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Boom della Lega che in Trentino cresce del 20%. Crollano i partiti tradizionali: il Pd perde il 5%, Forza Italia quasi il 7%

Azzerato l'Upt che ha visto il suo segretario perdere con l'ex collega di partito Conzatti. Civica Popolare ottiene poco più del 2% quando nel 2013 Scelta Civica era arrivata quasi al 20%. Il Patt perde voti nelle valli e si salva in città. Movimento 5 Stelle in aumento

Di Luca Pianesi - 05 marzo 2018 - 18:39

TRENTO. Patt e Pd affossati; Upt e Civica Popolare azzerati; Liberi e Uguali e la sinistra non pervenuti e Forza Italia in picchiata. I numeri parlano chiaro (quelli che utilizziamo qui sotto sono un paragone all'uninominale alla Camera) e raccontano del crollo, in Trentino, dei "partiti da establishment" mentre si affermano, al contrario, quelli definiti da molti antisistema ma che sistema, in realtà, sono: solo un sistema diverso. Da un lato c'è il Movimento 5 Stelle che guadagna posizioni ma senza strafare come in altre parti d'Italia: è lontano il 32% conquistato a livello nazionale o i picchi raggiunti nel Sud Italia dove ha preso ovunque più del 40%.

 

 

 

 

In Trentino i grillini si "accontentano" (si fa per dire) di un quasi 24% che vuol dire +3% rispetto alle politiche di cinque anni fa. Ma, per crescere ancora, una piccola riflessione andrebbe aperta su alcune posizioni prese a livello provinciale dal movimento che troppe volte paiono appiattirsi troppo su quelle del centrodestra finendo, così, per essere confuse in favore di quest'ultimi. In casa centrodestra si festeggia e si esulta come mai prima anche se, va detto, che Forza Italia è precipitata rispetto al 2013, passando dal 15% di consensi all'attuale 8,5%.

 

Il cappotto, però, è riuscito ugualmente al centrodestra grazia al botto della "nuova" Lega targata Salvini che in cinque anni guadagna circa 20 punti percentuali passando dal 7% del 2013 al 27% del 2018 con il picco del 32% di consensi ottenuti nel collegio di Pergine, in quella Valsugana dove l'avversario di Fugatti con tutta la coalizione di centrosinistra alle spalle non ha superato il 27% (ha chiuso al 26,71% contro il 44,56% del centrodestra).

 

Chi è letteralmente scomparso dai radar è l'Upt che ha visto crollare il suo segretario, Mellarini, contro l'ex collega di partito (passata a Forza Italia) Donatella Conzatti. E pensare che l'Upt, da solo, alle passate provinciali del 2013 era riuscito a portare a casa più del 13% dei consensi. Poi, si sa com'è andata: è arrivata la rottura in casa con il fondatore Dellai e l'Unione si è frazionata perdendo sempre più forza. A livello nazionale l'ex presidente della Provincia aveva sostenuto alle scorse politiche Scelta civica con Monti che in Trentino aveva ottenuto il 19,57%. Il nuovo movimento creato da Dellai a questa tornata elettorale ha superato di poco il 2%.

 

E poi ci sono Patt e Pd. Il Partito autonomista nel 2013 alle provinciali conquistava da solo il 17,55% andando ad esprimere il presidente della Provincia. Oggi si ferma al 4,97% trasformandosi in partito da città (di fatto andando a fare la sua migliore performance a Trento) e perdendo quel ruolo di "acchiappa voti" nelle valli che storicamente l'aveva caratterizzato. Il Pd perde 5 punti percentuali rispetto al 2013 e si ritrova, come nel resto del Paese, con una classe dirigente azzerata. Il segretario Gilmozzi sarebbe sempre più vicino alle dimissioni e candidati di "belle speranze" come Elisa Filippi ormai sono diventati collezionisti di sconfitte. Come durissima è la sconfitta di Mariachiara Franzoia che prima di essere "lanciata" (a salve) verso Roma era stata indicata come sicura prossima candidata sindaco. Ora, con la partita persa contro Giulia Zanotelli, potrà riproporsi con credibilità agli elettori?

 

Infine c'è Liberi e Uguali, quelli che dovevano aggregare gli scontenti del Pd e catalizzare la voglia di sinistra che sembravano avere gli elettori: i D'Alema, Civati, Bersani, Grasso e Boldrini tutti insieme sono riusciti a far rimpiangere l'ultima Sinistra e Libertà, quella che poi è andata verso lo scioglimento e anche in Trentino il 3% non è stato raggiunto. E' tempo di sistema diverso, evidentemente, gli elettori lo hanno scelto anche in provincia.

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