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Ok ad abbattere lupi e orsi? La Lav: ''Faremo istanza alla Ue e le multe le pagherà Rossi''. La Lac: ''Sanguinaria mossa elettorale''

Le associazioni ambientaliste sono tutte concordi nel ritenere il disegno di legge, approvato dalla Giunta di Trento, che permette di uccidere i grandi carnivori sia illegittimo e verrà impugnato. Un provvedimento che allontana il popolo di sinistra dal presidente e rafforza quello di destra nelle sue convinzioni

Di Luca Pianesi - 05 giugno 2018 - 19:23

TRENTO. Poche idee e ben confuse. Il finire della legislatura Rossi passerà alla storia come uno degli harakiri politici più cristallini di sempre. La doppietta messa a segno con Pride e Grandi Carnivori è di quelle che il popolo del centrosinistra ricorderà a lungo, probabilmente fino alle elezioni di ottobre, spostando consensi e soprattutto aumentando i dissensi. Le dichiarazioni irrispettose riferite al Dolomiti Pride (definito "folklore ed esibizionismo"da Rossi), il trattamento di serie B riservato ad organizzatori e partecipanti (che ancora sono in attesa di una telefonata dal presidente, telefonata che ''ora se la può tenere per lui'' ha detto oggi il presidente di Arcigay Trento) e il disegno di legge voluto dalla sua Giunta che dà l'ok alla possibilità di abbattere lupi e orsi nel territorio provinciale suonano come delle sconfessioni rispetto all'operato degli ultimi 4 anni e un tentativo posticcio di recuperare consensi in ambienti di centrodestra e nelle valli.

 

La cosa è ormai evidente a tutti e anche ai movimenti animalisti che oggi attaccano la Giunta Rossi per quanto deliberato su lupi e orsi. La Lav ha già interessato i suoi uffici legali per fare un'istanza alla Commissione Europea perché apra subito una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese a causa della violazione della Direttiva Habitat da parte del Trentino. "Chiederemo - specifica la Lav - che le multe inflitte dall’Europa al nostro Paese, a causa dello sconsiderato comportamento istituzionale del presidente Rossi, siano a lui stesso addebitate, oltre al danno erariale conseguente l’uccisione anche di un solo esemplare di orso o lupo”. "È evidente - scrive la Lac - che si tratta di una sanguinaria mossa elettorale di politicanti con l’acqua alla gola in quanto a consensi elettorali: cercano di pescare voti nella parte meno attenta, informata e aggiornata dell’elettorato che, insultando tutti gli altri, considerano maggioritaria".

 

“Le dichiarazioni del presidente Rossi sono una vera e propria farneticazione dettata dalla spasmodica ricerca di consenso elettorale – commenta Massimo Vitturi, responsabile Lav Animali Selvatici – una dichiarazione di guerra emessa dal Trentino contro gli animali selvatici, proprio in occasione della giornata mondiale dell’ambiente”. “Tali affermazioni sono una colossale presa in giro per noi trentini – prosegue Simone Stefani, responsabile Lav Trentino – il Presidente Rossi è infatti pienamente consapevole che la sua legge ammazzalupi sarà censurata sia dallo Stato italiano, sia dalla Commissione Europea. La Direttiva Habitat impone infatti un rigoroso regime di tutela per orsi e lupi, al quale solo gli Stati membri (non le Regioni o le Province autonome) possono derogare”.

 

"Con la fucilazione dell’orsa KJ2, l’11 agosto 2017, il Presidente della Provincia (troppo) Autonoma di Trento, si era esibito nella preapertura della campagna elettorale - scrive ancora la Lac - per le elezioni provinciali che si terranno nel prossimo autunno: l’avevamo valutata come dimostrazione sanguinaria, machista e mossa elettorale di un amministratore di bassa levatura e ancor più basso orizzonte politico. La conferma è arrivata ieri 4 giugno 2018: la Giunta Provinciale trentina ha presentato un disegno di legge che, se approvato, consegnerebbe alle decisioni del Presidente Pat la possibilità di sterminare lupi e orsi con il pretesto della pericolosità sociale. È inaccettabile che gli amministratori di una provincia, per quanto a statuto speciale, si arroghino il diritto di sterminare preziose e rare specie animali che nulla fanno di male e, dove sono presenti, testimoniano ricchezza di biodiversità e salubrità ambientale. L’arroganza è elevatissima".

 

E a loro si aggiunge Rinaldo Sidoli, promotore della campagna ‘Salva il lupo’, che su change.org/soslupo ha raccolto oltre 383 mila firme. "Chiediamo al governo - scrive Sidoli - di impugnare tale norma per violazione della Direttiva Habitat, che all’articolo 12 proibisce qualsiasi forma di cattura o uccisione di specie protette. È necessario l'intervento della Commissione Europea poiché la Direttiva di protezione degli animali selvatici, attribuisce agli Stati e non alle Regioni o le Province autonome, anche la responsabilità delle eventuali deroghe. Il disegno di legge non è volto al fine di conservare la fauna selvatica, Ugo Rossi mente spudoratamente, è l’ennesimo regalo elettorale al mondo venatorio. Questa Giunta ha fatto di tutto per non favorire la convivenza con gli animali selvatici".

 

Insomma la mossa pare davvero assurda. Lo è sicuramente per tutto quel mondo ambientalista, di sinistra, amante dell'ambiente che rappresenta buona parte dell'elettorato che ha votato Rossi (magari non direttamente attraverso il suo Patt ma tramite il Pd, i Verdi e i Socialisti) e che dovrebbe (?) rivotarlo a ottobre. Mentre non lo è per l'elettorato leghista che in questo modo vede confermato quanto da sempre i loro politici vanno dicendo sulla pericolosità dei lupi e degli orsi presenti sulle nostre montagne. Insomma è come dire ''avevano ragione loro, per quattro anni abbiamo fatto gli arroganti e negato la cosa, ora che si sta per votare ci rimangiamo tutto così potete votare per noi adesso''. Ovviamente l'originale è sempre preferibile alla copia e quindi il risultato non può che essere quello di allontanare il proprio popolo e rafforzare quello altrui. Il tutto a fronte di zero attacchi in 150 anni di storia italiana di lupi.  

 

E infatti anche la Lega di Salvini sulla questione ironizza e non poco. Il parlamentare Binelli commenta così il provvedimento intrapreso dalla Giunta Rossi: "Il provvedimento, che mira anche alla rimozione di esemplari pericolosi e dannosi, persegue una linea fin qui mai intrapresa dall'amministrazione provinciale. In numerosi incontri sul territorio, al contrario, autorevoli rappresentanti della giunta, hanno sempre negato la possibilità di intervenire con provvedimenti legislativi provinciali volti ad una gestione autonoma dei grandi carnivori. Quanto posto in essere dal presidente Rossi, evidenzia quindi un totale cambio di rotta, smentendo di fatto ciò che fino ad oggi veniva sostenuto. Ci si chiede dunque, alla luce del provvedimento proposto, perché questo non sia stato fatto in precedenza, invece di scaricare sempre le responsabilità su altri?".

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