Doppia preferenza e donne in lista nelle elezioni comunali, la Regione dice ancora no. A favore solo Verdi e Pd

BOLZANO. Le norme che regolano le elezioni comunali sono contenute in una legge regionale, ma diversificate tra Trentino e Alto Adige. Oggi si è provato a unificarle, per lo meno in quello che riguarda la presenza dei due generi nelle liste. La consigliera dei Verdi Brigitte Foppa ha depositato un disegno di legge che però non è nemmeno stato messo in discussione, rigettato da tutti i capigruppo ad esclusione ovviamente dei verdi e del Pd.
Niente da fare, quindi, e nemmeno questa volta il principio della parità di genere, fosse anche solo per la presenza in lista, è saltata per la contrarietà di 33 consiglieri sui 45 presenti. Non che si volesse sovvertire chissà cosa, perché la proposta era minima. Foppa chiedeva che "in ciascuna lista di candidati nessuno dei due generi possa essere rappresentato in misura inferiore ad un terzo del numero effettivo di candidati e candidate in lista". Nemmeno la metà, quindi, ma solo un terzo.
L'altra modifica contenuta riguardava la raccolta firme per i soggetti che si presentano alle elezioni comunali e la consigliera regionale Sara Ferrari ha presentato l'emendamento che tentava di introdurre la doppia preferenza. Un tentativo già fatto nel 2015, ma bocciato anche in quella occasione.
La volontà, allora come oggi, era quella di avvicinare la normativa per l'elezione dei consigli comunali a quella nazionale che prevede per tutti i comuni sopra i 5 mila abitanti della doppia preferenza di genere, oltre che la parità dei generi in lista.
Ma come abbiamo detto, nemmeno questa volta la proposta è passata. Solo Verdi e Partito democratico erano a favore, seppur ci sia stata una maggioranza trasversale con il favore anche di altre donne sedute nel Consiglio, tra cui Manuela Bottamedi.












