Dal 1 gennaio compensi per i presidenti di circoscrizioni, la proposta arriva in Comune
In Consiglio comunale Massimo Ducati ha depositato un ordine del giorno per prevedere i compensi ai presidenti degli enti locali. Si ritorna a discutere di questa tematica, che comprende anche le fusioni, dopo lo stop poco prima delle elezioni politiche di marzo

TRENTO. Qualcosa si muove sul fronte dei compensi ai presidenti di circoscrizione. Un ordine del giorno di Massimo Ducati, consigliere comunale in quota Cantiere civico, collegato alla variazione di bilancio di previsione 2018-2020 per il riconoscimento economico per i vertici degli enti locali. Se tutto andasse per il verso giusto, si partirebbe già dal 1 gennaio 2019.
Sono tanti i malumori dei presidenti, che si adoperano per la comunità e lamentano il fatto di perdere soldi, oltre al tempo. Questo a fronte di zero riconoscimenti, nemmeno un rimborso spese per cellulare oppure benzina. Una problematica che però, almeno fino a questo momento, la politica fatica ad affrontare. Circoscrizioni che svolgono anche un ruolo di decentramento e forniscono diversi servizi al cittadino.
Un altra criticità messa in luce è la difficoltà a impegnare i giovani. Spesso le circoscrizioni rappresentano un momento di avvio alla politica e se si deve solo dare, diventa improbabile impegnare le nuove leve a fronte degli impegni e delle richieste dei cittadini.
Questo tema sembrava al punto di svolta già nel corso della primavera scorsa, ma poi era arrivato lo stop in occasione delle elezioni politiche. Il Pd e la maggioranza di governo comunale avevano tirato il freno: non volevano che un eventuale provvedimento venisse strumentalizzato.
Ora, passate anche la chiamata alle urne per le provinciali, ecco che ritorna sul tavolo l'argomento del riconoscimento economico per i presidenti di circoscrizione.
L'emolumento che prendevano in passato i presidenti (il 50% dello stipendio di un assessore, circa 1.600 euro al mese) e il gettone di presenza riconosciuto ai consiglieri, sono stati tolti qualche anno fa. Quest'ultima consiliatura non è più riuscita a fare votare dal consiglio una delibera ad hoc, la maggioranza è andata sotto quando ha chiesto di reintrodurre i nuovi emolumenti calcolati sulla base del 10% della retribuzione del sindaco.
Forse i tempi non erano maturi, mentre il fronte sembra bipartisan per riconoscere, almeno ai presidenti, un riconoscimento minimo. Ma quello delle retribuzioni non è l'unico argomento sul tavolo.
Dopo anni di confronto a tutti i livelli in tema di decentramento, emerge ancora una volta l'esigenza di rinnovare le circoscrizioni: da un lato salvare le funzioni principali tra le quali quelle di "sviluppare comunità" e presidiare il territorio, dall'altro accorpare gli enti locali per razionalizzare le funzioni.
E tra le ipotesi ci sono le fusioni tra Meano e Gardolo, Ravina e Romagnano, Sardagna e Sopramonte, Povo e Villazzano, senza dimenticare la città che potrebbe scendere a due circoscrizioni.












