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Comune Trento, Andreatta alle prese con il rimpasto, Stanchina: ''La coalizione è finita serve ricostruirla'', Gilmozzi: ''Servono segnali concreti dopo la batosta elettorale''

In molti attendono una decisione da parte del sindaco entro questa settimana. Stanchina e Gilmozzi: "Servono segnali di cambiamento". Tra le ipotesi del rimpasto Bungaro alla Cultura e Salizzoni all'Urbanistica al posto di Biasioli. Sulla presidenza del Consiglio ancora nulla di deciso

Di Giuseppe Fin - 30 ottobre 2018 - 16:47

TRENTO. Una questione non solo di posti e di peso politico ma anche di programma e di capacità di dare una risposta concreta dopo la batosta ricevuta alle elezioni provinciali del 21 ottobre. I tempi stringono e in molti si attendono che il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, comunichi il tanto atteso rimpasto in giunta.

 

La questione di certo non è semplice. Sono due i posti rimasti vacanti a seguito delle elezioni, quello della presidente Lucia Coppola eletta con Futura e quella dell'assessore alla Cultura, Andrea Robol, che ha lasciato il suo posto per potersi candidare con il Partito Democratico, non riuscendo però ad entrare in consiglio provinciale.

 

Le recenti elezioni provinciali hanno però portato anche a dei cambiamenti nei rapporti interni di forza  tra i partiti della maggioranza. L'Unione per il Trentino che attualmente ha due assessori (Chiara Maule e Paolo Biasioli) è stata fortemente ridimensionata dalla scorsa tornata elettorale. Il Patt che in giunta conta anch'esso due assessori (Roberto Stanchina e Tiziano Uez) ha visto aumentare la propria percentuale. A non andare bene è stato anche il Pd che ha visto calare non di poco i propri voti.

 

In tutto questo contesto c'è Futura, la formazione guidata da Paolo Ghezzi a cui sembrano aderire (pur non essendoci stata alcuna comunicazione ufficiale), i quattro consiglieri di Insieme Trento con Vanni Scalfi, Corrado Bungaro, Silvio Carlin e Alberto Salizzoni. Futura, anche in città, ha dimostrato il proprio peso politico ed è irrinunciabile per il sindaco non riconoscerlo. Da qui la decisione, che sembra ormai confermata, di assegnarle due assessorati, uno dei quali sarebbe dato dal Pd e l'altro dall'Upt.

 

Non è stata comunicata dal sindaco alcune decisione ufficiale ma al momento sembra che ad entrare in Giunta per Futura siano Corrado Bungaro per l'assessorato alla Cultura (posto prima occupato dal Pd) e Alberto Salizzoni che andrebbe all'Urbanistica, assessorato occupato ad oggi da Paolo Biasioli. Quest'ultimo sarebbe il “sacrificio” dell'Upt.

 

I punti di domanda che rimangono sono però molti e nella stessa maggioranza una scelta simile già provoca dei mal di pancia. Rimane irrisolta la questione della presidenza del Consiglio comunale. “Il sindaco potrebbe decidere di darla ai consiglieri Paolo Castelli o Salvatore Panetta per riuscire in qualche modo a garantirsi il loro voto” spiegano delle fonti interne alla maggioranza. Nulla però è scontato. C'è anche l'incarico di vice sindaco che dovrà essere dato a qualcuno. Il Patt, che a livello provinciale è uscito dalla coalizione, in Comune sembra al momento preferire i toni bassi pur sapendo di poter rivendicare il buon risultato elettorale avuto. Da segnalare per le Stelle Alpine, la decisione di Alberto Pattini di dimettersi da capogruppo, incarico ora dato a Roberto Stanchina. 

 

Fino a qui lo scambio di posti e la politica dei numeri in consiglio comunale. Questa però non è l'unica questione che sta agitando la maggioranza. La preoccupazione principale per alcuni è che dopo la sonora bocciatura del centro sinistra alle elezioni provinciali, non arrivi dal sindaco e dai partiti alcun segnale di cambiamento. Quello che invece i cittadini si attendono.

 

“La risposta più seria che si deve dare ora è quella del silenzio visto come sono andate le elezioni” è laconico l'assessore del Pd Italo Gilmozzi. Un silenzio che però sembra non rispettare nessuno visto che qualcuno sta già pensando al futuro candidato sindaco della città senza preoccuparsi dei problemi, non pochi, che ci sono oggi.

 

Gilmozzi, contattato telefonicamente, non vuole discutere sul rimpasto e sui numeri in maggioranza. “Dobbiamo affrontare le cose con serietà – ha spiegato a ildolomiti.it - pensare a dare un segnale concreto per far capire che abbiamo imparato la lezione. Se invece continuiamo sulla strada che vedo intrapresa da molti non si risolverà nulla”.

 

A condividere il pensiero è l'assessore del Patt, Roberto Stanchina che chiarisce anche la posizione del partito in Comune. “Siamo sempre stati con questa maggioranza – ha affermato – a differenza di altri abbiamo più volte dimostrato la nostra serietà. Rispettiamo il patto fatto ad inizio legislatura e rimaniamo compatti”.

 

Anche dal Patt si stanno attendendo le decisioni del sindaco Alessandro Andreatta. Allo stesso tempo, però, l'assessore Stanchina non nasconde la necessità di un cambiamento dal punto di vista politico programmatico. Tutto questo partendo da quattro punti programmatici: la chiusura del Prg, il capitolo dei grandi eventi visto l'importanza per la città, il decentramento e ovviamente la sicurezza. “Indipendentemente dai dati percentuali delle forze politiche – ha spiegato Stanchina – in questo momento chiedere assessorati è una follia. Occorre lavorare a testa bassa”. Per Stanchina “serve ripartire con un nuovo slancio dando un messaggio forte di voler cambiare passo. La coalizione del centro sinistra autonomista oggi non esiste più e serve ricostruirla riaprendo un nuovo ciclo”.

 

A parlare di necessità di rilancio è anche per il Cantiere, Renato Tomasi che però si sbilancia per quanto riguarda il rimpasto. “Noi del Cantiere – spiega – con l'abbandono di Panetta e Castelli, siamo stati danneggiati e siamo rimasti in tre con Chiara Maule che è assessore tecnico. In quattro abbiamo due assessori. In Futura sono sempre in quattro ed hanno avuto un ottimo risultato elettorale. Un assessore per forza dobbiamo concederlo noi. Visto anche la questione della presenza femminile in giunta, non credo sarà coinvolta Chiara Maule ma Paolo Biasioli”.

 

I punti sui quali il sindaco Alessandro Andreatta deve ragionare sono quindi molti. I posti in giunta sono solo una delle questioni sul tavolo. L'attesa principale è capire come Andreatta e il centro sinistra decideranno di dare nuovo slancio alla coalizione e su questo la preoccupazione dei partiti di maggioranza è alta.

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