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Contro il degrado arriva l'Esercito. A Trento il Patt vota con la Lega e l'M5S e rompe con la maggioranza

Alla fine il Partito autonomista dà ragione alla Lega che aveva proposto la stessa cosa due anni fa. Ma i tempi si vede che non erano maturi, oggi lo sono. Il Pd e il Psi: "Questa sera ci troviamo su posizioni diametralmente opposte a quelle portate avanti anche da Patt e Gruppo misto". Antonia Romano: "Si torni a votare. Governano i partiti di destra. Si metta fine a questa farsa"

Di Luca Pianesi - 23 maggio 2018 - 21:42

TRENTO. Alla fine il Patt, in Comune a Trento, ha giocato di sponda con la Lega e il Movimento 5 Stelle e ha rotto con il Pd e il centrosinistra, almeno per questa sera. Perché? Per avere l'esercito in città, per ''combattere il degrado''. “La situazione della sicurezza a Trento non è più sostenibile – aveva spiegato il capogruppo delle Stelle alpine Alberto Pattini a fine dicembre quando si era pensato alla mozione – e in città abbiamo la divisione Julia che può dare una mano”. A Moranduzzo e alla Lega era venuto, metaforicamente, da ridere perché la stessa identica cosa l'avevano proposta loro a gennaio 2016 ma all'epoca, si vede, che per il Patt i tempi non erano maturi.

 

Oggi lo sono diventati e la vittoria, a questo punto, è tutta di marca leghista. Evidentemente avevano ragione loro e questo Patt ha solo fatto perdere due anni all'amministrazione per dare il via all'operazione strade sicure. Assieme al Patt hanno votato anche i consiglieri Panetta e Castelli mentre contrario si è espresso il gruppo guidato da Vanni Scalfi.

 

Contrari e coerenti con la loro posizione i consiglieri del partito di maggioranza, il Pd. Per i democratici l'esercito per le strade di Trento non aveva senso allora e non ha senso oggi. "Il gruppo comunale pd-psi ha convintamente respinto i punti proposti dai consiglieri della Lega che chiedevano la militarizzazione della città di Trento. Convintamente - spiegano i consiglieri di Pd e Psi - impegnati per far crescere la sicurezza nella nostra città tutta, con proposte, richieste e misure condivise con l’aula. Questa sera ci troviamo invece su posizioni diametralmente opposte a quelle portate avanti anche da Patt e Gruppo misto. Il campo valoriale comune del centro sinistra autonomista rimane per noi ancora il punto fermo del nostro programma. Ai nostri alleati l’incoerenza del rispetto del progetto politico".

 

Molto critica la consigliera Antonia Romano che spiega come "Trento sia una città ingenerosamente descritta come costantemente in balia di bande di delinquenti". "In piena armonia - prosegue - le destre che siedono in aula, dalla Lega al Patt passando per il M5S hanno dato ampio spazio alla retorica del decoro urbano. È solo l'assaggio dell'interpretazione securitaria e razzista, militarista e antidemocratica che caratterizzerà la politica del nuovo governo italiano. Il centrosinistra autonomista si spacca e rivela in modo inconfutabile l'inconsistenza del cartello elettorale che ha portato Andreatta alla carica di sindaco. Emerge evidente la necessità di porre fine a questo mandato da parte di un sindaco non più sostenuto dalla sua maggioranza. Non ha più senso. La maggioranza è altro, governa da tempo ed è di destra. Poniamo la parola fine a questa insopportabile farsa".

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