Così - proseguono i rappresentanti del movimento - sono andate man mano mancando alla stessa fondazione Unesco le sue forze propulsive. Neppure ai tempi della nostra (intesa dell'Alto Adige ndr) presidenza si è saputo incidere con maggiore concretezza. Emerge quindi la fotografia di una struttura atrofizzata, di un apparato amministrativo povero di idee e - come è risaputo sin dai suoi esordi - dei necessari mezzi finanziari. In più, si tratta di una struttura su cui aleggia il sospetto di favoritismi politici e dove lo spazio per esperti veri in management e marketing di strategie culturali e turistiche appare ridottissimo''.

 

"A soffrire dell'inettitudine di un apparato che da montagne non fa che partorire topolini sono i territori e le sue popolazioni oggetto di promozione del marchio Unesco su scala mondiale. Da anni - spiega Josef Unterholzner - i nostri ospiti in cerca di quiete e riposo e i nostri concittadini giustamente preoccupati per un calo della loro qualità della vita alle loro richiesta di cambiare registro si sentono rispondere dai responsabili politici, economici ed ambientali incaricati della gestione del Patrimonio Unesco nient'altro che belle parole. Contemporaneamente assistono impotenti alla irrefrenabile esplosione dei numeri del traffico privato, all'inquinamento acustico sempre più fastidioso e al fenomeno dell'emergenza rifiuti.". 

 

Per questo ragioni il Team Köllensperger auspica che la questione Patrimonio Unesco diventi materia di primaria importanza ai massimi livelli in un abbraccio strategico congiunto tra tutti gli assessori provinciali competenti. Quindi, questi primi dieci anni siano da considerarsi una unica prova generale per finalmente dedicarsi all'esecuzione vera e che da subito dovrebbe vedere il giorno, segnando il passo e lo stile per i prossimi anni.

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