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Potere al Popolo fa il pienone ma l'incognita è la soglia del 3%. Menapace: ''Questo movimento non si ferma il 4 marzo"

Tra il pubblico anche Sabina Guzzanti: sta seguendo le iniziative elettorali della lista in tutta Italia, alla fine farà un documentario. E sedute a fianco della consigliera comunale Antonia Romano ci sono l'ex partigiana Lidia Menapace e Chiara Capretti del Centro sociale ex Opg

Di db - 25 febbraio 2018 - 15:30

TRENTO. Tutti aspettavano Viola Carofalo, una delle più attive animatrici della nuova formazione di sinistra Potere al Popolo, ma è rimasta a Napoli per problemi di salute: "Scusate - ha detto attraverso un video-messaggio - ma ho avuto un piccolo malore. Nulla di grave - rassicura - ma prima dell'ultima settimana di campagna elettorale devo riposarmi un po'". 

 

Nella sala 150 persone, molte più del previsto tanto da costringere gli organizzatori a cambiare sala e spostare la platea al primo piano del Centro culturale Santa Chiara dove gli spazi sono maggiori. Non c'è Carofalo ma c'è Chiara Capretti, anche lei esponente dell'ex Opg, il centro sociale napoletano da cui è partita l'esperienza di Potere al Popolo. 

 

Tra il pubblico ieri anche Sabina Guzzanti: sta seguendo le iniziative elettorali della lista in tutta Italia, alla fine farà un documentario. E seduta a fianco della consigliera comunale Antonia Romano c'è l'ex partigiana Lidia Menapace

 

"E' fin dal 4 dicembre che ho le orecchie dritte - afferma la candidata - fin dall'organizzazione dei comitati contro il referendum costituzionale. Al di fuori di tutte le forme ufficiali di organizzazione politica c'era un brulichio, qualcosa che si muoveva, qualcosa che ora ritrovo in Potere al Popolo".

 

Della proposta politica di questa nuova formazione apprezza "la democrazia diretta, la buona preparazione culturale". E aggiunge: "Oggi il motivo della crisi è anche l'ignoranza, un calo di cultura politica. Tra queste persone vedo la voglia di continuare, anche il giorno dopo le elezioni. Sono fiduciosa - conclude - questa è una proposta nuova che può durare".

 

Tocca il tema del neofascismo, "un pericolo reale". Per contrastarlo propone una legge di iniziativa popolare, "che vieti queste organizzazioni". E non a caso di iniziativa popolare: "E' importante anche l'offensiva culturale, raccogliere le firme una a una, organizzare dibattiti, incontri nelle scuole e dimostrare che il sentimento dell'antifascismo è popolare". 

 

Di Lidia Menapace parla a margine anche la stessa Sabina Guzzanti. "Oggi l'ho intervistata - racconta - una persona che ha tanto da offrire, un'esperienza immensa. Dalle lotte partigiane ad oggi - dice ironica -  mi sembra di capire che non abbia mai smesso rompere le scatole". 

 

"Io seguo questa campagna per documentare la nascita di Potere al Popolo - spiega Guzzanti - e l'elemento che mi hanno interessato maggiormente è la diversità. Molti gruppi di sinistra ci hanno provato, ma nessuno è mai riuscito a convincere. Loro - dice guardando la sala gremita - sono diversi".

 

"Questo non è un cartello di partiti di sinistra fatto apposta per le elezioni - spiega Chiara Capretti - questo è un movimento popolare nato dal basso che con la forza di 150 assemblee popolari si presenta con un programma condiviso". 

 

"Al contrario si come si è sempre fatto - osserva - noi non nasciamo come strumento elettorale, noi nasciamo soprattutto per proseguire dopo il 4 marzo, per portare avanti nei territori le istanze di solidarietà e di giustizia sociale, temi di cui purtroppo non si parla". 

 

Il timore è però quello del mancato raggiungimento della soglia del 3 per cento. "E' un traguardo raggiungibile - afferma con speranza Capretti - perché in tutti i territori portiamo i temi di cui le persone hanno bisogno, i temi reali".

 

Le prime azioni, semmai Potere al Popolo riuscisse ad arrivare in Parlamento, sarebbero queste: "I temi prioritari sono quelli del lavoro, l'abolizione del jobs act, della legge Fornero ma soprattutto la possibilità di tornare a parlare di proposte che rivedano la tassazione, che facciano pagare chi in questi anni si è arricchito e che permetta una redistribuzione equa della ricchezza". 

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