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Paolo Primon: ''La Lega mi ha cercato per vie traverse, ma non mi interessano le ammucchiate di partito''

Il comandante della Schützenkompanie Trient Major Giuseppe de Betta commenta la situazione politica a circa quattro mesi dalle elezioni: "La doppia cittadinanza è a un passo, manca poco. Si interessano soprattutto le giovani generazioni"

Di Luca Andreazza - 29 giugno 2018 - 20:11

TRENTO. "Dopo appena due mesi il ministro austriaco ci ha risposto in merito alla doppia cittadinanza per i tirolesi trentini. A breve potremmo avere importanti novità", questo il commento di Paolo Primon, comandante della Schützenkompanie Trient Major Giuseppe de Betta, che aggiunge: "Abbiamo già consegnato duemila firme e altrettante sono state raccolte. L'obiettivo è quello di arrivare a diecimila. Questa petizione è simbolica, ma ricca di significato".

 

Il bicchiere è già mezzo pieno per Primon. "L'Austria - commenta - è stata molto rapida. Il parlamento italiano ha impiegato anche anni per rispondere. Una bella differenza. Nel corso dell'estate ci organizzeremo attraverso gazebi e incontri per chiudere il cerchio. Il nostro movimento si basa sul volontariato e quindi tra impegni di lavoro e famiglia il tempo non è mai tanto".

 

Ma la Schützenkompanie Trient Major Giuseppe de Betta sarà della partita in ottobre?

Notiamo un forte interessamento soprattutto da parte delle generazioni più giovani e proveremo a presentare una lista. Se ci riusciremo l'intenzione è quella di correre da soli, senza alleanze. Anche se qualcuno ha già provato a avvicinarci per chiedere un sostegno: la Lega ha inviato degli emissari per sondare il terreno e cercare un appoggio al centrodestra in cambio di supporto per la doppia cittadinanza, ma non siamo interessati. Dovrebbero avere il coraggio di venire a parlare direttamente, fermo restando che non vogliamo legarci a certi partiti, come Forza Italia e Fratelli d'Italia: siamo veri antifascisti.

 

Quale il giudizio dell'attuale panorama politico?

Un'ammucchiata. I partiti trentini continuano a fare promesse senza un reale progetto politico a lunga scadenza. L'unico vero obiettivo è la conquista di qualche "carega" in consiglio provinciale. Non si è ancora visto un programma, ma solo nomi. Non c'è coerenza e le coalizioni hanno perso la propria identità. Se il centrosinistra piange, il centrodestra non ha poi molto da ridere. Anzi. La politica degli slogan è ormai finita, servono fatti. Il bando della Provincia per la casa è valido fino al 30 ottobre, giusto per accompagnare le elezioni. Dopo chissà, se ci sono i soldi. Mi piacerebbe vedere i veri bilanci provinciali.  

 

Il Movimento 5 stelle?

A livello locale è inconsistente, debole. La provenienza di Filippo Degasperi è quella di Italia dei valori. I pentastellati pensano solo a smontare, mai propositivi. Mai proposte. Adesso parlano tanto dei vitalizi, ma nel 1993 ho preso due querele perché ho attaccato duramente quell'istituto. Sono stato il primo a schierarmi contro i vitalizi, ora una bandiera dei 5 stelle. Insomma, non rappresentano nessuna novità.

 

Quale sarebbe il vostro programma?

Dobbiamo far decollare l'economia, ma non inteso come Festival. Nonostante siamo un movimento del "dopolavoro" siamo sempre scesi in battaglia, come per il punto nascite di Cavalese e il vallotomo a Mori. Il compito e la motivazione principale è quella del recupero dell'identità, cioè la conoscenza dell'origine tirolese: dobbiamo guardare al passato per avere futuro, non possiamo perdere tradizione e storia. E' necessario recuperare qualità e identità, aspetti determinanti sotto il profilo economico.

 

Non è un mistero, siete per l'autonomia integrale.

Non significa secessione, ma autonomia dei popoli, cioè tradizione e storia. L'Autonomia non è reale, la politica locale è succube di regole e imposizioni romane. Siamo asfissiati, una Provincia che non si impegna a salvare aziende e posti di lavoro. La prima industria del Trentino è il turismo. Tutti festeggiano numeri record, ma il confronto all'Alto Adige è improbabile. Dal turismo si innescano poi tutti gli altri settori, come imprese e artigianato, mercati in crisi. La difficoltà in questi settori è evidente, si deve ridare ossigeno a questo realtà per ripartire di slancio.

 

A proposito di artigianato, la discesa in campo di Roberto De Laurentis?

Inesistente.

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