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I Verdi tornano in Consiglio provinciale, Lucia Coppola: ''Con Futura non ci chiuderemo nel palazzo. Staremo sul territorio ad ascoltare i cittadini''

E' stata eletta per la prima volta in Consiglio comunale a Trento nel 1985 con i Verdi. Si è occupata di tematiche ambientali ma anche di scuola, sindacato, diritti e parità di genere. Gli ultimi esponenti dei verdi presenti in piazza Dante erano stati Roberto Bombarda e l'ex assessora Iva Berasi

Di Giuseppe Fin - 23 ottobre 2018 - 20:37

TRENTO. “Dicono che da troppi anni che sono in politica? Ma cosa importa, ho la freschezza delle idee e l'entusiasmo necessario”, Lucia Coppola è riuscita a conquistare 1765 preferenze alle ultime elezioni diventando per la prima volta consigliera provinciale dopo diverse esperienze a Trento dove attualmente è presidente del Consiglio comunale, ruolo che dovrà lasciare.

 

Maestra in pensione e scrittrice, ha iniziato ad avvicinarsi al mondo della politica già da giovane. Nel 1968 faceva parte di un movimento studentesco per poi militare in Lotta Continua fino al 1976 quando si è sciolta. Da quel momento ha partecipato a diversi laboratori di buone prassi nella politica fino ad arrivare ai comitati di quartiere. Nell'85 è stata eletta per la prima volta in consiglio comunale di Trento con i Verdi e nel '90 si è ricandidata con il Partito Comunista rimanendo in consiglio per solo un anno. Dopo un periodo di pausa in cui si è occupata di scuola e di sindacato, nel '95 è stata rieletta in Comune diventando anche vicepresidente del Forum Trentino per la Pace. Nel 2005 entra nuovamente in Comune con Rifondazione Comunista e poi ripresentarsi nelle successive candidature con i Verdi.

In queste elezioni provinciali si è candidata per Futura 2018, un progetto politico in cui crede moltissimo ma rimane anche portavoce dei Verdi. Ecco perché dopo anni possiamo dire che il sole che ride torna in piazza Dante. Gli ultimi a rappresentare i Verdi in Provincia sono stati Roberto Bombarda e l'ex assessora Iva Berasi.

 

Lucia Coppola, considerando la giovane età di una lista come Futura e la situazione del centrosinistra, se l'aspettava questa elezione?

E' stata una campagna elettorale molto difficile che mi ha portato in tantissimi posti. Non mi aspettavo però di essere eletta anche se avevamo percepito segnali positivi per Futura. Quello che è successo è stato un regalo inaspettato. Ho creduto fortemente a questo progetto condiviso che ha messo assieme più anime e per questo ho fatto una campagna elettorale che definire appassionata è dire poco.

 

Pur essendo stata eletta con Futura, possiamo dire che in Consiglio provinciale tornano i Verdi?

Si, in qualche modo possiamo dirlo, pur dentro il progetto di Futura. Io sono una politica che si è sempre occupata di temi che riguardano l'ambiente e l'ecologia. Ma come si evince dal percorso politico che ho fatto, questi temi non sono stati gli unici. Mi sono impegnata in una dimensione plurale, interessandomi anche di politiche di genere e di diritti. Non ho mai comunque rinunciato alla parte privata della mia vita, a partire dagli affetti personali, ai due figli, ai nipoti per arrivare ai miei animali. Ora che oltre 1700 persone mi abbiano riconosciuta come degna di fiducia è una grandissima soddisfazione e mi riempie di gioia.

 

In queste elezioni abbiamo avuto la doppia preferenza di genere. A scrutinio terminato, crede sia andata bene?

Ci sono nove donne elette e il numero è un po' superiore al precedente consiglio. Questa legge, però, va rodata perché probabilmente da tanti non è stata capita. Ha prevalso, non in Futura evidentemente, un trend nel quale si nota ancora un voto caratterizzato da un'unica preferenza e probabilmente le trentine e i trentini hanno continuato a dare un'unica preferenza dove prevalgono figure maschili. Il Consiglio è comunque più rosa e ci sarà il tempo in questa legislatura di spiegare meglio questa legge.

 

La sua è stata anche una candidatura criticata da più parti sopratutto per non essere un volto “nuovo” della politica.

Ho trovato questo accanimento nei miei confronti ingiustificato ma ininfluente per il mio stato d'animo. Ci sono tantissimi uomini e tantissime donne che hanno partecipato a più elezioni e non si è mai detto una parola. Il fatto che io ci sia ancora, infastidisce ma non ne comprendo la ragione. Vado comunque avanti serena per la mia strada. La mia vita è la dimostrazione di un agire disinteressato e di un agire per la comunità. Mi ha  molto colpito, all'inizio della campagna elettorale, che si rimarcasse la mia età, come se fosse una colpa. Vorrei dire a queste persone che il coraggio di esserci anche quando non si è più giovani dovrebbe essere un vanto per la comunità e non materia di disprezzo.

 

E che messaggio verrebbe lanciare alle altre donne?

Che non bisogna mai demordere e di esserci sempre. Alle ragazze vorrei dire di farsi avanti, di essere coraggiose e audaci, di auto valutarsi e non farsi intimidire e intimorire da nessuno.

 

C'è un po' di dispiacere nel lasciare la carica di presidente del Consiglio comunale?

Mi dispiace moltissimo, tutti hanno riconosciuto che ho interpretato questo ruolo in modo molto positivo. Quello di consigliere comunale è un bellissimo 'lavoro' perché mette a contatto con le persone. Palazzo Thun mi mancherà tantissimo.

 

C'e qualcosa che le fa paura guardando avanti nel suo ruolo di consigliera provinciale?

Non ho mai paura perché sono una persona curiosa e mi piace misurarmi con le difficoltà. Forse l'unico timore ce l'ho nel trovarmi davanti un governo del territorio chiuso, autarchico e che escluda. Ma cercherò, assieme a Paolo Ghezzi, di fare una opposizione impegnativa, seria, senza fare sconti a nessuno ma anche molto pragmatica.

 

Che temi porterà avanti ?

Ora dobbiamo fare il punto della situazione con Ghezzi e con tutti quelli che ci hanno sostenuto e hanno lavorato con noi. Abbiamo intenzione di fare un lavoro collettivo. Siamo la punta dell'iceberg di qualcosa che rimane che è Futura. Continueremo ad ascoltare i cittadini e di certo non ci chiuderemo dentro il Palazzo ma rimarremo sul territorio.

 

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