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| 08 set 2018 | 17:07

La Lega presenta il simbolo. Ma c'è scritto 'Salvini' non 'Fugatti'. Inserita anche la parola 'Autonomia'

Alla presentazione del contrassegno anche il candidato presidente: "I nostri avversari dicono 'attenzione ai sovranismi' ma se guardo da quella parte non hanno nessun autonomista nella coalizione. Noi abbiamo Walter Kaswalder e siamo il centrodestra popolare e autonomista"

di db

TRENTO. Ecco il nuovo simbolo della Lega, da cui già da tempo è scomparso il 'Nord' e a cui si aggiunge ora, per le elezioni del prossimo ottobre, la scritta 'Autonomia'. A fianco del milite anche la bandiera trentina con l'aquila stilizzata e nel quadrante in basso la scritta 'Salvini'. Non 'Fugatti', 'Salvini'.

 

Il brand tira e il nome del vicepremier vale molto di più di quello del sottosegretario, seppur sia lui il candidato presidente che i trentini dovrebbero votare. Scelte grafiche che però hanno anche qualche significato politico. L'importante però è la parola Autonomia: "L'Autonomia per noi è una professione di fede, il cavallo di battaglia. La Lega è federalista e autonomista da sempre". 

 

Maurizio Fugatti, presente alla conferenza stampa di presentazione assieme al segretario Mirko Bisesti e al presidente del partito Alessandro Savoi, osserva che "per la prima volta la parola compare nel simbolo leghista". E' di ritorno dalla presentazione del libro di Carlo Andreotti, lo storico autonomista che fu pure presidente della Provincia: "L'ha detto lui poco fa - sottolinea - che il Trentino è stato maggiormente tutelato dai governi del centrodestra"

 

Assicura che anche con un governo provinciale in mano alla Lega e ai suoi alleati, la specialità trentina sarebbe ben difesa: "Quando sento dire dai nostri avversari 'attenzione ai sovranismi' - afferma il candidato presidente - guardo a quella coalizione e vedo che di là non c'è nemmeno una lista autonomista. Il Patt - osserva - se n'è andato e di autonomisti ora non ne hanno uno". Nel centrodestra c'è Kaswalder.

 

"Questo governo sarà una garanzia per il Trentino perché non faremo un passo indietro sulle nostre competenze e semmai aumenteranno. Non c'è nessun rischio sovranismo e se comunque il sovranismo vuol dire difendere l'autonomia trentina allora sì che siamo sovranisti". 

 

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