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Donne in Giunta, solo Valer e Tonini per il 50%. La candidata della sinistra: ''Potrebbe essere il contrario dell'ultima, solo un uomo e tutto il resto donne''

Emanuele Corn ha chiesto di considerare la possibilità di una parità di rappresentanza tra assessori e assessore. Degli altri candidati alla presidenza nessuno si prende impegni, Fugatti: "Sicuramente ci sarà la rappresentanza femminile", ma il numero lo deciderà solo in caso di vittoria, dopo le elezioni

Di Donatello Baldo - 01 ottobre 2018 - 19:29

TRENTO. Il Consigliere di Parità ha scritto una bella lettera a tutti i candidati e all'unica candidata presidente. "Qualcuno/a di voi sarà eletto alla carica di governatore/rice - scrive Emanuele Corn - e al momento della nomina della Giunta ricordatevi della rappresentanza femminile".

 

"Tutti/e voi avete compiuto la scelta di candidarvi perché intendete promuovere un grande cambiamento nella nostra Provincia. Con questa nota - scrive Corn - vi voglio spingere davvero a farlo con il vostro primo atto politico: la formazione della nuova Giunta che, con voi, potrà essere la prima nella storia del Trentino in cui donne e uomini sono egualmente rappresentati. L'uguaglianza di genere non è una lotta di una parte contro l'altra: è una vittoria di tutti e un mandato costituzionale".

 

Leggi specifiche che obblighino a una percentuale di donne in Giunta non ce ne sono. Ma esiste una legge nazionale che riguarda tutte le amministrazioni dei Comuni superiori ai 3 mila abitanti, dove nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento. "Se questo vale per ogni medio-piccolo Comune in tutta Italia - osserva il Consigliere di Parità - perché non può valere per tutto il Trentino?".

 

Domanda legittima, che però viene un po' snobbata da quasi tutti i candidati presidenti (e il maschile è usato a proposito). Solo l'unica candidata donna è pronta a invertire la percentuale di donne in Giunta. Da notare che nell'ultima, ce ne sono state solo due, Sara Ferrari e Donata Borgonovo Re. Quest'ultima, dopo la 'defenestrazione', è stata sostituita con Luca Zeni, riducendo a una sola la presenza femminile in Giunta. 

 

"Se la Giunta la dovessi formare io - spiega quindi Antonella Valer, che corre sostenuta da Liberi e Uguali e da l'Altro Trentino a Sinistra - come minimo la presenza femminile sarà del 50%, ma nessuno deve stupirsi se invece saranno solo un uomo e sei donne. Nessuno si è stupito nella scorsa legislatura quando era il contrario". 

 

 

"La proposta del Consigliere di Parità - afferma - è sensata e condivisibile. Ho incontrato Emanuele Corn nei giorni scorsi, la sua proposta me l'ha consegnata a mano, condividendola in pieno". Sulla possibilità, almeno in linea di principio, di nominare una giunta al 50% femminile, si dice favorevole anche il candidato dell'Alleanza democratica e popolare per l'Autonomia

 

"Bisognerà vedere quante saranno le elette - spiega Giorgio Tonini, che corre per la presidenza sostenuto da Pd, Upt e Futura - ma la mia intenzione sarebbe quella di fare una giunta per metà composta di donne". E sarebbe già una rivoluzione per il Trentino che sulla parità di genere nelle istituzioni è sempre stata fanalino di coda.

 

Solo gli esponenti di sinistra e centrosinistra si prendono impegni e cercheranno di attuare il consiglio del Consigliere di Parità. Tutti gli altri candidati rimangono sul generico. Come Ugo Rossi, candidato del Partito Autonomista Trentino Tirolese che dice questo: "Nessuna differenza per me fra i generi. Si valuta in base alle competenze e attitudini. Poi chiaro le leggi vanno sempre rispettate".

 

Come dicevamo, però, le leggi specifiche il Trentino non se le è mai date sulla composizione per genere della Giunta. Se n'è guardato bene. Afferma, il governatore uscente, di valutare in base alle competenze: significa che delle cinque donne presenti nella maggioranza che l'ha sostenuta, solo a due (e poi a una) le riconosceva. La sua Giunta era enormemente sbilanciata sul genere maschile.

 

"Sicuramente ci sarà la rappresentanza femminile", rassicura Fugatti, leader dello schieramento di centrodestra. "In quale numero - precisa - lo decideremo se vinceremo le elezioni al momento opportuno". Nessun impegno, quindi. E nemmeno Filippo Castaldini di CasaPound entra nelle percentuali di quante donne porterà nella sua eventuale Giunta, lasciando comunque aperta la possibilità di una maggioranza femminile se queste fossero più competenti degli uomini. 

 

"Per quanto riguarda le donne in politica ovviamente sono più che favorevole - spiega Castaldini - e il nostro movimento da questo punto di vista è molto avanti dal momento che sono molte le ragazze giovani e le donne che fanno attivismo a prescindere dalle candidature. Credo però che la legge sulla parità di genere nelle liste, e in generale un obbligo di parità, non sia la soluzione ma anzi una misura umiliante per la donna".

 

"In politica, come ovunque, si deve ragionare sulle capacità e non sul genere - puntualizza il leader di CasaPound - quindi se un domani avessi candidate donna più capaci degli uomini non vedo perché dovrei privarmene per una legge che stabilisce la parità".

 

Paolo Primon, che corre con Popoli Liberi, non ci sta: "Abbiamo come capolista una donna, ma siamo contrarissimi alle quote rosa. Allora dovremmo farle anche dei transgender, dei nonni, dei giovani. Quella delle quote è una cosa da Medioevo. L'importante è considerare il valore e le competenze". 

 

Dello stesso avviso anche Roberto De Laurentis, candidato presidente sostenuto dal suo movimenti Tre. "Se ci sono donne in gamba, nessun problema a portarle in Giunta. Anche da imprenditore - dice De Laurentis - delle competenze delle donne ho sempre tenuto conto. Valuto le competenze, le intelligenze, e ho una lista in cui sono presenti donne valide a cui posso attingere con tranquillità".

 

Laconico Filippo Degasperi, candidato presidente per i 5 Stelle: "Dipende dalle scelte degli elettori dato che le giunte si fanno con i consiglieri. Quindi se gli elettori scelgono donne, le donne saranno in giunta". Altrimenti no, ovviamente. 

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