Continua la guerra dei manifesti. I cartelloni di Agire coperti dalle comunicazioni del comune. Cia: ''Succede solo a Borgo, come mai?''
Il grande accusato è il sindaco Dalledonne: "E’ evidente a questo punto che si tratta di un gesto voluto, un atto arrogante, una chiara provocazione rivolta al movimento Agire". Casi analoghi, sempre a Borgo, erano già successi nei giorni scorsi

BORGO VALSUGANA. Ormai è guerra aperta, la guerra dei manifesti che l'amministrazione comunale di Borgo Valsugana ha ingaggiato contro i 'faccioni' di Claudio Cia, i cartelloni con la sua immagine e il simbolo della sua lista che, regolarmente pagati, sono affissi in tutta la provincia.
Dopo le incursioni dei giorni scorsi, armati di colla e scopettone per l'attacchinaggio abusivo, ignoti hanno colpito anche nella notte tra giovedì e venerdì, coprendo i manifesti quasi del tutto. “E’ evidente a questo punto che si tratta di un gesto voluto - dichiara amareggiato Claudio Cia - un atto arrogante che vuole ostentare spregiudicatezza da parte di chi evidentemente si sente le spalle coperte e può muoversi indisturbato. E’ una chiara provocazione rivolta al movimento Agire che probabilmente mira a farci reagire in maniera scomposta, ma fortunatamente crediamo nella legalità e non accettiamo che Borgo venga trasformata nel Far West".
Pochi giorni fa era stato il caso delle affissioni abusive del documento ufficiale di indizione dei comizi elettorali sopra i cartelloni di Agire. "Atto che poteva anche essere derubricato a 'errore di ignoranza' che il Sindaco del paese aveva tentato di giustificare spiegando con un ragionamento surreale che 'il manifesto di ridotte dimensioni non copre né il candidato, né il simbolo'. Un po' come dire - osserva Cia - che se ti rigo la macchina non posso essere chiamato a risponderne, perché tanto il mezzo funziona ancora".
A chi aveva commesso “l’errore” potevano essere già state tirate le orecchie, con un richiamo del sindaco al dipendente che ha affisso in modo errato i manifesti, "invece l’azione è proseguita come se niente fosse fino a che gli spazi privati regolarmente acquistati da Agire sono stati completamente oscurati dai documenti ufficiali delle elezioni provinciali: oltre al manifesto di indizione dei comizi elettorali sono state aggiunte le principali norme per la votazione, l’elenco dei contrassegni depositati dai partiti e gli avvisi per il voto da parte di particolari categorie di elettori".
Insomma, i manifesti di Claudio Cia sono stati usati come un cartellone su cui affiggere ogni sorta di comunicazione. Uno sgarbo che il consigliere prende sul personale: lì, in fondo, c'è la sua faccia. "Abbiamo inviato formale protesta al Comune di Borgo”.
"Come mai Borgo Valsugana è l’unico comune di tutta la Provincia dove succedono questi atti e dove questa situazione viene tollerata? Che sia perché abbiamo qui due candidati? Per una strana coincidenza - osserva Cia - parrebbe che chi si occupa delle affissioni per conto del Comune sia un parente di qualcuno ai vertici dell'amministrazione comunale, che guarda caso nulla ha fatto per evitare intervenire su questi episodi".
Il riferimento sembra essere proprio a Dalledonne, il sindaco in persona, che secondo Agire userebbe queste 'armi improprie' per attaccare Claudio Cia in campagna elettorale. I due una volta erano dello stesso partito, Civica Trentina, poi Cia se ne andò per formare Agire. Ora corrono insieme per sostenere Maurizio Fugatti presidente, ma le schermaglie sembra siano quelle degli avversari dei fronti opposti.












