Patt e Svp votano contro la manovra: ''Impatto negativo per il Trentino, nessuna attenzione al mondo del lavoro, scarsa sostenibilità''
La deputata trentina Rossini sul voto in Parlamento: ''Non ha come obiettivo quello di incentivare a ‘creare’ lavoro né aprire nuove opportunità per nuove professionalità''

ROMA. ''Per il Trentino l’impatto della manovra è negativo per il mancato accoglimento della clausola di neutralità che prevedeva una compensazione da parte dello Stato per le mancate entrate nelle casse provinciali a causa di provvedimenti presi a livello centrale. E’ il caso della flax tax che farà pagare meno i contribuenti ma a scapito dei servizi comunali e provinciali. Tale clausola di neutralità è stata ignorata dal governo leghista-cinque stelle". Così la deputata del Patt Emanuela Rossini sulla manovra di bilancio.
"Come Minoranze Linguistiche Patt – Svp abbiamo espresso voto contrario sulla fiducia e coerentemente anche alla legge. Non possiamo avvallare l’iter di questa manovra che ha visto cancellare il ruolo legislativo e politico del Parlamento, prima con un lavoro inutile nelle commissioni spazzato via da un maxiemendamento del governo su cui non è stato possibile né la discussione né la proposta di alcun emendamento. Una manovra stretta e penalizzata tra due misure bandiera, il reddito di cittadinanza e l’aumento della spesa pensionistica, che danno bene l’idea di un paese fermo".
Misure, infatti, che sono tutto fuorché espansive. Per un Paese sempre più sull'orlo della recessione la speranza era che la finanziaria prevedesse investimenti, nuova spinta su infrastrutture e opere pubbliche e soprattutto guardasse al futuro puntando su Università e istruzione. "Il punto è che la manovra non ha come obiettivo quello di incentivare a ‘creare’ lavoro né aprire nuove opportunità per nuove professionalità - prosegue Rossini -. Sono stati tagliati i fondi strutturali che avrebbero stimolato molto l'occupazione di giovani a lavorare su progetti europei, andando a perdere ora anche i fondi europei destinati su questi programmi''.
''Questa manovra - continua la deputata del Patt - non ha una cultura del lavoro con al centro la formazione, la creatività e l'imprenditorialità. L'incontro tra domanda e offerta non è capita. Le imprese sono trattate da centri di collocamento e chi non ha lavoro come corpi inerti. Pochi fondi alla ricerca e alla scuola, inclusa la formazione per adulti per chi ha perso lavoro. Ci sono fondi al sociale destinati a soggetti e situazioni specifiche ma non a fare sistema, si è infatti cercato di penalizzare il Terzo Settore con un aumento dell’ires sulle attività commerciali su cui è già scattata un imbarazzante balletto nel governo tra chi vuole ritirarlo e chi no''.
''Sulla sostenibilità futura della manovra - prosegue la Rossini - abbiamo molte perplessità. Si preclude infatti ogni scelta possibile nelle prossime leggi di bilancio visto il programmato aumento futuro delle aliquote Iva. Il governo nega l'aumento, anche se è parte dell’accordo europeo, e tace sul fatto che le clausole di salvaguardia per essere attuate dovranno avere risorse reali e dunque un costo sociale ed economico che non ha precedenti.Anche nel confronto con l’Unione Europea ci siamo trovati in dissenso e preoccupati per i toni, lo stile e il reiterato prolungamento di un inutile braccio di ferro, visto che nulla è cambiato se non l’aver accolto tardivamente la richiesta avanzata''.












