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''L'alternativa siamo noi'', Maurizio Fugatti racconta la sua campagna elettorale: ''A Pergine ho preso una stanza e da un mese dormo lì''

Gazebo, conferenze, presidi, incontri elettorali. Il consigliere, candidato per la Camera nel collegio più incerto del Trentino, batte palmo a palmo il territorio: "In Valsugana nessuno può dirmi 'dove sei stato in questi ultimi 5 anni'. E non so se questo possa valere anche per i miei avversari"

Di Donatello Baldo - 01 marzo 2018 - 06:01

TRENTO. Oggi tocca Maurizio Fugatti raccontaci la sua campagna elettorale nel collegio 'incerto' della Valsugana. Lì si gioca la partita più impegnativa perché centrodestra e centrosinistra sembra siano a pochi punti di scarto e tutto si deciderà per una manciata di voti, almeno stando agli ultimi sondaggi. 

 

Ieri abbiamo sentito Riccardo Fraccaro e domani sarà la volta di Lorenzo Dellai, gli altri big in corsa sul collegio ballerino. "In Valsugana nessuno può dirmi 'dove sei stato in questi ultimi 5 anni' - afferma subito il candidato del Carroccio - non so se questo possa valere anche per i miei avversari, se loro sono stati presenti come me, negli anni, su questo collegio". 

 

Lei ci è stato in qualità di consigliere, giusto?

Certo, e non è che sono venuto qui come un alieno che atterra a Pergine da un giorno all'altro. In Valsugana, Fassa, Fiemme e in tutto il collegio non mi hanno visto solo in questo ultimo mese. 'E' arivà el Fugatti per la campagna elettorale': no, tutte le tematiche di queste zone le ho trattate negli ultimi 5 anni con una presenza fisica, calpestando metro per metro questo territorio. 

 

C'è stato per l'ospedale di Borgo.

Per l'ospedale almeno dieci volte, per quello di Borgo ma anche per quello di Cavalese. Ma anche per la Statale 47 incontrandoci con i comitati, dove abbiamo fatto manifestazioni e picchetti, per quei sei chilometri di strada che sono lo scandalo della Valsugana dimenticata. Noi c'eravamo, io c'ero.

 

C'era anche per i profughi, anzi contro. A San Vito di Pergine.

Esatto, assieme a 50 cittadini che in un pomeriggio qualunque hanno protestato, e noi con loro. Ma ci siamo stati anche per la puzza di Campiello, e io c'ero: abbiamo fatto chiudere con le nostre proteste il biodigestore.

 

Cosa ci siamo dimenticati?

La questione del Rolle e del rispetto del protocollo d'intesa: sul passo Rolle sono andato molte volte a fare conferenze stampa, così come in Primiero. E poi in Tesino per le guardie mediche: quando Zeni è andato a parlare con la popolazione e a sentirsi gli insulti noi c'eravamo, io c'ero. 

 

Ma in questo periodo di campagna elettorale si è confrontato direttamente con i cittadini, ai gazebo, nei mercati. Com'è il termometro della campagna elettorale?

Ho appena fatto il gazebo a Borgo e stamattina erano -5°, ma per quanto riguarda il termometro politico posso dire che la popolazione della Valsugana si sente dimenticata dalla politica, abbandonata. Sono arrabbiati.

 

Una rabbia che si manifesterà nel voto, immagino.

Non so come si tradurrà all'interno dell'urna, ma è indubbio che su questi territori siano mancate politiche sociali, culturali, infrastrutturali. La gente si sente anche presa in giro, ora Dellai cambia idea sulla Valdastico. Legittimo, cambiare idea è sintomo di intelligenza, ma cambiarla in campagna elettorale fa un po' strano.

 

Ecco, mancava la Valdastico dall'elenco.

Noi abbiamo presentato un ordine del giorno in Consiglio provinciale tre anni fa, con uscita prevista a Rovereto Sud. L'abbiamo presentato in tempi non sospetti. Ma in un Trentino che ha fatto strade ovunque, che ha fatto tunnel e rotatorie in ogni dove, non si è stati capaci di mettere in sicurezza una strada come la Statale 47 dove si verifica un incidente al giorno.

 

Senta, sembra che tutti i candidati della Valsugana concentrino il 'fuoco' contro Dellai.  

In Valsugana i numeri dicono che il confronto è tra il centrosinistra e il centrodestra, di conseguenza il mio competitor è Dellai. E dico che chi vuole il cambiamento deve saper valutare bene il proprio voto. O vince il centrodestra o il centrosinistra, gli altri non sono dati per vincenti.

 

Si riferisce ai 5 Stelle?

Se uno vuole il cambiamento valuti bene, deve utilizzare il voto utile e votare centrodestra. Questo è l'unico modo per cambiare lo status quo.

 

Sul Senato è candidata per il centrodestra Elena Testor, avete fatto la campagna assieme?

Certo, eravamo assieme a Borgo anche stamattina. Lei la conosco da tempo, è preparata e rappresenta veramente le minoranze. Forza Italia, schierandola tra i candidati, ha avuto una grande intuizione. Elena Testor ha già dimostrato di saper vincere, nessuno immaginava che diventasse procuradora. Poi conosce il mondo economico, imprenditoriale...

 

La campagna elettorale nazionale l'ha vista da lontano. Che idea s'è fatto?

Non ho visto la tv e ho letto pochi giornali. Ho preso una camera a Pergine e da un mese dormo lì, durante il giorno sono sul territorio, la sera le iniziative elettorali poi arrivo in albergo e dormo. Ho visto però che i 5 Stelle hanno presentato una lista di ministri.

 

Le piacciono?

Mi sembrano ministri di centrosinistra. E ci sono tanti tecnici, e sappiamo che danni hanno fatto i governi tecnici. L'unica vera alternativa è il centrodestra perché ha la possibilità di ottenere i numeri per una maggioranza,  per dare un governo a questo Paese. 

 

Questa campagna elettorale continuerà fino alle elezioni provinciali del prossimo autunno?

Credo di sì, che sia iniziata una lunga campagna elettorale. Ho avuto la fortuna di averla iniziata con Walter Kaswalder, con Caludio Cia e Giacomo Bezzi. Noi stiamo già lavorando per le provinciali e se arriva un buon risultato il 4 marzo quel segnale andrà capitalizzato anche per l'autunno. 

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