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Chiusa la legislatura, Mauro Ottobre: "Il Trentino è subalterno all'Alto Adige, Rossi è un autonomista da salotto"

Intervista al deputato alla prima esperienza in Parlamento. "Orgoglioso di non aver votato determinate leggi, mi chiedo i miei colleghi trentini come possano essere sereni". Venerdì 12 al Casinò di Arco incontro pubblico per rendicontare l'attività parlamentare

Di Luca Andreazza - 08 gennaio 2018 - 06:01

TRENTO. "Mi chiedo come possano i miei colleghi trentini giustificare alcune votazioni e restare sereni. Sono orgoglioso di non aver votato per l'aumento dell'Iva, la cancellazione dell'articolo 18 e le tassazione del Tfr per i lavoratori dipendenti: forse si rimangeranno la parola, ma intanto il Def è già stato varato", questo il commento del deputato Mauro Ottobre nel tracciare il bilancio degli ultimi cinque anni in parlamento.

 

Il tragitto è presto detto. Alle elezioni politiche del 2013 viene candidato alla Camera dei deputati in qualità di rappresentante del Patt nella lista della Svp. Fa centro e viene eletto per far parte della XVII legislatura, la prima volta, nel gruppo misto 'Minoranze linguistiche'. Diventa anche membro della commissione permanente della Difesa.

 

A maggio del 2016 esce dal Patt, fonda il partito Autonomia dinamica ma resta nel gruppo misto delle 'Minoranze linguistiche'. 

 

Cinque anni, tre premier e la fondazione di Autonomia dinamica. Che idea si è fatto di questa sua legislatura?

Dal punto di vista personale è stata un'esperienza di maturità e conoscenza, mentre da quello politico è sicuramente pessima. Abbiamo assistito a governi che si potrebbero definire tecnici e dalle larghissime intese a base di compromessi. Siamo arrivati a Roma con programmi e obiettivi, che però sono stati tutti travisati.

 

Spesso risulta assente in parlamento. Nelle graduatorie si è classificato piuttosto in basso.

Risulto assente alle votazioni perché non mi sono mai piegato agli ordini di scuderia. Non ho votato l'aumento dell'Iva, la cancellazione dell'articolo 18 e la tassazione del Tfr: tutti provvedimenti che metteranno i cittadini in difficoltà. Inoltre ho partecipato a diverse missioni all'estero, ma anche a tante cerimonie per non perdere il legame con il territorio. Ma per questo rimando tutti a venerdì 12 gennaio alle 20.30 al Casinò di Arco, quando terrò un incontro pubblico per riassumere la mia attività parlamentare e quanto percepito. Un giusto atto di trasparenza.

 

Dopo questa legislatura come valuta lo stato di salute della nostra autonomia?

La nostra specialità è debole per colpa della politica di Ugo Rossi, un governatore percepito a Roma come esponente del Partito democratico. L'autonomia è identificata con l'Alto Adige, mentre il Trentino segue a traino senza meriti. Negli ultimi cinque anni Trento ha perso dieci punti percentuali di Pil rispetto a Bolzano. Una regione che viaggia a velocità diverse.

 

A questo aggiungo che quando Arno Kompatscher arrivava nella capitale per incontri istituzionali riusciva a smuovere i parlamentari, Rossi invece era il quadro della solitudine, senza seguito. Il colpo di grazia è avvenuto in occasione del Referendum: "fidatevi di me e votate sì", i cittadini trentini invece si sono schierati dalla parte opposta. L'autonomia del Trentino è avvertita come anacronistica e non riusciamo a spiegare le radici storico-giuridiche della nostra specialità. 

 

Un concetto ribadito da Enrico Mentana. E lì per lì nessuno della maggioranza o dell'opposizione aveva alzato la mano per motivare il contrario. Vesti stracciate, ma la reazione era arrivata a scoppio ritardato, solo alcuni giorni dopo.

La nostra politica si è scollata dalla realtà. Mentana non ha fatto altro che ribadire quanto pensa il 90% degli italiani. Avevamo l'opportunità di estendere la nostra autonomia, rafforzarla e ricevere ulteriori competenze. Ci siamo svenduti. L'accordo per l'A22 per esempio è una rapina: invece di dimostrare che siamo in grado di partecipare alla gara, abbiamo strapagato la concessione, che non è ancora arrivata. L'autonomia viene usata come un bancomat.

 

Un altro esempio?

Quello dei punti nascite di Arco, Tione e Cavalese. Nel programma elettorale del Patt del 2008 l'intenzione era quella di mantenere e potenziare i punti nascite. Si è visto come è andata a finire. A Roma ho insistito molto per tenere aperto il centro di Cavalese, ma sa cosa mi ha detto la ministra Beatrice Lorenzin? Che dovevo smetterla, che dovevo mettermi d'accordo con Rossi. Ad Arco abbiamo il miglior centro di procreazione assistita e il presidente ha avallato la chiusura del punto nascite.

 

Avevo anche proposto di utilizzare il nostro modello alle zone terremotate per incentivare e velocizzare la ricostruzione. E invece il Trentino non è riuscito a imporsi: un'occasione persa, sarebbe stato un atto di credibilità. Anche il governatore del Veneto Luca Zaia riesce a strappare competenze e si muove bene.

 

Ugo Rossi invece è semplicemente compartecipe delle decisioni nazionali: un autonomista da salotto.

 

Ritorniamo però nella capitale: se dico Letta, Renzi e Gentiloni?

Forse Gianni Letta è il più preparato. Matteo Renzi è partito bene, ma poi è scivolato e tutt'ora paga un prezzo molto alto. Ho avuto un rapporto molto positivo con tutti e tre, ma Paolo Gentiloni è il premier che più si è interessato a Chico Forti, che sono andato a trovare cinque volte. Purtroppo la nostra politica estera è però debole: i presidenti della Repubblica Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella hanno graziato tanti statunitensi, mentre non siamo stati in grado di ottenere altrettanto dagli Stati Uniti.

 

Nel frattempo si è passati al sistema tripolare, che idea si è fatto del Movimento 5 stelle?

Devono superare il loro scheletro nell'armadio: un leader a scopo di lucro. I parlamentari pentastellati lavorano gratis per fornire notizie al blog e vendere banner. Un metodo poco onesto e trasparente.

 

La legislatura si è chiusa. Quale è il futuro di Mauro Ottobre? Lavora per ritornare in Parlamento? Corre alle provinciali? Punta a diventare sindaco di Arco?

Le mie capacità così come i miei limiti, che non ho mai nascosto, sono a disposizione senza alcuna preclusione.

 

 

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