Fugatti taglia le spese della Provincia: ''Autorizzato solo il 30% di quelle previste''. La scure si abbatte per recuperare i danni del maltempo
La decisione è stata comunicata ai dirigenti provinciali "a seguito dei danni causati dal recente evento calamitoso". Deroghe soltanto per pagare gli stipendi e le bollette

TRENTO. La conta dei danni del maltempo oscilla tra i 250 e i 300 milioni di euro, una bella somma che andrà a pesare sul bilancio provinciale. Una spesa non prevista che Maurizio Fugatti si è trovato ad affrontare fin dal primo giorno del suo insediamento. E' necessario correre ai ripari, ma la speranza nell'aiuto dal governo nazionale non è per nulla sufficiente: c'è bisogno, da subito, di tirare la cinghia.
Proprio per questo il nuovo governatore ha inviato una nota ai Dirigenti generali, ai Dirigenti di Servizio e ai Responsabili di Unità di missione: "Indicazioni operative per l'utilizzo delle risorse finanziarie autorizzate sul bilancio 2018-2020 - questo l'oggetto - a seguito dei danni causati dal recente evento calamitoso nelle more della definizione della manovra finanziaria 2019-2021".
Le prescrizioni sono draconiane: "Non potranno essere assunti impegni di spesa per un importo superiore al 30% degli stanziamenti autorizzati, ivi compresi gli impegni già assunti". E ancora: "E' sospesa l'adozione di piani, programmi e altri documenti di natura programmatoria dai quali possano derivare impegni di spesa".
Sospesa anche la pubblicazione di bandi di gara per opere pubbliche, anche di quelli i cui progetti siano già stati approvati. Sospesi l'affidamento di nuovi incarichi di progettazione e l'assegnazione di risorse di parte capitale ai Comuni e alle Comunità.
Gli unici sforamenti ammessi, oltre il 30%, sono per i pagamenti delle forniture e per il personale, oltre agli interventi cofinanziati (con Europa e Stato) e gli impegni di spesa a cui corrisponde una copertura certa, come l'assistenza ai richiedenti asilo garantita dallo Stato.
Una decisione di non poco conto che inciderà notevolmente sulla programmazione dei singoli assessorati, che si troveranno a fare i conti con una minor capacità di azione e con limitazioni drastiche. Ma i conti devono tornare, perché a un'uscita - se non c'è un'entrata - deve corrispondere un risparmio lineare su tutte le spese della Provincia.
L'altra possibilità, per correre ai ripari dell'esborso straordinario, è quella dell'indebitamento, un'opzione che i tecnici della Provincia stanno valutando con attenzione. L'obiettivo è quello di evitare una riduzione del bilancio provinciale, già a rischio contrazione per le nuove politiche fiscali del governo nazionale che porteranno a un minor gettito e di conseguenza a minori trasferimenti.













