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Gioco d'azzardo, Borgonovo contro Zeni: ''Le sue sono preoccupazioni infondate''. L'assessore replica e con lui si schiera Manica

Continua a far discutere il voto favorevole dato dall'assessore alla sanità ad un emendamento (quello di Bezzi il quale racconta di averlo discusso proprio con Zeni e Rossi) che certo non va nella direzione di fare del bene alla salute dei cittadini. Ci sono motivazioni giuridiche che per l'ex assessora sarebbero infondate. Le posizioni dell'uno e dell'altra e di quella del Gruppo (quale in questo caso?) del Pd

Di Luca Pianesi - 02 agosto 2018 - 20:28

TRENTO. "Non si capiscono le motivazioni addotte dall’attuale titolare della delega alla salute in giunta provinciale. Preoccupazioni prive di fondamento, le sue, che inquietano ancor più chi ha bocciato l’emendamento e, soprattutto, chi vive sulla sua pelle i problemi che la legge del 2015 voleva contribuire a risolvere". Non usa mezze parole l'ex assessora alla sanità Donata Borgonovo Re riferendosi al collega di partito Luca Zeni che si trova al centro della vicenda legata all'emendamento Bezzi, quello che sposta al 2022 l'entrata in vigore della norma sul divieto di collocare slot machine e Vtl in un raggio inferiore ai 300 metri da luoghi sensibili come scuole, centri per gli anziani, asili. 

 

E Zeni replica a stretto giro di boa per evitare - scrive - che tramite Borgonovo Re vengano diffuse ''notizie non corrette'': "Che la questione non sia stata definita dalla Corte - scrive - è purtroppo dimostrato dai contenziosi in corso. Basti pensare che a Bolzano vi sono 20 ricorsi di case da gioco in atto che hanno ottenuto la sospensiva al Consiglio di Stato, pur essendo scaduto il termine li previsto, e quindi sono tuttora attive". E gli dà sostegno Alessio Manica che scrive a nome del Gruppo del Pd (verrebbe da chiedersi quale gruppo, in questo caso, visto che in occasione di questo voto con Zeni del Pd hanno votato solo lui e Maestri mentre contro hanno votato Plotegher, Civico, Borgonovo Re, Ferrari e Olivi non si è espresso) spiegando che l'approvazione ''non mette in alcun modo in discussione la linea del Pd'' e attacca Borgonovo scrivendo che ''per questo ritengo inopportuno marcare pubblicamente dei distinguo di pensiero''.

 

Per fortuna, però, dei distinguo di pensiero ci sono stati su questo tema (come dimostrato al momento del voto in aula) e il Pd è riuscito a non perdere la faccia con il mondo delle associazioni che si battono contro la ludopatia e le dipendenze, proprio grazie a chi i distinguo li ha fatti. Comunque è chiaro che continua a far discutere l'approvazione dell'emendamento Bezzi da parte del consiglio provinciale e continua a far discutere il voto favorevole dato soprattutto dall'assessore alla sanità. Un emendamento che il consigliere di Forza Italia ha spiegato di aver discusso proprio con Zeni e con Rossi aggiungendo che "se non fossero stati d'accordo forse non l'avrei nemmeno proposto''. Parole smentita dallo stesso Zeni che ha aggiunto che quello è un emendamento frutto di ''un consigliere di opposizione''.

 

Ma non si placano le polemiche. Il Dolomiti ha ricostruito che Zeni, poco più di un anno fa, aveva preso parte a un convegno sul gioco d'azzardo al quale avevano partecipato quelli che all'indomani dell'approvazione dell'emendamento hanno espresso la massima felicità. Il Milton Friedman Institute, infatti, è stato il primo a complimentarsi con il consiglio provinciale. Un'associazione composta da molti ''portatori di interessi'' nel mondo del gioco d'azzardo al cui interno vi sono figure nostrane (il sondaggista Andrea Maria Villotti, il lobbista Alessandro Bertoldi e il capogruppo del centrodestra a Bolzano Gabriele Giovannetti), studiosi e politici

 

Tra i vari anche ex sottosegretari, sindaci, l'attuale presidente dell'Associazione Concessionari di Apparecchi da Intrattenimento, Geronimo Cardia, e il presidente della Sts-Fit Sindacato Totoricevitori Sportivi - Federazione Italiana Tabaccai. E vi abbiamo raccontato anche che membro del consiglio scientifico di questo istituto è il direttore della società Quaeris Giorgio De Carlo, società che proprio per il Pd del Trentino ha lavorato in più di un'occasione per elaborare sondaggi e statistiche. Società che ha strutturato anche lo studio "Trentino: prima analisi sul gioco. Ipotesi e proposte per una nuova legge'' presentato proprio a quel convegno con Zeni, un convegno patrocinato dalla Provincia e che ha visto tra i relatori anche De Carlo, Villotti e Cardia (oggi tutti membri del Friedman Institute).

 

Un convegno che voleva dimostrare come più che chiudere i locali con le slot vicine ai luoghi sensibili sarebbe meglio lavorare sulla prevenzione e sulla formazione (tra l'altro cose già previste anche nella legge provinciale del 2015). Ma al di là dei retroscena quel che è certo è che l'assessore alla sanità ha dato il suo ok a una norma che certamente non aiuta la salute dei cittadini e se ne sono accorte le associazioni, anche nazionali, che si occupano di ludopatia e di dipendenza da gioco d'azzardo (QUI L'ARTICOLO) che hanno anche chiesto esplicitamente di correggere la legge (QUI ARTICOLO).

 

Sia il ''fantomatico'' Gruppo del Pd, con Alessio Manica, che Zeni fanno riferimento a motivazioni commerciali e giuridiche per aver dato l'ok allo spostamento della norma. Sul tema è arrivato un comunicato di Borgonovo Re al quale ha replicato pochi minuti dopo Zeni e al quale si è accodato Manica. Li pubblichiamo tutti e tre in ordine cronologico

 

Borgonovo

Con riferimento alla discussione apertasi sull’emendamento approvato dal Consiglio provinciale in sede di assestamento di bilancio con il quale si rinvia di ulteriori due anni l’obbligo di trasferimento delle sale da gioco collocate in zone sensibili, vorrei intervenire con una precisazione. La Corte costituzionale già nel 2011 (con la sentenza n. 300) aveva riconosciuto, proprio alla provincia di Bolzano, la facoltà di disciplinare la materia introducendo limiti e regole restrittive per l’installazione di apparecchi in esercizi pubblici e per l’apertura di sale da gioco.

 

Recentemente, con la sentenza 108 del 2017, sempre la Corte ha nuovamente ribadito la competenza dei legislatori regionali (e provinciali) nello stabilire, con proprie norme,  interventi di prevenzione del fenomeno della dipendenza “anche attraverso una limitazione della ubicazione territoriale delle sale adibite al gioco o la regolazione dei relativi orari, o in generale a imporre obblighi e divieti a protezione delle fasce deboli della popolazione che con più probabilità potrebbero essere esposte al rischio di sviluppare una dipendenza di carattere patologico”.

 

Le regioni e le province autonome si vedono quindi legittimate con forza ad introdurre norme severe se non ad inasprire le norme esistenti per arginare, attraverso la prevenzione, un fenomeno sociale di drammatica intensità. E che gli stessi giudici amministrativi tengono in adeguata considerazione respingendo, da anni ormai, i ricorsi presentati dagli esercenti delle sale da gioco, interessati ovviamente a non vedersi ridurre le possibilità di guadagno.

 

Non si capiscono dunque le motivazioni addotte dall’attuale titolare della delega alla salute in Giunta provinciale che giustifica l’adozione della nuova norma in ragione dei potenziali ricorsi che potrebbero colpire la norma provinciale i cui effetti si sono voluti rinviare di altri due anni (oltre ai cinque stabiliti nel 2015). Preoccupazioni prive di fondamento, le sue, che inquietano ancor più chi ha bocciato l’emendamento e, soprattutto, chi vive sulla sua pelle i problemi che la legge del 2015 voleva contribuire a risolvere.

 

 

Zeni

Con riferimento alle dichiarazioni odierne della consigliera Borgonovo, al fine di non diffondere notizie non corrette, informo la consigliera che: la Corte Costituzionale ha ritenuto compatibile i distanziometri con il decreto Balduzzi; quindi in linea generale dichiarando legittimo la facoltà di porre delle limitazioni al gioco da parte delle Regioni; la stessa Corte nelle motivazioni non si esprime sull’effetto espulsivo delle disposizioni, ossia sulla concreta portata dei raggi d’interdizione delle disposizioni, ponendo anzi la questione come potenzialmente problematica.

 

Che la questione non sia stata definita dalla Corte è purtroppo dimostrato dai contenziosi in corso. Basti pensare che a Bolzano vi sono 20 ricorsi di case da gioco in atto che hanno ottenuto la sospensiva al Consiglio di Stato, pur essendo scaduto il termine li previsto, e quindi sono tuttora attive. Chiarito tutto ciò è quindi evidente che il rischio di contenziosi esista anche in Trentino, e pertanto la presa di posizione della collega non risulta corretta nel merito.

 

Rimango a disposizione della stessa e di altri che volessero approfondire questa od altre questioni, anche nel rapporto istituzionale diretto e personale senza dover ricorrere alla stampa con il rischio di confondere rispetto al merito delle questione.

 

 

Manica

In riferimento al tema della ludopatia il Partito Democratico del Trentino ha costantemente lavorato per contrastare e prevenire una pratica che colpisce soprattutto le persone fragili, impegnandosi intensamente sul piano della prevenzione, della formazione e della cura. E’ stato il PD a promuovere l’approvazione della legge 13 del 2015 “Interventi per la prevenzione e la cura della dipendenza da gioco”, che introduce restrizioni e limitazioni alla diffusione delle slot machine e di macchine affini. Con riferimento all’emendamento proposto dal Consigliere di minoranza Bezzi, che prevede per le sole case da gioco esistenti una proroga rispetto all’obbligo di chiusura qualora non rispettassero le distanze previste dai cosiddetti luoghi sensibili, la Giunta ha comunicato ai Gruppi il proprio parere favorevole sulla base di ragioni di ordine commerciale, giuridico e di difficoltà di applicazione della norma. L’emendamento è stato quindi oggetto di una lunga mediazione e proprio grazie al lavoro del Gruppo del PD è stato profondamente rivisto e mitigato nella sua azione, che nelle intenzioni del proponente doveva essere molto più ampio, fino all’annullamento completo dell’obbligo di spostamento, e escludendo esercizi quali bar e tabacchini dalla proroga. Questo non mette in alcun modo in discussione la linea del Partito Democratico e della maggioranza, che sul tema delle prevenzione e del contrasto alle dipendenze ed alla ludopatia è sempre stata chiara. Il Gruppo del PD ha agito con spirito di responsabilità verso la Giunta e con l’obiettivo di sbloccare l’approvazione dell’assestamento di bilancio. Alcuni Consiglieri del Gruppo democratico hanno ritenuto comunque di votare in dissenso alla maggioranza. Scelta mai felice ne facile, che abbiamo accettato data la delicatezza del tema. Non è stato un voto semplice nemmeno per chi nel Gruppo ha sostenuto la mediazione. Per questo ritengo inopportuno marcare pubblicamente dei distinguo di pensiero.

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