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Carcere, Rossi non accetta critiche sulla situazione di Spini: ''Qui migliore che da altre parti, e comunque se ne occupa lo Stato''

Il governatore se la prende con la radicale Rita Bernardini e con la delegazione che ieri ha visitato la Casa circondariale. Al presidente dell'Ordine degli avvocati: "Se vuole lo accompagno a visitare il carcere di Opera". Sull'eventuale delega sull'amministrazione penitenziaria: "Sarei prudente"

Di Donatello Baldo - 27 gennaio 2018 - 06:01

TRENTO. Al governatore Ugo Rossi non sono piaciute le parole dell'ex deputata Rita Bernardini che ieri, dopo aver visitato il carcere di Spini di Gardolo, ha descritto una situazione in cui i detenuti starebbero "in ozio", senza adeguati interventi rieducativi.

 

"Prima di tutto - ha esordito Rossi - permettetemi di dire che tutto ciò che attiene al carcere è di competenza dello Stato. Lo dico perché quando qualche istituzione (e il riferimento è a Rita Bernardini, credendola ancora deputata, ndr) parla di un'altra istituzione, dovrebbe sapere di cosa sta parlando".

 

"Se fosse andata nel carcere di qualsiasi altra regione - spiega con un accenno di polemica - di sicuro si sarebbe limitata a dire che l'amministrazione penitenziaria deve fare di più. Qui invece si chiede alle istituzioni locali di farsene carico". 

 

Istituzioni locali, secondo Rossi, che già operano all'interno del carcere. "La Provincia continua a darsi da fare per garantire condizioni di salute attraverso un investimento diretto sul fronte sanitario ma si muove anche con attività legate al reinserimento sociale per acquisire competenze e pratiche per il lavoro una volta che il detenuto ritorna in libertà".

 

"Poi c'è una cooperativa che fa lavorare i detenuti - spiega Rossi - e oggi abbiamo presentato le attività educative e formative". Attività formative ed educative che si inseriscono in un protocollo rinnovato con la Casa circondariale, presentato oggi durante una conferenza stampa.

 

Resta il fatto che le dichiarazioni di chi ieri ha fatto visita alla struttura di Spini sono inequivocabili. Anche quelle del presidente dell'Ordine degli avvocati Andrea de Bertolini, a cui risponde indirettamente il governatore a margine della conferenza stampa. 

 

"Probabilmente non è andato a visitare qualche altro carcere - afferma - se vuole ho una parente che insegna a quello di Opera. Se se vuole, il presidente degli avvocati un giorno lo accompagno io, così si rende conto".

 

Perché la difesa di Rossi è questa: da altre parti è peggio. "Certamente quando si tratta di temi sociali bisogna sempre fare di più - spiega - ma se si fa un giro nelle carceri del nostro Paese e controlla le attività scoprirà che a Trento siamo al top".

 

Rossi commenta anche la decisione del Consiglio regionale, che nei giorni scorsi ha approvato una mozione che impegna la Giunta ad attivarsi affinché il Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, ora competente anche su Veneto e Friuli, diventi esclusivamente regionale.

 

"Ma quella è un'altra cosa. Se invece che a Venezia o a Padova fosse a Bolzano - spiega il presidente - il rapporto sarebbe più diretto. Se fosse qui - osserva - sarebbe molto più facile parlarsi". Rossi però frena sull'ipotesi di una futura delega regionale sull'amministrazione carceraria.

 

"Io su questo sarei molto prudente - chiarisce subito - e il motivo è che noi in questo caso faremmo un favore allo Stato, e quando sono io che faccio un favore, preferisco che sia qualcun altro a chiedermi di farlo". 

 

 

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