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La Lega: ''No a Tonina in giunta'' e Silvano Grisenti si alza e se ne va. Tensione durante il vertice del centrodestra

Nervi tesi all'interno della nuova maggioranza. Il nodo è la presenza nel nuovo esecutivo dell'ex esponente del centrosinistra ora eletto con Progetto Trentino. Grisenti ha abbandonato la riunione della coalizione, telefonata con Fugatti per la riappacificazione

Di Donatello Baldo - 10 novembre 2018 - 18:59

TRENTO. La presenza di Mario Tonina in giunta agita la nuova maggioranza, e ancor di più la Lega di Mirko Bisesti che per discutere della questione ha convocato un vertice della coalizione. Giovedì scorso, durante la riunione che si è tenuta nella sede del gruppo consiliare degli Autonomisti popolari, si è andati vicini alla frattura con Progetto Trentino che sulla questione ha deciso di non fare nemmeno un passo indietro.

 

Bisesti sembra l'abbia detto senza filtri: la Lega non ci sta. E non ci starebbe perché non si può 'premiare' un consigliere che si è aggiunto alla coalizione all'ultimo minuto utile, dopo aver passato cinque anni alla corte di Ugo Rossi. Più o meno d'accordo gli altri, ma non Silvano Grisenti, patron di Progetto Trentino, sponsor di Tonina in giunta, che si è alzato e se n'è andato.

 

E' andata proprio così. Mirko Bisesti ha spiegato il motivo di questa convocazione, chiedendo a tutti di esprimersi al riguardo. Senza nemmeno aspettare il suo turno, per non dover sentire le intenzioni degli alleati, Grisenti ha preso la parola e ha detto che se Tonina non sarà in giunta Progetto Trentino se ne va, esce dalla coalizione. Si è alzato e se n'è andato.

 

I presenti, da Claudio Cia a Dario Chilovi, da Perego a Gottardi, sono rimasti di stucco. Hanno comunque continuato a confrontarsi e sembra che tutti abbiano più o meno condiviso le osservazioni del segretario della Lega. Alcuni, quelli accontentati, hanno rimesso nelle mani di Fugatti (assente alla riunione) ogni scelta, ma c'è chi ha manifestato tutto il suo malumore per la prospettiva di Tonina in giunta.

 

A conti fatti, quello di Grisenti è un segnale politico importante, il preludio di una rottura, una velata minaccia che è stata sanata - sembra - da una telefonata dello stesso Maurizio Fugatti arrivata in serata e, sembrerebbe, un incontro già fissato con Grisenti per la riappacificazione. 

 

Le argomentazioni di Bisesti sembrano ben radicate, tutte politiche e segnate da una coerenza che, a differenza del nuovo governatore, non ha nessuna intenzione di piegare alle esigenze della realpolitik. Grisenti se n'è andato a metà della riunione? Fa nulla, la Lega rimane contraria al suo ingresso in giunta.

 

Dicevamo che la questione è di principio: è l'ultimo arrivato, arrivato dal centrosinistra. Ma è anche politica: l'assessorato all'agricoltura è davvero delicato, non a caso la Dc non l'ha mai lasciato ad altri: è una miniera di consenso, è un canale privilegiato con le valli, è strategico e non può che andare al partito di maggioranza relativa.

 

Sarà Maurizio Fugatti a tagliare il nodo, alla fine deciderà lui, come deciso da tutti: è il presidente che nomina la giunta. Ma il rischio è che questo primo inghippo possa trascinarsi a lungo e generare un'insoddisfazione generale che potrebbe portare ad altre conseguenze, fosse anche una partenza moscia e sfilacciata del nuovo esecutivo.

 

Silvano Grisenti è un problema per molti, non a caso a ogni piè sospinto c'è l'allarme. Allarme diffuso anche in seguito ai rumors riportati da noi e da altri giornali sullo scambio tra la rinuncia al posto in giunta e la sua indicazione a sindaco di Trento. Una voce che è girata insistentemente ma che alla luce delle novità perde di valore. Ma per dire il clima: è sempre Grisenti che agita la maggioranza.

 

Ora, al netto delle forti contrarietà, sembra che in qualche modo il governatore cercherà la mediazione. Mario Tonina sarà in giunta, non però come assessore all'Agricoltura ma con una delega minore, forse derivata dallo spacchettamento dell'assessorato che fu di Alessandro Olivi. 

 

 

 

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