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Chiusa la legislatura, tempo di bilanci. Divina: "I grillini? Impreparati, impossibile lavorarci. Fugatti? Ha fatto danni enormi alla Lega"

Intervista al senatore leghista in Parlamento dal 2006. "Questa legislatura è stata la peggiore per il clima che s'è creato. Il politico che più mi ha stupito in questi anni è stato Cossiga"

Di Giuseppe Fin - 31 dicembre 2017 - 06:01

TRENTO. "Sciogliete le righe" o, per citare Comencini "Tutti a casa". Il 28 dicembre il presidente della Repubblica ha firmato il decreto per lo scioglimento delle Camere ponendo in questo modo fine alla diciassettesima legislatura. Cinque anni che hanno visto impegnati a Roma quattro deputati trentini, Lorenzo Dellai, Riccardo Fraccaro, Mauro Ottobre e Michele Nicoletti e quattro senatori, Sergio Divina, Vittorio Fravezzi, Franco Panizza e Giorgio Tonini. Cinque anni vissuti tra voli e treni, cene e convegni, incontri e dibattiti in Aula.

 

In questi giorni alcuni di loro ci racconteranno questi cinque anni cercando di andare oltre i provvedimenti e i tecnicismi politici. Partiamo con Sergio Divina, 62 anni, eletto con la Lega Nord per la prima volta nel 2006 e riconfermato nel 2008 e nel 2013.

 

Senatore Divina, lei ha appena terminato la sua terza legislatura. Quale giudizio darebbe a questi ultimi 5 anni?

Sono stati i peggiori per il clima che purtroppo si è creato. Ho visto un deterioramento della qualità delle persone presenti in Parlamento. Sono arrivati i grillini che all'inizio hanno usato toni offensivi verso tutti ma con una incapacità totale di gestire la situazione. Nelle commissioni continuavano a chiedere delle sospensioni, non sapevano nulla, ed era impossibile lavorare bene. Poi si sono spaccati a metà. Io li avevo divisi in persone ragionevoli e fanatici. Quelli che reputavo ragionevoli sono tutti usciti dal movimento.

 

E' stata una legislatura con molti cambiamenti. Anche il centro destra ha avuto degli scossoni importanti. Come sono i rapporti all'interno di questa parte politica?

Ci sono state delle fasi alterne, con certi governi non abbiamo mai accettato dei compromessi, poi anche il centro destra ha avuto delle crepe con alcune spaccature. Come Lega, però, siamo ben consapevoli che non possiamo vincere da soli e dobbiamo tenere dei rapporti minimi e cordiali con quelli che sono stati i vecchi e saranno i nuovi alleati. Le fasi di attrito stanno nella dialettica normale. Su certi temi, come l'immigrazione, siamo stati sempre uniti mentre sull'Europa solo parzialmente.

 

Anche la Lega Nord negli ultimi anni si è trasformata arrivando a candidarsi anche nelle regioni del sud. Una cosa impensabile fino a qualche anno fa.

Io voglio pensare che non sia cambiato assolutamente nulla. Noi come Lega Nord siamo nati con un determinato nome e cognome e questo c'è anche nello statuto. Il nostro obiettivo è quello di far amministrare il nord con più autonomia fino all'indipendenza. Abbiamo fatto due referendum, uno in Lombardia e uno in Veneto, per l'autonomia e abbiamo vinto. Poi però siamo andati al tavolo con il governo e dall'altra parte c'è un altro colore politico. Se noi riusciamo ad essere su tutte due le sponde il gioco è fatto. Per fare questo bisogna essere al governo e quindi prendere voti anche dove non si ha una base storica come il sud Italia. Tutto questo significa allungare un po' il percorso per raggiungere l'obiettivo.

 

I suoi rapporti con la Lega come sono?

Ho un rapporto splendido con il segretario Matteo Salvini ma pessimo, purtroppo, a livello trentino.

 

Per quale motivo?

Per me Maurizio Fugatti ha fatto danni enormi al movimento. Spero quando prima che ci sia un congresso per scegliere un nuovo segretario. Fugatti è divisivo. Un segretario deve essere una persona che tiene assieme e che è capace di usare al meglio le energie. Qui invece ci siamo trovati con una persona che dice: o con me o contro di me.

 

In queste tre legislature sarà riuscito anche a conoscere Roma. Le piace come città?

Roma è una bellissima città, bella da vivere e visitare. Purtroppo però come parlamentari non abbiamo visto grandi cose perché si partiva il lunedì oppure all'alba di martedì per fare i tre giorni canonici di assemblea e poi si tornava il venerdì sul territorio. Non c'è tempo per vivere Roma. Dal punto di vista del contesto politico e lavorativo si possono invece fare delle esperienze davvero uniche, gratificanti soprattutto nel ruolo di legislatore per fare delle regole che rendono grande questo nostro Paese. Poi a me è capitato anche di viaggiare all'estero.

Si proporrà come candidato per le elezioni di marzo?

Non sono io che decido di candidare o non candidare. Ci sono gli organi di partito. Dalla Lega Nord ho avuto tanto e sono pronto a dare anche di più ma non so in che ruolo o con quale funzione. Se serve io ci sono.

 

Cosa ne pensa di un suo ritorno ad impegnarsi in Trentino per il partito?

C'è bisogno di sistemarlo il prima possibile e ne ho già parlato anche con Salvini. Per recuperare la nostra armonia, lavorare tutti assieme e per crescere. Basta pensare che tempo fa eravamo in consiglio provinciale con una bella squadra ed oggi invece c'è solo Fugatti.

 

C'è qualche politico che in questi anni l'ha delusa e qualcuno che invece l'ha sorpresa positivamente?

Parlare di delusione vorrebbe dire parlar male dei colleghi e non voglio. Nel passato c'è invece stato un politico che mi ha sorpreso, il senatore a vita Francesco Cossiga scomparso nel 2010. Era una persona che parlava molto poco ma quando lo faceva era una cosa incredibile perché stavi ad ascoltare le sue parole fino all'ultimo. E' stato un maestro di vita anche se a qualcuno non piaceva. Era preciso e puntuale. Oggi persone simili purtroppo non ci sono.

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