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''Discorso preoccupante di una destra autoproclamata cristiana''. Opposizioni e associazioni contro il 'Fugatti-pensiero'

Da Futura al Pd ai 5 Stelle: "Strumentalizzazione dei simboli religiosi, svolta valoriale allarmante". Nella presentazione delle linee programmatiche il governatore chiede crocifissi nelle sedi istituzionali e presepi nelle scuole

Di Donatello Baldo - 28 novembre 2018 - 05:01

TRENTO. La sintesi della 'svolta leghista' impressa da Fugatti al Trentino, enunciata nella sua presentazione delle linee programmatiche davanti al Consiglio provinciale, la fa il consigliere di Futura Paolo Ghezzi con un tweet: "Via gli stranieri e viva i presepi. È la coerenza del presidente della Provincia di Trento, il proconsole di Matteo Salvini. La destra autoproclamata cristiana".

 

Infatti il succo è questo della relazione del nuovo governatore: un cambio di passo che inizia da un nuovo manifesto dei valori: la famiglia è soltanto quella tra uomo e donna. la religione come fondamento della comunità trentina, i simboli della cristianità usati come brand per identificare la svolta valoriale. Presepi e crocifissi

 

"E' la destra autoproclamata cristiana, legata ai simboli, che però non ha nessun riscontro sulla vasta gamma dei valori evangelici che parlano anche di accoglienza, inclusione, non giudizio. E' una chiamata ai valori. Come Salvini, il suo capo, che sventola crocifisso e vangelo in funzione nazionalista".

 

"Fugatti sventola presepe e crocifisso in versione autonomistica, parlando di nazionalità trentina citando addirittura Pruner. Un linguaggio - afferma Ghezzi - che francamente mi sembra di altri tempi. L'unico accenno all'Europa è per dire che se ne occuperà Bisesti", dice con un accento di ironia. 

 

"E' un discorso preoccupante - spiega - da molti punti di vista. Servirà forse a rinsaldare quelli che lo hanno votato, ma c'è anche chi non lo ha votato e un intervento sulle linee programmatiche avrebbe dovuto tenerne conto. Mi sembra allarmante per questo: non siamo in campagna elettorale, si tratta del discorso programmatico"

 

"Ci si sarebbe aspettato un altro intervento - ammette il consigliere di Futura - ma il governatore Fugatti sceglie di fare il capopopolo. Diciamolo però, questo non è di sicuro un discorso di caratura istituzionale". 

 

In una prossima seduta ci saranno gli interventi dei consiglieri, che apriranno il dibattito sulla relazione del presidente. "Ce lo studieremo - dice Ghezzi - anche se c'è ben poco da studiare. Quello che emerge è una grande genericità sugli impegni, a cominciare da quelli sui danni dell'alluvione. Sul resto solo slogan".

 

Di preoccupazione parla anche Alessio Manica, consigliere provinciale del Pd: "Si conferma l'enorme abisso di distanza di visione tra noi e loro, sia dal punto di vista valoriale che di sviluppo. Niente di nuovo - afferma - ma tutto molto preoccupante. Richiami strumentali ai valori cattolici, un'idea di mobilità vecchia e datata".

 

"La sua idea di sviluppo si fonda su passi indietro. Il mondo - chiude Manica - è più complesso di come lo ha descritto Fugatti. La sua relazione? Peggio di quanto ci si poteva aspettare". 

 

Anche Alex Marini, consigliere provinciale dei 5 Stelle interviene nel dibattito: "Ho sentito questo richiamo al cristianesimo e sono rimasto sorpreso negativamente. In God We Trust, ma Dio non dovrebbe entrare nelle istituzioni. Poi mi sembra che il cristianesimo parli di accoglienza, di condivisione, di valori di cui non c'è traccia nella relazione del presidente. Il vangelo non parla di business e di speculazione come quella che deriverà dalla politica di Fugatti sulle opere pubbliche". 

 

"Nell'ansia di imitare il suo 'capitano' - scrivono i Laici Trentini -  il nuovo presidente Fugatti vuole a tutti i costi mandare segnali del suo insediamento, con l'effetto di confermare che la storia, quando si ripete, lo fa in forma farsesca. Dopo i vigilantes per scongiurare l'acido urico sulle antiche pietre ora l'obbligo di presepe e crocifisso nelle scuole".

 

"Siamo tuttavia disposti a comprendere le preoccupazioni di Fugatti e il suo desiderio di una metaforica riconquista di Gerusalemme in questi tempi degenerati di sentimenti anti-italiani, basandoci sul tanto invocato principio di reciprocità. Si potrebbe proporre - affermano con ironia - di affiggere l'immagine di Mattarella in Duomo".

 

"Come Laici Trentini per i Diritti Civili ci chiediamo se queste sparate siano frutto di libagioni eccessivamente annaffiate in questi primi giorni di visite post elettorali. Se così non fosse - concludono - tali proposte troveranno in noi e nella costituenda Consulta trentina per la laicità delle Istituzioni una fermissima opposizione".

 

In nome di ipotetiche radici cristiane si vuole fare un balzo indietro di decenni - afferma invece Massimiliano Piffer dell'Associazione Mazziniana italiana - quando ancora esisteva una religione di Stato ed un dato culto era reputato superiore ad un altro. La nostra Costituzione garantisce la laicità delle Istituzioni, un principio che oggi, per guadagnare il consenso di chi è spaventato dai cambiamenti in corso, viene messo in dubbio proprio da chi, come Fugatti, la nostra Carta costituzionale ha giurato di difenderla”.

 

“Benché il cristianesimo sia presente in Europa da secoli - conclude Piffer  - non significa che le radici della nostra terra siano cristiane: dal punto di vista storico e politico l’Europa moderna è infatti più figlia di quelle ben più antiche radici greco-romane e dei valori di libertà, uguaglianza e fratellanza nati dalla Rivoluzione francese”.

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