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La candidatura dell'editore de La Voce del Trentino dura sette giorni: la "corsa alle provinciali" è già finita

Dopo aver sposato la causa di Agire ed essersi auto proclamato candidato con un articolo (dove emergeva come paladino dell'informazione e dei diritti sociali) pubblicato sulla sua testata Conci fa un passo indietro con un altro articolo dove spiega che ieri hanno fatto un boom di accessi e "il giornale è molto più importante della politica". Insomma anche i lettori vogliono che continui ad essere Andrea Tumiotto 

Di Luca Pianesi - 29 marzo 2018 - 14:11

TRENTO. Pericolo scampato: alla fine dopo l'annuncio in pompa magna "Correrò alle elezioni provinciali" e aver ripetuto in lungo e in largo che "con Agire mi sono subito trovato in perfetta sintonia e ne ho condiviso i valori, il modo di fare politica (...)" che "comincerò già lunedì la mia campagna elettorale" per le elezioni "una volata che terminerà alla fine di ottobre e che porterà alla vittoria del centrodestra", l'editore de La Voce del Trentino fa un passo indietro e torna ad occuparsi (con queste premesse) del suo quotidiano online rigorosamente (come c'è scritto ovunque) "indipendente". 

 

Si può dire che quella di Roberto Conci è stata la carriera politica più veloce di sempre. Una fuga in avanti con uscita pubblica tramite il suo quotidiano online, giovedì scorso dove annunciava festante "correrò alle elezioni provinciali" con Agire e corsa finita già una settimana dopo di fatto riuscendo nell'impresa di trasformare anche la sua candidatura in una fake news che lui stesso ha dovuto smentire sette giorni dopo. Ma più che la sua candidatura, a destare stupore erano state le dichiarazioni virgolettate nel suo articolo attribuite al leder di Agire Claudio Cia dove definiva Conci "una persona che stimo per il lavoro che ha fatto nel campo dell’informazione in questi anni" e "molto sensibile alle problematiche sociali che spesso ha affrontato in prima persona".

 

La realtà dei fatti era, evidentemente, ben diversa e la abbiamo raccontata sabato scorso. A livello di informazione l'editore Conci si è reso protagonista di fake news clamorose e comprovate spesso fatte firmare da un tale, Andrea Tumiotto, che ha anche un suo profilo (con tanto di foto) tra i collaboratori de La Voce del Trentino. Ebbene, Andrea Tumiotto altri non è che lui stesso (che non ha il tesserino da giornalista e usa questo alias) e sono stati proprio i suoi articoli a trasformare il suo quotidiano online (e più che altro il suo direttore, Claudio Taverna, in quanto responsabile) in quello più sanzionato e punito dall'ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige. E poi c'era l'aspetto della "sensibilità alle problematiche sociali" sottolineata nonostante le tante grane con la giustizia che lo stesso Conci ha avuto ad anni di distanza e a più riprese.

 

Noi lo abbiamo scritto apertamente. Preferiamo che Conci resti a fare l'editore de La Voce del Trentino piuttosto che si impegni per la "cosa pubblica". Siamo convinti che la politica sia una cosa troppo seria e importante. Fortunatamente è di oggi la notizia che non si candiderà più. Questo il titolo de La Voce che lo annuncia: "124.736 pagine lette. Nuovo boom di accessi ieri sul nostro giornale, Conci: 'Niente discesa in politica, ci sono nuove sfide editoriali per il mio gruppo editoriale'". Nell'articolo spiega che sta per inaugurare una Voce di Bolzano (auguri) e che visti i grandi risultati "che stiamo raggiungendo con il nostro giornale (...)  ho deciso di non scendere in campo per le elezioni di ottobre, ritengo infatti il giornale molto più importante della politica".

 

Insomma, anche in questo siamo davvero diversi, ma siamo contenti, come lui, che ieri (in una giornata senza grandi notizie con dati bassi rispetto ad altre giornate per tutti i siti) sia riuscito a fare un tale boom di accessi. Forse anche i lettori hanno voluto premiarlo preferendo che continui la sua carriera da Andrea Tumiotto piuttosto che da politico.

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