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Cia difende la candidatura dell'editore de La Voce del Trentino: "Non ci interessa il suo passato. Chi è senza peccato?". Ma la 'res publica' non era una cosa seria?

Dopo il nostro articolo dove raccontavamo della discesa in campo di Roberto Conci per le elezioni provinciali spiegando come sia stato autore di diverse fake news e in passato abbia avuto vari guai con la giustizia il leader di Agire si schiera al suo fianco. Ma le contraddizioni sono tante

Di Luca Pianesi - 25 marzo 2018 - 22:26

TRENTO. "A noi interessa quello che le persone fanno oggi e non quello che hanno fatto in passato, ognuno di noi, se si guarda indietro ha qualche motivo di rammarico per ciò che avrebbe voluto non fare e per ciò che avrebbe potuto fare. Inoltre, non ci interessano le beghe tra due testate giornalistiche né vogliamo essere tirati in ballo: perché la politica, quella vera, ha ben altri problemi da affrontare e risolvere". Così il movimento Agire per il Trentino, tramite il suo coordinatore politico Claudio Cia a proposito del nostro articolo pubblicato ieri sulla discesa in campo dell'editore della testata online Roberto Conci intitolato "Dalle fake news alla discesa in campo: l'editore de La Voce del Trentino si candida con Agire".

 

Confermata quindi "la nostra stima - spiega ancora Cia -. Perché ciò che dà valore a un cittadino è la sua voglia di mettersi in gioco, metterci la faccia per il bene comune e il signor Roberto Conci, così come tanti altri, ha deciso di fare la sua parte". "Agire per il Trentino – continua la nota – giudica le persone per quello che stanno facendo ora, per il movimento ma soprattutto per la comunità, e non per quello che è stato fatto in passato, crediamo che nessuno sia senza un peccato che l’autorizzi a scagliare la prima pietra".

 

Insomma avanti tutta, dritti alla meta senza remore o ripensamenti. L'editore de La Voce del Trentino, da quanto spiega Cia, sta già facendo molto per Agire (e meno male che si definiva "quotidiano indipendente") e a loro il curriculum di un candidato per le elezioni provinciali non interessa perché in fondo siamo tutti un po' peccatori e quel che conta è la sua voglia di mettersi in gioco non il suo passato. Curiosa posizione, questa, per un movimento politico che, almeno fino a pochi giorni fa, ha giustamente analizzato il passato e il presente di tutti gli avversari politici (l'ultima pochi giorni prima delle elezioni quando interrogavano il presidente della giunta sul passato lavorativo di Panizza se avesse o meno timbrato il cartellino da forestale), che ha sempre preteso comportamenti trasparenti e specchiati agli altri, che invoca la coerenza e chiede giustizia e pene esemplari a ogni occasione.

 

Oggi scopriamo che in realtà anche per Agire "nessuno è senza peccato" e quindi nessuno è autorizzato a scagliare la prima pietra. Se lo ricorderanno gli avversari di Cia alle prossime interrogazioni. Da parte nostra siamo un giornale da sempre garantista e mai (al contrario di altri) giustizialista quindi siamo convinti che tutti meritino seconde occasioni e che la giustizia esista per recuperare il reo, mai per sbatterlo in galera e gettare la chiave. Però siamo anche convinti che a gestire la cosa pubblica ci debba andare non solo "chi si impegna" ma persone dall'alto profilo professionale e morale, con passati di cui andare fieri e presenti da applausi.

 

Quando Cia loda il suo nuovo candidato "per il lavoro che ha fatto nel campo dell’informazione" e perché persona "molto sensibile alle problematiche socialidimentica che proprio Conci con il suo alias (perché non si firmava col suo nome) Andrea Tumiotto, si è reso protagonista di fake news terribili che hanno costretto le forze dell'ordine a distrarre personale ed energie per indagini parallele (come nel caso della notizia, poi rivelatasi totalmente inventata, che era stato trovato un bambino morto in un bidone) e privati ed enti pubblici (come nel caso delle galline che sarebbero state uccise perché malate di aviaria, tutto falso anche in questo caso) a difendersi da accuse aberranti. E questo non è il passato, è il presente lavorativo de l'editore di una testata che ha ricevuto censure, sospensioni e avvertimenti una dietro l'altra (nei primi 10 mesi del 2017, 5 dei 7 provvedimenti disciplinari emessi dall'ordine dei giornalisti sono per Claudio Taverna in quanto direttore della testata di Conci. Sono dati pubblici, altri ne arriveranno, che potete consultare QUI, verificando anche quanti ne abbiamo presi noi: zero).

 

Questo per quanto riguarda il lavoro fatto nel campo dell'informazione, per quanto riguarda la "sensibilità alle tematiche sociali" invece ci sono i guai con la giustizia che vanno dalle ingiurie, alle minacce, alla bancarotta alla resistenza a pubblico ufficiale. Insomma va bene tutto, candidatelo ma almeno non con queste motivazioni. E' come se si andasse a proporre Willy il Coyote spiegando che "è molto bravo a catturare i Road Runner, alias Beep Beep": assurdo.

 

Agire, poi, nel commentare il nostro pezzo di sabato aggiunge che "riteniamo scorretto, utilizzare invece questa notizia, che ci colpisce direttamente, per le note vicende anche giudiziarie, che vedono contrapposte le due Testate Giornalistiche, che sono state sempre correte nei nostri confronti". Le "note vicende giudiziarie", lo precisiamo, sono tutte monodirezionali: due querele ad opera della Voce del Trentino contro di noi perché smentendo le loro fake news li avremmo "diffamati".

 

Ebbene le vicende trattate nei nostri articoli, poi, sono quelle che si sono trasformate in provvedimenti disciplinari dell'ordine nei confronti della stessa Voce. Insomma, per quanto ci riguarda, lo diciamo chiaramente ad Agire, pur sapendo che diffondere fake news è deleterio per la società e molto pericoloso preferiamo che l'editore della Voce resti al suo posto e continui a fare quello che fa adesso. La cosa pubblica è troppo importante. Il movimento di Cia conclude così: "Ricordiamo al Direttore Pianesi che all’interno del Movimento Agire per il Trentino, ci sono ben due organismi che hanno il mandato ufficiale di valutare chi si rende disponibile per la candidatura e che, ad oggi, non ha espresso nessuna decisione in merito sui candidati". Questo vuol dire che, allora, Conci si è proposto usando il suo organo di informazione, senza avere ancora l'ok del movimento, facendo una fuga in avanti? Fosse così: chi ben comincia...

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