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Comunali, Primon: ''Non so ancora se parteciperò ma Kaswalder è venuto a trovarmi. Spaventato da Fratelli d'Italia al governo. Il Patt? Non escluderei un'alleanza''

Le manovre delle diverse forze politiche proseguono per definire i perimetri delle coalizioni e quindi poi avviare le trattative, vere, sulla nomina del candidato sindaco. I Popoli liberi devono ancora sciogliere le riserve, ma in caso di partecipazione alla tornata elettorale, sembra facile prevedere una corsa in solitaria, anche se qualcuno busserebbe alla porta di Primon

Di Luca Andreazza - 10 novembre 2019 - 22:07

TRENTO. "Non posso ancora dire se il prossimo anno presenterò una lista per elezioni comunali". Così Paolo Primon, fondatore di Popoli liberi - Freie Völker, che aggiunge: "Da un lato mi dispiacerebbe non presentarmi dopo tutti questi anni di impegno e qualcosa c'è in ballo, ma dall'altro  questa politica inizia a stufarmi, solo slogan e pochissimi contenuti. Mi prendo ancora qualche settimana di riflessione".

 

Le manovre delle diverse forze politiche proseguono per definire i perimetri delle coalizioni e quindi poi avviare le trattative, vere, sulla nomina del candidato sindaco. I Popoli liberi devono ancora sciogliere le riserve, ma in caso di partecipazione alla tornata elettorale, sembra facile prevedere una corsa in solitaria, anche se qualcuno busserebbe alla porta di Primon.

 

"Un po' di tempo fa, due mesi, è passato Walter Kaswalder - spiega il fondatore di Popoli liberi - probabilmente incaricato da altri, forse dalla Lega, per verificare le mie intenzioni. Ma non sono interessato a entrare in una coalizione così ampia, dove imbarcano tutti, solo per aumentare le chance di vittoria e che cambiano 'divisa' a seconda dell'evento e della manifestazione. Poi capisco che il bacino di voti di Popoli liberi si aggira intorno alle 1.500 preferenze e penso che potrebbero fargli comodo in caso di ballottaggio, diventeremmo una specie di ago della bilancia".

 

Porta chiusa o quasi in quella direzione, insomma. "Se dovesse vincere il centrodestra - aggiunge Primon - ammetto che sarei preoccupato per il futuro della città. Un capoluogo governato da partiti quali Fratelli d'Italia e Forza Italia un pochino mi lascia perplesso. Ancora ancora la Lega, anche se questo consenso è dettato esclusivamente dall'onda nazionale, troppo vincolato al peso di Matteo Salvini".

 

Difficile guardare più a sinistra. "Mi sembrano ancora in confusione - dice l'ideatore del movimento - il centrosinistra è troppo spezzettato, un disastro a livello mentale. L'Upt lavora per esempio a qualcosa, mi sembra che alcuni esponenti cerchino un'altra strada, un'altra formula attraverso la creazione di un ulteriore partito. In generale la coalizione non riesce a trovare una quadra e ci sono, spesso, troppe rivendicazioni che non permettono un dialogo sereno. Non è un'alleanza all'ordine del giorno".

 

Corsa da soli? "Si muove qualcosa a livello di liste civiche e qualcuno ho incontrato. Un'idea senza simboli. Questa potrebbe essere una soluzione - evidenzia - per affrancarsi da quelle dinamiche troppo legate alle vicende nazionali. Serve un governo vero e autonomo, non capisco perché le categorie non protestino in modo serio e deciso. Il Comune di Trento ha recentemente proposto forti agevolazioni per i giovani under 35 intenzionati a aprire esercizi pubblici. Non può andare bene, così si crea solo concorrenza sleale, un'amministrazione in caso deve aiutare quelle imprese che sono sane. Sul Casino Bersaglio aspetto una telefonata da sei mesi, mentre per gli alpini si muovono subito. E non è questione della storica 'rivalità', ma il fatto che i movimenti e i cittadini non sono tutti uguali. In materia Mercatino di Natale stanno poi facendo proprio una brutta figura".

 

Si guarda al centro e restano il Patt e #InMovimento oppure il Movimento 5 stelle. "Mai con una forza politica che ha proposto il reddito di cittadinanza - conclude Primon - una misura sbagliata e che viene gestita male. Siamo un movimento di centro per definizione. I rapporti con le Stelle alpine non sono tra i migliori, non nutro grande simpatia verso Franco Panizza e Ugo Rossi, questo è noto, e siamo più autonomisti di loro, ma non potrei escludere un'alleanza a priori. Sarei disposto a prendere in considerazione un'intesa con il Patt perché le idee e i programmi vengono prima delle antipatie o delle differenze caratteriali con le persone".

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