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| 13 ott 2018 | 18:46

Gli scivoloni di Andrea Merler, prima la lettera ai colleghi avvocati zeppa di errori e poi l'invito a votare ''per un solo soggetto maschile''

"Affianco" al posto di "a fianco", frasi démodé e altri errori nel suo appello al voto rivolto agli avvocati in molti rimasti allibiti per quanto letto. E sul suo 'santino' l'indicazione sibillina che ha fatto arrabbiare altre candidate

di d.b.

TRENTO. Una doppietta di scivoloni per il candidato di Civica Trentina Andrea Merler. Prima una lettera sgrammaticata spedita ai colleghi avvocati per chiedere il sostegno alla sua candidatura e successivamente un post su Facebook in cui pubblica il suo 'santino' dove c'è scritto, in bella evidenza, "Attenzione, si può votare solo un soggetto maschile". 

 

Un'affermazione, quest'ultima, che seppur corretta da un punto di vista della norma sulla doppia preferenza di genere è stata considerata 'maschilista' da alcune donne. Certo che si può votare solo un soggetto maschile, ma anche un soggetto femminile. Si chiama appunto doppia preferenza. Quel che non si può fare è votare due persone dello stesso sesso.

 

"Si può votare per un solo soggetto maschile - scrive la candidata di Futura Giulia Bortolotti, citando il testo del volantino di Merler - e questa è l'indicazione di voto di un candidato di Civica Trentina. Non è certo un promotore della legge di parità di genere - afferma - loro le donne le vogliono a casa". E aggiunge gli hashtag #BENTORNATOMEDIOEVO e #IOVOTOLEI.

 

Dicevamo anche della lettera, quella che il candidato-avvocato ha spedito a molti suoi colleghi, costellata di arcaismi un po' démodé, di refusi e brutti errori ortografici. L'inizio risulta quasi esilarante: "Caro Collega, Ti scrivo questa mia, al fine di significarTi, nella cortese colleganza, la mia candidatura per il rinnovo del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento del 21 ottobre 2018".

 

 

 

 

Più avanti l'uso di frasi da azzeccagarbugli forse un po' sorpassate anche per i vecchi principi del foro in molti rimasti allibiti: "Credo la nostra professione abbisogni...", "Altri temi quali a me cari...". E gli errori: "La mia candidatura nasce da un percorso più ampio, che vedere affiancarsi la passione politica...", oltre al termine 'affianco' usato al posto di' a fianco', usando impropriamente la prima persona singolare del presente indicativo del verbo affiancare per dire 'di lato'. Una lettera ai limiti dell'inverosimile che, ai più buoni, ha strappato un semplice ''almeno rileggila prima di inviarla''. 

 

 

 

 

 

 

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