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I Verdi all’attacco della Translagorai, ''Criticità di tipo ambientale e naturalistico''

Anche il progetto sulla Translagorai entra nel dibattito elettorale, i Verdi attaccano: “È innegabile che esistano delle criticità di tipo ambientale e naturalistico”

Foto Agh
Di Tiziano Grottolo - 02 ottobre 2018 - 20:09

CAVALESE. L’idea presentata lo scorso agosto sta facendo molto discutere e diverse associazioni ambientaliste (ma non la Sat che sostiene il progetto) si sono mobilitate. (Qua il progetto messo in discussione punto per punto)

 

Il progetto promosso dalla Provincia in accordo con i comuni della zona prevede la riqualificazione degli 85 km di sentiero che corrono lungo la catena dei Lagorai da sempre considerata una delle zone più preziose e incontaminate dell’intero arco alpino. Nel concreto il piano prevede la ristrutturazione di un rifugio e di 6 malghe, due di queste sarebbero anche implementate con un ristorante. Il costo totale dell’operazione supererà i 3,6 milioni di euro.

 

Ora anche i Verdi, tramite un comunicato, attaccano il progetto: “Pur comprendendo la necessità di fare rete e considerando che l'intenzione sarebbe quella di offrire servizi e punti di appoggio agli escursionisti, è innegabile che esistano delle criticità di tipo ambientale e naturalistico che non possono non essere considerate”.

 

I Verdi si interrogano anche sull’opportunità dell’aggiunta di ben due nuovi ristoranti, (uno a Malga Vasolare e l’altro a Malga Lagorai): “Non si tratta di non fare niente, ma di fare ciò che serve, quello su cui ci si deve soffermare - riprende il comunicato - considerato che la particolarità della Translagorai è proprio quella di rimanere in quota per tutta la percorrenza, è il concetto di 'riqualificazione', che non sempre corrisponde all'idea del conservare e preservare la preziosità di un territorio da un turismo mordi e fuggi che vive e interpreta la montagna come un qualsiasi altro luogo”.

 

Anche per quanto riguarda la ripartizione delle spese vengono sollevate delle critiche, infatti sempre secondo quanto riportato dal comunicato, 3 milioni di euro sarebbero spesi per interventi nel campo edilizio, 400 mila euro andrebbero ad aumentare la copertura telefonica e solo i restanti 160 mila sarebbero spesi per la manutenzione dei sentieri “Fondamentale per la sicurezza degli escursionisti” scrivono sempre nella nota.

 

“Il Lagorai è una sorta di paradiso nel quale si deve camminare in punta di piedi - conclude il comunicato - chiediamo perciò che si consideri che il nostro Trentino ha necessità di salvaguardare bellezza, paesaggio, risorse naturalistiche, biodiversità e peculiarità di territori che, come il Lagorai, non sono ancora stati toccati da speculazioni e che, per definizione, non si prestano a trasformazioni impattanti e non necessarie”.

 

Nel frattempo il fronte dei contrari al progetto si allarga, ad esempio il gruppo Facebook ‘Giù le mani dal Lagorai, nato solo pochi giorni fa, ha già raccolto l’adesione di 8500 persone.

 

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